Lazza infiamma Lecce: il Locura Summer Tour fa tappa alle Cave del Duca

da | Ago 9, 2025 | #Cromosomiintour

Dopo l’exploit di San Siro, Lazza approda alle Cave del Duca di Lecce con il Locura Summer Tour, trasformando la pietra viva in un’arena pulsante di energia, tra beat serrati, momenti di pura introspezione e un pubblico in delirio.

Dopo la maestosa data-evento di San Siro dello scorso 9 luglio, Lazza è tornato in Puglia per la settima tappa dell’Oversound Music Festival, portando il suo Locura Summer Tour sul palco delle Cave del Duca di Lecce. Un’arena suggestiva, scavata nella pietra, che alle 21:30 si riempie di luci e di attesa quando Jacopo Lazzarini appare, accogliendo il boato del pubblico salentino.

Si parte forte, senza preamboli, con “Zeri in più (Locura)”, un’apertura che mette subito in chiaro il mood della serata: energia cruda e un flow serrato che fa muovere il pubblico sin dalle prime battute. È il preludio perfetto a “Abitudine”, dove Lazza abbassa leggermente i toni per lasciare spazio a un testo che alterna confessioni intime e immagini taglienti. Le parole diventano un mantra malinconico, mentre sul palco la tensione cresce e si mescola alla potenza del beat.

Senza pause, arrivano “Molotov” e “Zonda”, che trasformano le Cave del Duca in un’arena di fuoco. Il pubblico si apre in cerchi, ballando e saltando in un’onda continua di movimento. “Re Mida” e “Casanova” seguono a ruota: se la prima è una dimostrazione di potenza e controllo, la seconda si veste di eleganza urbana, con le sue atmosfere notturne e seducenti.



Introspezione e ritmo: la doppia anima del live di Lazza

Poi è il momento di “Certe cose”, che scivola sulle note di un ritornello amaro e viscerale. Lazza canta di tabù, ferite e verità scomode, e il pubblico ascolta rapito, quasi trattenendo il respiro. La tensione cresce ancora con “Mezze Verità”, dove le immagini letterarie e le citazioni si intrecciano a un’atmosfera cupa e riflessiva. È uno dei momenti più introspettivi della serata: il flow diventa racconto, il palco diventa confessionale.


Si cambia subito registro con “Panico” e “Verdi nei viola”, pezzi che riportano l’adrenalina alle stelle e scatenano di nuovo il pubblico in cerchi e salti. Lazza poi lascia momentaneamente la scena, per rientrare con un ritorno carico di energia: “OuverFOURe” e le urla “OK ZZALA” fanno vibrare le Cave, prima che arrivi “Senza rumore”, cantata con un’intensità che trasforma la venue in un mare di voci e luci.

La scaletta si fa più intima con “Buio davanti” preludio al momento improvvisato al pianoforte. Lazza si siede e regala “Morto mai”, che decide di rifare dall’inizio, segno della voglia di dare il massimo in ogni dettaglio. Poi una breve pausa e un cambio outfit: pantaloncino rosso, cappello al contrario, occhiali diversi, canotta nera e collana d’oro bianco. È un Lazza rinnovato, pronto per la seconda parte della serata.



Quando il rap diventa racconto: Lazza racconta a Lecce

Si riparte con “J”, “BBE” e “Step” in cui ribadisce l’importanza di supportare sempre i giovani artisti. Poi arriva “Fentanyl”, seguita da un momento speciale: un applauso dedicato a Marracash prima di lanciarsi in “-3 (Perdere il volo)”.

Il pubblico esplode sulle note di “Piove”, e l’energia non cala con “G63” e “Hot”. Con “Ghetto Superstar” e “Chiagne” si conferma la capacità di Lazza di muoversi tra generi e collaborazioni senza perdere identità. È un equilibrio tra rap puro e aperture melodiche, tra barre serrate e ritornelli che diventano cori collettivi.

Quando chiede di accendere i flash per una hit, parte “Gucci Ski Mask”, e l’effetto visivo è spettacolare: un firmamento di luci che accompagna ogni parola. L’apice pop arriva con “Cenere”, ormai un classico contemporaneo, e poi “Canzone d’odio”, che chiude un trittico tra rabbia, orgoglio e ferite ancora aperte.



Tra cerchi di fan e confessioni al microfono: Lazza conquista Lecce

Prima dei saluti, Lazza presenta la band e regala “Uscito di galera”, per poi avvertire il pubblico: “Ora rovinerò il mood”. È il momento di “100 Messaggi”, cantata al centro del palco, quasi come una lettera aperta. Poi la chiusura ufficiale con “Dolcevita” e il gran finale di “Ferrari RMX”. “Non vedo l’ora di tornare” è la promessa che lancia a Lecce prima di lasciare la scena, accolto da un’ovazione che sembra non voler finire.

La serata di Lazza a Lecce non è stata solo un concerto, ma un percorso che ha alternato potenza e introspezione, rabbia e malinconia, esplosioni di energia e momenti sospesi. Un equilibrio raro, in cui ogni pezzo trova il suo spazio e il suo senso, sostenuto da una regia musicale impeccabile e da una presenza scenica che conferma Lazza come uno degli artisti più rilevanti della scena italiana contemporanea.

Alle Cave del Duca, il Locura Summer Tour ha trovato la cornice perfetta: un luogo che amplifica la voce e l’energia di chi lo vive, trasformando ogni nota in un’eco che resta impressa. Lazza ha dimostrato, ancora una volta, di sapere come parlare e urlare al cuore di chi lo ascolta.



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