L’edizione numero 76 del Festival della Canzone Italiana è ormai alle porte e Conti, alla sua quinta direzione artistica, non sembra intenzionato a stravolgere ciò che funziona. 26 Big in gara, regolamento praticamente identico a quello passato e una battuta che svela la verità dietro la regia televisiva: “Così finisce prima e vado a dormire prima.”
La ventata di aria fresca arriva dalle Nuove Proposte, curate da Gianluca Gazzoli — podcaster, speaker e volto digital. Quest’anno quattro artisti emergenti avranno spazio all’Ariston: due scelti tramite Area Sanremo e due da Sanremo Giovani, che ha raccolto oltre 500 candidature. Un segnale forte: il sogno di cantare all’Ariston è ancora vivo.
Il ritmo delle cinque serate resta intatto: martedì 24 febbraio tutti i Big in gara, mercoledì la metà, con il voto diviso tra pubblico, Giuria Stampa-TV-Web e Giuria Radio. Percentuali: 34 %, 33 %, 33 %.
Equilibrio matematico per un Festival che vuole piacere a tutti.
Il venerdì torna la serata delle cover, confermata anche per il 2026: brani italiani o internazionali reinterpretati in duetto con ospiti, ma senza effetti sulla classifica. Novità tecnica: durata massima ridotta a 3 minuti e 30 secondi, in linea con i brani in gara.
Sabato sarà la resa dei conti: dopo le esibizioni, i cinque finalisti si sfideranno per la vittoria. Le Nuove Proposte avranno più spazio che mai: la finale di Sanremo Giovani, in onda il 14 dicembre su Rai 1, decreterà gli ultimi due artisti che entreranno tra i Big.
Le candidature chiudono il 17 novembre e i nomi dei partecipanti potrebbero arrivare il 30 novembre, per evitare la sovrapposizione con la Prima della Scala. Con questa direzione, Conti consolida la sua impronta: tradizione, ritmo televisivo e centralità della canzone.
Per chi vuole aggiornarsi su regolamenti, biglietti e curiosità, il riferimento resta il sito ufficiale della Rai o il portale informativo SanremoFestival.info.










