Il palco dell’Atlantico, sold out da settimane. Una folla giovane ma già consapevole, luci basse, cori che partono prima della voce. Così Olly è tornato a Roma. Nessuna gigantografia, nessun effetto speciale. Solo lui, la sua band e una voglia feroce di restare reale, in un mondo che corre verso il finto.
Lo show è esploso tra pezzi ormai cult come Devastante e Per due come noi, e brani dall’album Tutta vita, certificato triplo platino. In mezzo, una sorpresa che ha scosso il pubblico: Depresso fortunato, un inedito dal tono malinconico e brillante, pronto a diventare l’anti-tormentone estivo.
Con lui, come sempre, il braccio destro Jvli alla chitarra e direzione musicale, supportato da Pierfrancesco Pasini, Dalila Murano e Gabriele Ioppolo. Una squadra affilata, che lavora con l’intensità di chi non sta semplicemente suonando, ma difendendo un’identità.
E pensare che, quella stessa sera, Olly avrebbe dovuto essere altrove. A Basilea. Sul palco dell’Eurovision Song Contest 2025, con la sua Balorda nostalgia, brano che gli ha fatto vincere Sanremo e collezionare oltre 73 milioni di stream. Ma ha detto no. “Prima di guardare lontano, ho bisogno di guardare bene ciò che ho davanti”, aveva dichiarato lo scorso febbraio, annunciando il rifiuto. E ieri sera ha dimostrato che non era una trovata mediatica, ma una scelta di cuore.
Olly è passato da outsider a simbolo. Dal 24° posto di Sanremo 2023 con Polvere alla vetta della kermesse un anno dopo. Ma invece di capitalizzare il trionfo su scala continentale, ha preferito tornare alla polvere delle strade, alla verità dei palchi piccoli, all’intimità dei club.
Il suo pubblico — una comunità più che una fanbase — lo ha ripagato con sold out ovunque: Roma, Molfetta, Firenze, Padova. Le due date all’Ippodromo San Siro di Milano (2 e 4 settembre) sono esaurite, così come i palazzetti in arrivo da ottobre, a partire da Genova. A Roma tornerà il 14 e 15 ottobre al Palazzo dello Sport. Indovinate? Già tutto esaurito.
In un mondo che premia chi si mette in vetrina, Olly ha scelto di restare vero. E questo, oggi, vale più di qualsiasi voto europeo.
PH @Ludovica Casula










