Con 1%, il rapper di San Giuliano Milanese racconta cosa succede dopo la ribalta: la fama istantanea, i riflettori di Netflix e la disillusione che ne segue. È un brano che si muove tra ironia e introspezione, con un flow pulito e tecnico, capace di restituire la distanza tra riconoscibilità e reale comprensione artistica. Ogni barra è un atto di resistenza, un modo per ribadire che il rap non è solo immagine, ma analisi, catarsi e verità.
Classe 2003, Cuta è arrivato sulla scena nel 2021, partendo dalle battle e bruciando le tappe con vittorie ovunque, da nord a sud. Nel 2022 il suo nome ha iniziato a circolare a livello nazionale, fino al trionfo nel 2024 al rap show di Netflix, giudicato da Fabri Fibra, Rose Villain e Geolier. Durante il programma ha presentato due inediti (Mica io e Sedicenne Incinta) e una collaborazione con Gemitaiz, che lo hanno consacrato come uno dei giovani più interessanti del panorama italiano.
Dopo l’EP Zero Alibi e la partecipazione alla Red Bull Posse insieme a Madman e Willie Peyote, Cuta ha continuato a definire la propria identità artistica. Con Sonniferi aveva mostrato una scrittura tagliente; ora, con 1%, spinge ancora più a fondo: vulnerabilità e spirito critico convivono senza forzature. È il passo che distingue un freestyler da un autore con visione.
Il messaggio è chiaro: Cuta non vuole etichette, né conferme. Sta costruendo il suo spazio nel rap italiano, a modo suo.









