Ghali a Rock in Roma 2025: un viaggio tra ritmo, identità e libertà

da | Lug 16, 2025 | #Cromosomiintour

A Rock in Roma 2025, Ghali ci porta in un viaggio musicale che unisce ballo, introspezione e libertà d’espressione.

Martedì 15 luglio, l’Ippodromo delle Capannelle ha accolto Ghali per una delle tappe più attese del Rock in Roma 2025. Sul palco non solo un artista, ma un narratore contemporaneo capace di mescolare ritmo e riflessione. Niente scenografie ridondanti: alle sue spalle solo un maxi-schermo con proiezioni visive, accompagnate da giochi di laser, fumo e aria sparata a ritmo, per enfatizzare i momenti chiave della scaletta. Il resto lo ha fatto la musica. Ed il pubblico, numeroso e trasversale ha risposto con un’energia che ha trasformato il concerto in un rito collettivo.

Un viaggio musicale nella storia di Ghali

La scaletta di Ghali è stata un viaggio tra sonorità e stati d’animo. Dai brani storici come “Ninna Nanna” e “Ricchi Dentro” a successi recenti come “Paprika” e “Chill”, l’artista ha dato forma ad uno show lineare e coeso.

Ha aperto con “Dende”, uno dei brani simbolo della sua versatilità, per poi alternare momenti intimi e riflessivi, come con “Sempre Me” e “Niente Panico”, ad altri più festosi e leggeri come “Marijuana”. Brani come “Fortuna”, “Boogieman”, “Ghetto Superstar” e “Wily Wily” hanno portato sul palco il lato più urban, mentre “Habibi”, “Cara Italia” e “Casa Mia” hanno ricordato il cuore del progetto di Ghali: l’identità, l’appartenenza, l’essere parte di un’Italia che vuole cambiare ed arricchirsi.

Un live essenziale, senza sovrastrutture

Pur mantenendo un’estetica pulita e curata, lo show di Ghali punta dritto alla connessione umana. L’artista ringrazia più volte il pubblico e si prende del tempo per ricordare che “i sogni vanno inseguiti, sempre”, ribadendo con naturalezza il suo percorso di riscatto e successo.

Ulteriore momento simbolico della serata è avvenuto quando Ghali ha invitato una fan sul palco per cantare insieme a lui “Dende”. La ragazza regala un’ottima performance rap, che sorprende tutti e si guadagna l’applauso del pubblico del Rock in Roma. È questa la cifra del live: condivisione, autenticità, spontaneità.

Nel corso del concerto, quando le voci di bambini, giovani adolescenti e adulti si uniscono sulle note di brani come “Cara Italia”, “Casa mia”, “Habibi” e “Happy Days”, si riconosce che il viaggio di Ghali è personale ma collettivo, è pop e politico, è una mano tesa a chi cerca un posto nel mondo e nella musica.

Quando la connessione vale più di un nuovo album

Il concerto a Rock in Roma dimostra quanto Ghali sappia ancora parlare alla sua community, anche senza l’uscita di un album completo da tempo. Da circa due anni in tour, con all’attivo solo singoli sparsi e nessun nuovo progetto discografico a lungo formato, l’artista continua a riempire spazi e ad attirare un pubblico vario e fedele.

In un periodo in cui l’attenzione del pubblico è spesso volubile e legata all’hype del momento, questo attaccamento non è scontato. Significa che l’universo artistico di Ghali, fatto di identità, contaminazione culturale, autoironia e umanità, continua a parlare forte e chiaro. Perché, alla fine, la sua musica è un posto sicuro: si balla, si riflette e ci si sente a casa. E per molti, è tutto ciò che serve.

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