CIMINI e il suo “Mondo Tragico Quasi Magico”

da | Ott 16, 2025 | Recensioni album

CIMINI è fuori con il suo nuovo album, "Mondo Tragico Quasi Magico": un progetto musicale che parla di amore e generazione e non ci fa sentire soli.

CIMINI è tornato con un nuovo album, Mondo Tragico Quasi Magico: uno spaccato di verità in undici tracce che racchiude amore e speranza ma anche ansie e paure di una generazione un po’ allo sbando. Un album sicuramente caleidoscopico e variegato, che racchiude influenze pop e attualità. Sono molteplici le ispirazioni a cui CIMINI ha attinto per la realizzazione del suo ultimo progetto musicale: l’urlo di Much, che riprende l’omonimo brano contenuto in Mondo Tragico Quasi Magico, la situazione geopolitica attuale e le lotte di Greta Thunberg sono solo alcune di queste. 

Mondo Tragico Quasi Magico: fra disillusione, amore e speranza

L’album si apre con “OH!”, un brano pop energico in cui l’amore è il protagonista. Amore inteso come forza che muove il mondo: un concetto antico e potente che delinea l’amore come un sentimento universale e non soltanto circoscritto ad un rapporto fra due persone. E’ grazie all’amore che si riesce a sfidare il mondo, a conviverci ed anche a plasmarlo. 

Il mondo non è mai stato creato, è solo cambiato

Segue “IL MAGO”, singolo già anticipato a luglio, in cui la penna di CIMINI si arricchisce di influenze pop che si avvicinano a Colapesce e Dimartino. Un brano ironico che descrive con originalità anche le dinamiche relazionali più contraddittorie. 

Fiore all’occhiello dell’intero album è “Ave Maria”, una sorta di preghiera ad un futuro più radioso. Fra citazioni a Putin e Cristo, riferimenti a guerre e siccità, il cantautore calabrese scatta una triste foto del mondo odierno. Forse la musica è uno dei pochi strumenti rimasti per ribellarsi o, quantomeno, per non lasciare che le ingiustizie restino taciute. “Ave Maria” è un brano toccante che, nonostante la sua crudezza, riesce a mantenere un velo di ottimismo. Una preghiera moderna e rivisitata alla luce dei recenti accadimenti: non c’è più grazia nel mondo, resta solo ansia. E allora intoniamo tutti insieme un “Ave Maria piena di ansia”.

Osserva la testa dei girasoli, ci ricorderemo di vecchi amori. Tutto chiede salvezza lì fuori, una distesa piena di fiori.

Preghiere moderne, la fatica di stare al mondo e l’amore che si cela nei piccoli gesti

Altro brano, altra corsa con “MYROMANTICA”. Un divertente pun che gioca con la pronuncia e il significato di “my”. Una ballad uptempo, energica e coinvolgente, per chi non è a proprio agio ad esprimere amore a parole ma lo fa con i piccoli gesti, quelli fondamentali. E poi ecco che fa il suo ingresso “Lindacolei”, una ragazza che fa i salti mortali per andare d’accordo con il mondo. Linda sono io, ma sei anche tu che leggi, ci scommetto. Ciò che resta impresso di questo brano è che “la vita è una stronza” e che siamo tutti sulla stessa barca. Grazie CIMINI per darci un modo per vivere in questo mondo tragico. 

Il brano successivo, “L’URLO”, ha indubbiamente influenze gospel. Un’altra preghiera moderna che mette in luce le storture del mondo e ci si ribella contro. Una critica che non ha paura di urlare e che condanna la leggerezza e la superficialità della nostra società. 

Padre, è colpa mia, la gioventù buttata. Ho fatto sogni giusti ma generazione sbagliata.

“Io sono gli altri”, traccia successiva dell’album, è invece un manifesto di diversità. Una esortazione a non omologarsi, a rincorrere i propri sogni e le proprie ambizioni anche -e soprattutto- se non si conformano a quelli di chi ci sta intorno. 

Ma l’hai capito che voi siete voi e io sono gli altri?

La chiusura più intima di CIMINI

L’album volge al termine e parte “J’ai compris”, un brano che parla di un amore disilluso e complesso, dove la passione e la dolcezza convivono con la consapevolezza che qualcosa si è rotto. È una riflessione su una relazione intensa ma fragile, tra attrazione, malinconia e disincanto. Il titolo è già esplicativo: “ho capito”. CIMINI ha capito che non basta comprendere l’amore per salvarlo. Una canzone intrisa di malinconia e lucidità che contrasta in modo brusco con il brano successivo della tracklist, “Strappami il cuore”. Una traccia che contrappone la sua base energica ed allegra alla fine di una relazione di cui parla il testo. Un brano in cui l’ironia si spreca ed alleggerisce un momento delicato stereotipandolo, fra abbonamenti in palestra e mutui condivisi. 

Seguendo l’onda della malinconia, ecco “Non ti ho detto mai”, in cui l’artista parla a cuore aperto di tutto ciò che non ha mai avuto il coraggio di dire. E’ una confessione intima con il retrogusto malinconico tipico di chi sviluppa la consapevolezza che ormai è troppo tardi. Infine “Puntino”, una delle canzoni più intime e malinconiche della discografia di CIMINI. Parla della perdita di una persona amata e del senso di vuoto che lascia dietro di sé. E’ come se il protagonista stesse guardando qualcuno svanire lentamente. Un brano che attraversa le fasi del lutto, il senso di colpa e poi il senso di blocco tipico della perdita, fino a racchiudere il senso della vita in una semplice strofa:

Se ti giri sono sulla strada mia, a metà fra tristezza ed allegria

Un verso che racchiude la complessità dell’essere umano dopo la perdita: la vita continua, ma dentro resta una malinconia sottile. 

In fondo, Mondo Tragico Quasi Magico è questo: uno sguardo lucido e disincantato sul presente, ma ancora capace di stupirsi. CIMINI riesce a trasformare la fragilità in forza, la malinconia in bellezza, la confusione di un’intera generazione in un canto corale e sincero.
Nel suo “mondo tragico”, fatto di paure, amori che finiscono e sogni che arrancano, resta sempre un barlume di magia: quella che si nasconde nei gesti quotidiani, nelle piccole speranze, nella musica stessa.
È in questo equilibrio precario,  tra disillusione e meraviglia, tra la vita che ferisce e quella che consola, che CIMINI trova la sua verità. Un mondo tragico, sì, ma ancora, ostinatamente, quasi magico.

La Playlist di Cromosomi