Con “Una Storia” i Baustelle addolciscono la pillola

da | Mar 4, 2025 | Recensioni singoli

Forse iniziamo a capire cosa aspettarci dal prossimo album dei Baustelle.

Una storia racchiude l’essenza dei 25 anni di carriera dei Baustelle in 3 minuti e 38 secondi.

Se lo scorso singolo “Spogliami” lasciava intendere una svolta pop ormai incontrovertibile, Una storia riaccende i riflettori anche sul passato dei Baustelle.

Come temi, il brano sembra quasi il proseguimento di “A vita bassa” e soprattutto “Perché una ragazza d’oggi può uccidersi?”, perle nascoste nell’album del 2005 “La malavita”, mantenendosi legato anche ai tormenti adolescenziali degli esordi dei Baustelle.

I suoni, sotto l’involucro pop che recentemente accompagna le pillole del trio toscano, rimandano all’atmosfera ricercata di “Fantasma”.

Troviamo un’orchestra d’archi di quaranta elementi, le chitarre twang, ma anche organi e clavicembali: Una storia non è un brano semplice (ma può sembrarlo).

Il nuovo utilizzo del pop dei Baustelle

Forse questa è una delle chiavi che ci aiuteranno a comprendere meglio “El Galactico”, il prossimo album dei Baustelle in uscita il prossimo 4 aprile: il pop come mezzo e non come fine. Se la recente produzione di Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini può sembrare più orecchiabile e semplice da fruire, è evidente come il pop sia utilizzato come il poco di zucchero di Mary Poppins. Ogni ascolto regala uno strato in più, una scoperta nuova, una riflessione più profonda.

Una storia è un racconto che potrebbe arrivare dal mondo dei vivi o da quello dei morti, un brano che mantiene una caratteristica sempre presente nei brani dei Baustelle: prescinde dal tempo pur incastonandosi alla perfezione nel presente.

Le immagini che la canzone evoca sono vivide e intense, ma le parole che disegnano l’immagine no. Possono essere spostate avanti e indietro nel tempo e nelle latitudini, ma non smetteranno di evocare immagini. Magari immagini diverse, ma altrettanto vivide.

Raccontare storie, d’altronde, serve a stimolare sensazioni. Quelle non hanno tempo né luogo, e saperle suscitare è un arte rara, un’arte intrinseca alla musica dei Baustelle.

Il testo di Una storia dei Baustelle

Bello, non odiarmi

Non filmarmi mentre brancolo

Nel buio del sedile posteriore

Nelle mani del Signore

Stronzo, non lasciarmi

Fammi male mentre parlano di noi

Al Tg1 della sera

Maledetta primavera

Che cosa penseranno adesso di me?

Di questo schifo che c’è?

Di questo fiume di storie senza storia?

Perché se merda c’è solamente

A questo crede la gente che non sa dove va

Che cosa mai diranno gli altri di me?

Non piangeranno perché

In questo video non c’è la prova certa di un senso

Mi viene voglia di essere una foglia

E dal vento farmi portare via

Ora che succede?

Non mi sento più le gambe

Se mi guardo nello specchio

Vedo gente e un sorriso inesistente

Che cosa penseranno adesso di me?

Di questo schifo che c’è?

Di questo fiume di storie senza storia?

Perché se merda c’è solamente

A questo crede la gente che non sa dove va

Che cosa mai diranno gli altri di me?

Non piangeranno perché

In questo video non c’è la prova certa di un senso

Mi viene voglia di essere una foglia

E dal vento farmi portare via

Ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah

Ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah

Che cosa penseranno gli altri di me

Se rideranno è perché

Sul cellulare non c’è la prova certa di un senso

Mi viene voglia di essere un giornale di ieri

Strappato e spazzato via

Come si sentirà mia madre stamani

Tra una pasticca e un caffè

Da sola dietro gli occhiali

Io vorrei chiederle se ha visto tutto sul web

Tutte le foto

E anche il mio nome

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