RIP di Daniele Silvestri, un viaggio surreale che parte dal cimitero

da | Ott 28, 2025 | Recensioni album

Daniele Silvestri per RIP, la colonna sonora giusta per un film che alterna reale e surreale, ironia e riflessioni autentiche, in un viaggio visivo e sonoro

Daniele Silvestri è il cantautore italiano che ha firmato la colonna sonora del film RIP, diretto da Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis, che è uscito in Italia il 23 ottobre 2025. Il film propone una ghost story italiana poco convenzionale, con un uso originale del soprannaturale come strumento narrativo di introspezione.

Insieme al collettivo Klangore Factory (che Silvestri ha co-fondato con altri musicisti/producer: Daniele “il Mafio” Tortora, Gabriele Lazzarotti, Daniele Fiaschi e Duilio Galioto) hanno realizzato la soundtrack del film, disponibile anche in digitale dal 24 ottobre 2025 e presto anche in vinile. Una combinazione di 33 brani inediti (6 canzoni inedite di Silvestri) + parti più strumentali/di ambientazione (27 brani instrumental) che accompagneranno la trama del film che si distingue per incontri surreali ma pieni di carica emotiva.

I brani non strumentali in cui risalta invece anche la voce di Silvestri sono: “La mia strada”, “Dead Man Walking”, “A Hole in My Heart”, “Like a Ghost”, “Creep Show” e “I Can Breathe”, quest’ultime due interpretate invece da Davide Shorty, con il suo noto timbro un po’ soul e la sua capacità di mescolare melodia italiana e groove internazionale.

Shorty è infatti uno di quegli artisti che riescono a fondere il cantautorato con sonorità black e urban, portando in Italia un linguaggio musicale molto personale e in questa colonna sonora riesce benissimo nel suo intento. I due brani sono infatti entrambi cantati in inglese, con sonorità molto diverse tra loro ma assolutamente coerenti con il contesto, la prima divertente e energica, l’altra, ultima della sound track, molto riflessiva e introspettiva.

La trama di RIP: incontri “fantasmagorici” ed introspezione

Nel film il protagonista è Leonardo, interpretato da Augusto Fornari, un uomo di mezza età solitario e disincantato, che lavora scrivendo necrologi per un giornale. Leonardo vive una vita piatta, regolata da abitudini ripetitive e da un rapporto distaccato con il mondo e con gli altri dove il suo unico legame, ormai sbiadito, è quello con il padre, ex custode del cimitero del Verano con cui non ha mai avuto un vero rapporto affettivo.

Ma poi con la morte del padre e della burocrazia che ne deriva, Leonardo inizia a vedere i fantasmi dei defunti di cui scrive i necrologi ed inizia questo viaggio decisamente poco convenzionale e rocambolesco. I fantasmi che gli appaiono sono infatti spesso figure eccentriche e ironiche, ma anche malinconiche e riflessive, ognuna con una storia incompiuta o un desiderio rimasto in sospeso. Tra i vari incontri non mancherà quello con il fantasma del padre. Questo incontro diventa per Leonardo una seconda possibilità: comprendere suo padre, ma soprattutto se stesso. Ed ecco che il viaggio diventa metaforico ma reale ed introspettivo.

Una strada da percorre, l’inizio di un viaggio metaforico ed anche sonoro

Una colonna sonora che alterna quindi il reale ed il surreale, con melodie che richiamano i viaggi decisamente poco convenzionali che farà il protagonista del film e le emozioni che vive.

Il singolo principale estratto dalla colonna sonora, che ha iniziato a girare anche in radio, si intitola La mia strada, che funge anche da anthem del film. Lo stesso Daniele Silvestri lo annuncia sui propri canali social come l’inizio di un viaggio, un ritmo leggero che ci accompagna in una narrazione in bilico tra il surreale e il concreto.

Il brano risuona subito come un classico silvestriano, un testo con parole semplici, tratte della quotidianità di ognuno di noi, che un po’ ricorda e ricalca le strade che percorreva lo stesso autore in brani come “ma che discorsi”. Ma ovviamente sono strade oggi più mature e che portano altrove, che descrivono un viaggio un po’ surreale, spensierato ed insolito in cui ovviamente non mancano i colpi di scena, come nelle nostre vite d’altronde.

Ed è proprio così che anche musicalmente tutti i brani accompagnano il mood cinematografico, ritmi leggerei e spensierati ma al contempo con carica emotiva e incalzanti. Lì dove è necessario sottolineare momenti riflessivi ed imprevisti della trama.

Il “perché” musicale e le evoluzioni dell’artista

Silvestri spiega che il lavoro è stato vissuto «come un rinascimento, un terreno di gioco nuovo» dato che come cantautore ha potuto sperimentare in un contesto cinematografico.
Ha sottolineato di voler dare alla musica nei film un “senso vero” e non solo funzione ambientale.

I brani spaziano in generi diversi: ad esempio “Dead Man Walking” (country rock), “A Hole in My Heart” (funky dance inglese/italiano), “Like a Ghost” (lento anni ’80), “Creep Show”, “I Can Breathe” (twist, ska, atmosfere chitarra-voce), i ritmi sono sempre molto coinvolgenti e coinvolgono l’ascoltatore/spettatore durante tutto il tessuto narrativo del film, dove la musica contribuisce attivamente a creare l’atmosfera: non solo colonna sonora “decorativa”, ma parte integrante del racconto.

Per gli amanti della musica e dei film d’autore italiani, la collaborazione Silvestri/Klangore rappresenta un’interessante evoluzione della carriera del cantautore che si sta spingendo sempre più fuori dai confini dell’album personale per approdare a nuovi progetti, in questo caso cinematografici ma che presto lo vedranno protagonista anche come Direttore Artistico in eventi nazionali come il RiM (Roma In Musica 2026). Insomma, non finisce mai di stupirci, per fortuna!

Buon ascolto e buona visione, ma soprattutto buon viaggio a Daniele, al progetto, al film, al cast e a chiunque voglia seguirli e percorrere con loro queste strade.

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