L’ironia come chiave di tutto; intervista a Mazzariello

da | Dic 10, 2024 | Interviste

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mazzariello, finalista di Sanremo giovani 2024.

Antonio Mazzariello (in arte solo Mazzariello) è un grande. 

Oltre ad essere uno dei finalisti di Sanremo giovani. 

Perché durante la breve intervista qui riportata ha saputo distinguersi con la sua ironia arguta, la stessa che gli ha permesso di scrivere Amarsi per lavoro.

Il brano è una fotografia sul delicato vivere della nostra generazione e sulla necessità che abbiamo di mantenere vivi i sentimenti, a discapito di un’alienazione sempre più lampante. 

Abbiamo chiacchierato (e riso molto, anzi moltissimo) insieme a lui.

La nostra intervista a Mazzariello

Ciao Antonio, come stai, come ti senti? Cosa si prova ad essere parte di una competizione così importante come Sanremo Giovani? 

Sto bene. È un contesto molto bello e divertente, che porta dietro anche un certo carico emotivo, ma lo sto vivendo bene. 

Ogni tanto mi faccio anche una camomilla (ride), ma fa parte del “pacchetto”.

È una grande esperienza, sono contento di farne parte perché, tra le altre cose, è anche un po’ una scuola per me, sto imparando tanto.

Poi aggiunge:

È anche bello vedere la televisione “da dentro”. Noi siamo abituati a vederla sempre da fuori, poi quando ti ritrovi a vivere un’esperienza simile ti rendi conto che ci sono dinamiche diverse; è stato strano riguardarmi, tra inquadrature e tempi distorti. 

Mi è sembrato che fosse tutto diverso rispetto a quello che percepivo stando lì.

Mi è sembrato naturale, quindi, chiedergli: 

Ti saresti mai aspettato di vivere un’esperienza del genere? Tra l’altro, sento il bisogno di dirtelo: il tuo pezzo è veramente bello. 

Seh, va be’, me lo dici solo perché stiamo facendo l’intervista (ride.)

Comunque, non mi aspettavo quest’esperienza in particolare.

Cioè, non è che abbia proprio pensato: “vabbè sì ja, sicuro ci andrò” (ride), però lo pensavo possibile, perché trovo che la mia musica sia aderente ad un tipo di contesto del genere, quindi poteva essere qualcosa di verosimile, ecco.

Quando è avvenuto l’incontro con la musica e cosa ti ha spinto a scrivere il primo pezzo?

Potrà sembrare un cliché, ma sin da piccolo. Certe cose ti colpiscono da subito; magari non lo capisci all’inizio, ma senti di essere attratto da una certa cosa, nel mio caso la musica. 

In realtà, per un particolare molto meno romantico di quanto si possa pensare: io da bambino guardavo un sacco Disney channel (ride.)

Mi piacevano Camp rock ed High school musical e pensavo “ah, fighi questi qua con ste chitarre fatte di legno!”. 

Da lì, ho studiato chitarra classica per due mesi (avevo sei anni), per poi riprenderla durante il liceo. 

Questo perché mi piaceva una ragazza. 

A cui piacevano i Coldplay.

Alla fine, il tutto mi è servito soltanto ad imparare le canzoni dei Coldplay, perché con la ragazza non è andata bene (ride.)

Ho scritto la mia prima canzone alla fine del liceo, era in inglese, per poi approdare all’italiano con un pezzo che si chiamava “Chissà”. 

Tra l’altro titolo super ermetico (ride) boh, va be’. 

Ho continuato a scrivere in italiano e niente, eccoci qua, in quest’intervista.

Amarsi per lavoro è un brano sulla situazione di bilico della nostra generazione in tempi così complessi, sul tenere vivi i sentimenti nonostante il caos alienante del mondo. Cosa auguri all’Antonio del futuro e, in generale, a chi ti ascolta?

Al me stesso del futuro, come a chi mi ascolta, auguro di mantenere la spontaneità nelle cose, perché penso che l’alienazione sia anche frutto di quelle impalcature e sovrastrutture che costruiamo e che non riescono a reggerci. 

La spontaneità è l’unica cosa capace di rimanere.

Puoi definire con una parola la tua musica?

Io non sono per niente bravo in queste cose (ride.)

Forse direi “divertita”. 

È musica che io faccio divertendomi, seppur con i miei periodi di down.

Anche le canzoni tristi che scrivo nascono da una visione molto leggera delle cose, e in realtà penso che sia il modo più saggio e veritiero di approcciarsi alla vita, perché, se ci pensi, la verità è una cosa buffa. 

Quando noi ci imbarazziamo, ad esempio, è perché probabilmente siamo stati a contatto con la verità. 

L’intervista è quasi finita. Ti andrebbe di spoilerarci qualcosa sui tuoi prossimi progetti? 

Sto scrivendo nuove cose, e sto mettendo su un nuovo progetto che spero di far ascoltare molto presto. 

Sto facendo anche delle collaborazioni, che adesso non posso spoilerare ma di cui sono molto felice. 

Ciò che posso anticipare, però, è che a fine anno ci sarà una grande festa di Futura dischi, precisamente il 27 dicembre, al Duel di Napoli. 

Per il resto, tanta creatività. 

E meno male (ride), perché è ciò di cui vivo!

Mazzariello è un giovane artista pieno di talento, sicuramente una promessa del cantautorato italiano, che con immensa facilità riesce a coniugare la complessità struggente dei nostri tempi alla capacità di mantenersi leggeri, di “planare dall’alto”.

Oltre ad Amarsi per lavoro, il brano presentato in gara a Sanremo giovani, segnaliamo la sua intera produzione, reperibile sulle maggiori piattaforme streaming. 

Ad Antonio rivolgo e rivolgiamo un grande in bocca al lupo, nella speranza di ascoltare presto nuovi brani, e soprattutto di cantare con lui dal vivo. 

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