Molto spesso, gli artisti scelgono di evitare il più possibile di ripetersi, col timore implicito di fallire, di deludere il pubblico, di risultare noiosi o statici. Adesso, possiamo completamente rimuovere questo concetto, per parlare di un evento live come EM16. La teoria vuole che, lo show del 10 settembre 2025 fosse una sorta di replice di ciò che già era accaduto un anno prima. Ma in questo anno Emis Killa è cambiato, è stato sotto i riflettori (in maniera sia positiva, sia negativa) e ha voluto portate sul palco una scaletta che rispecchiasse questa novità. Tanti ospiti, a scalare dai più nuovi fino ai big affermati, ma soprattutto un enorme tributo alla cultura hip hop italiana: il rap, questa sera, ha ricevuto il rispetto che gli è dovuto.
EM16 nel segno dell’amicizia e della strada
La prima parte della scaletta si incentra molto sul tema dell’amicizia, soprattutto negli ambienti di strada in cui Emis racconta di essere cresciuto. In questo senso, l’ospite centrale è proprio Neima Ezza, primo ad entrare ed aprire le danze cantando “Due Principi” col padrone di casa. Questo brano è proprio un racconto di due amici, due fratelli, un maggiore ed un minore, legati in maniera indissolubile al di là di tutto. Dopo un brano in solitaria di Neima con Vale Pain, Emis torna sul palco con un altro brano legato al tema, “Col Cuore in Gola”. Gli ospiti che chiudono la prima parte del live sono Vegas Jones, che sale sul palco per primo, e poi Gemitaiz, che interviene in “Claro” e poi si ferma per esibirsi in Jam Session. A una parabola più tendente alla trap e alla melodia, si è dunque rapidamente sostituito un contributo altissimo in fatto di hip hop.
La seconda parte del live, vede invece protagonisti tre giovanissimi, che Emis accoglie in casa e sotto la propria ala
Sul palco del Fiera Milano Live si espongono in vetrina Flaco G, Promessa e 22 Simba, che portando “Old Fashion” hanno creato un po’ di panico per ciò che ci sarebbe stato dopo. Insieme a 22 Simba, unico rimasto sul palco, sale Niky Savage, che a sua volta ospita Paky. Dopo un medley dei suoi brani più conosciuti, ritorna il padrone di casa, che ringrazia il rapper di Rozzano per avergliela tenuta sufficientemente disordinata, cantando insieme a lui “Bandito”. Da lì riparte ancora un viaggio nei ricordi di carriera di Emis Killa, passando per vari…”Cult”.
La parabola degli hitmakers
Quando è arrivato il ballerino di tip tap sul palco, dopo un attimo di sgomento, penso che chiunque abbia capito cosa stesse per succedere. L’ingresso di Papa V e Nerissima Serpe con “Tip Tap” è probabilmente il più iconico della serata, o almeno, sicuramente è difficile da dimenticare. Ora, arrivano i tre pezzi forti.
L’ingresso di Lazza su “Million Dollar” forse ce l’aspettavamo, ma è stato ugualmente fenomenale. Quella che unisce questi due artisti è autentica stima e rispetto. Insieme cantano tre canzoni, tre hit degli ultimi anni che hanno sempre dominato in termini di numeri e qualità. Sulle note di “No Insta”, fa il suo ingresso quello che è a sua volta un’ispirazione per i due già presenti: Jake la Furia. Ogni volta che questi tre artisti sono sul palco insieme si crea una sorta di magia, uno scambio generazionale che non riguarda tanto l’età, quanto la diversità e al contempo ispirazione a livello musicale. Dopodichè, Lazza resta sul palco di EM16 per accogliere Baby Gang e cantare “Restare”. Dopo un brano in solitaria, si esibisce con Emis con “Agente”, featuring del proprio ultimo disco. Prima del colpo finale, Emis e Jake riportano un’altra volta “17” su un palco, ricordando ancora una volta al pubblico quanto quel disco sia effettivamente sottovalutato, per portata culturale e di stile.
A chiudere la sfilata degli ospiti ci pensa Massimo Pericolo, un altro artista tra i nuovi che gode di un enorme stima da parte di Emiliano.
Dico Emiliano, perché gli ultimi tre brani sono più cantati dalla persona che dall’artista. Tre strumenti diversi, tromba, chitarra e pianoforte, per tre autentiche hit: “Notte Gialla”, “Fuoco e Benzina”, “Parole di Ghiaccio”. Il live si chiude con un’esperienza strumentale assurda, dove l’accompagnamento è singolo, l’artista e lo strumento sono fianco a fianco sul palco come fossero due voci. L’ultimo brano resterà, per sempre, nella storia dell’hip hop come una hit immortale, un cult, semplicemente storia.










