Fiori e piante giganti, realizzati con materiali riciclabili, hanno trasformato il Palazzo dello Sport di Roma in una foresta simbolica, una scelta estetica che è anche una dichiarazione di responsabilità ambientale.
Gli schermi, incastonati dentro questa “vegetazione” scenica, alternavano riprese live, colori morbidi e immagini naturali: un prolungamento visivo di quella sensibilità green che da anni accompagna Elisa, e che ieri trovava una forma coerente, elegante e sorprendentemente immersiva.
«È difficile riassumere 28 anni di carriera in una scaletta»
È quello che ha confessato Elisa stessa, con una sincerità che non aveva bisogno di spiegazioni. E infatti il live non è stato una semplice retrospettiva, ma un percorso emotivo che metteva in dialogo le molte anime della sua storia artistica.
La prima parte della serata si è aperta con il passo lento e profondo delle confessioni sincere: Labyrinth, Rainbow, Broken, Eppure sentire (un senso di te). Elisa indossava un lungo abito bianco, etereo, elegante. Ogni brano sembrava un tassello di delicatezza, un ritorno alle origini inglesi, alle introspezioni, alla parte più fragile, ma anche più luminosa, della sua scrittura.
Poi, il cambio di passo: energia, ritmo, presenza.
Elisa è tornata in scena con un look più grintoso, più dinamico, mentre la scaletta virava verso la parte più pulsante della sua discografia: Seta, Palla al centro, No Hero, Nonostante Tutto.
Una transizione netta, potente, che ha fatto vibrare il palasport come se fosse uno strumento vivo, confermando quanto sappia essere, allo stesso tempo, dolcezza e impeto, musa e guerriera.
Elisa ha anche sottolineato che la data del concerto, il 25 novembre, coincideva con la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Con voce ferma ma profondamente coinvolta, ha parlato del suo impegno all’interno di Una Nessuna Centomila e della necessità di una sensibilizzazione più profonda e continua, soprattutto nelle case e nelle scuole.
Ospite unico della serata: Carl Brave
Carl Brave, prossimo anche lui al suo appuntamento romano – domani toccherà infatti a lui esibirsi nello stesso palazzetto – è stato l’unico ospite della serata.
Con Vivere tutte le vite i due hanno regalato un cameo breve ma incisivo: un incontro naturale che il pubblico ha accolto all’istante.
Elisa, dopo 28 anni, sa ancora come emozionare
La forza del concerto non stava nella nostalgia, ma nella limpidezza con cui Elisa ha mostrato la sua complessità: la dolcezza degli inizi, la profondità dei momenti più intimi, la spinta travolgente dei brani più recenti.
Senza manierismi né sovrastrutture: solo la sua voce unica, un pubblico sempre più coinvolto e un’artista che, dopo 28 anni, ha ancora molto da dire, e soprattutto sa come farlo.










