Nell’arena neoclassica dello Sferisterio, la parola si fa rito, la musica diventa oracolo. La XXXVI edizione di Musicultura non è solo un festival: è una dichiarazione di poetica. Un atto di fede nella forza delle voci fuori dal coro, nei linguaggi che sfidano le formule. Il 20 e 21 giugno, Macerata diventa capitale della canzone d’autore, spazio sacro in cui il suono incontra la verità.
Ad aprire la prima serata, Vinicio Capossela: visionario d’altri mondi, demiurgo musicale, ritorna a Musicultura dopo dieci anni con il suo inconfondibile sincretismo tra epica e quotidiano. Con lui, Tricarico, cantautore laterale e imprevisto, che da sempre sfugge ai generi per inseguire lo stupore. Due voci radicalmente diverse, unite da un’urgenza comune: dire l’indicibile con poesia.
La notte seguente accoglierà l’incanto puro di Antonella Ruggiero, sirena ancestrale della musica italiana, capace di attraversare decenni e stili come fossero vesti leggere. Un’esibizione attesa come un’eclissi sonora.
Ma il cuore pulsante del festival batte nei nuovi linguaggi. Otto artisti emergenti, selezionati da un comitato che è esso stesso mappa della contemporaneità culturale, si alterneranno in entrambe le serate per conquistare il Premio Banca Macerata. Sarà il pubblico a consacrare il vincitore, in un rito collettivo che è già futuro.










