Tancredi, ex alunno della scuola di Maria De Filippi e già partecipante a Sanremo Giovani qualche anno fa con il brano “Perle“, quest’anno ci riprova con un pezzo decisamente ben riuscito, Standing Ovation, che racconta il disagio e l’amarezza di essere giovani, artisti, giovani artisti nella nostra era. Un brano che rende ancor meglio dal vivo, dove l’artista riesce a mostrare anche la sua capacità di tenere il palco con una presenza scenica magnetica.
L’intensità e la qualità di Standing Ovation ha permesso a Tancredi di arrivare così lontano in questa edizione di Sanremo Giovani, e a contendersi un posto tra i finalisti.
Di certo parliamo di uno dei brani più strong di questa edizione, che però non punta solo sulla sua forza rappresentativa. Infatti la riuscita è da considerare merito di un insieme di cose che funzionano. Musica, produzione, interpretazione. Non per ultimo c’è il merito di aver scelto di narrare una determinata tematica senza però avvalersi di sviolinate e strategie piacione, sia nel testo che nel raccontare agli altri la genesi del pezzo.
Abbiamo deciso di intervistare per voi Tancredi, e di farci raccontare la sua Standing Ovation in vista della finale di Sanremo Giovani
Ciao Tancredi! Come stai, come stai vivendo questo periodo?
Molto bene! Ho voglia di muovermi e di far muovere la gente, e credo che la scelta di questo pezzo rispecchi quello che sto vivendo. E’ una sensazione nuova che è tornata, di sicurezza del lavoro che sto facendo e credo si rifletta sulle scelte artistiche. Sono al lavoro sul nuovo disco e e non vedo l’ora di farvelo ascoltare.
È passato un po’ di tempo dall’ultima volta, ma nemmeno poi così tanto, se ci pensi. Cosa credi sia cambiato dall’esperienza con “Perle”?
In questo periodo sto producendo molto, riesco a sentire ancora più “mia” la musica che sta uscendo. Mi sento più sicuro. Con questo brano rispetto a “Perle” porto un lato più divertente, più ironico, svelo una parte del mio progetto che è molto diversa rispetto alle tracce downtempo che ho cantato finora.
Il brano, Standing Ovation è proprio un manifesto esistenzialista della nostra generazione (e della situazione musicale attuale, probabilmente). Ci racconti qualcosa in più, o qualche curiosità sulla genesi del brano?
Avevo fatto una session due anni fa ed era nato questo brano, ce ne siamo quasi dimenticati. Questa estate lo abbiamo ritirato fuori, mi piace perché è un pezzo un pò “confuso”, traduce bene questa sensazione di caos, sia attraverso la melodia che per la produzione. Siamo iperstimolati da tantissime cose ma ad un certo punto arriva un momento di down per tutti. Ho la sensazione che non stiamo andando in una direzione molto felice, c’è molto individualismo, il mito del self made man. Credo invece che le cose belle si facciano sempre in gruppo. Ioltre sentivo che era il pezzo giusto per essere portato dal vivo, mi permette di muovermi sul palco. E’ una traccia divertente, più che essere arrabbiato parlo della realtà con ironia.
Quest’anno ci sono stati dei cambiamenti relativi alla gara, con una suddivisione ancora più netta tra Giovani e Big. Cosa ne pensi?
Quest’anno il percorso ha tante tappe: questo ti da la possibilità di vedere come il pezzo si trasforma nelle varie fasi della gara, ti dà modo di crescere e perfezionare la performance (ma anche di vivertelo in diversi modi). Credo che ti prepari meglio per l’eventuale Ariston.
Questa è l’ultima domanda, non voglio rubarti troppo tempo, ti chiedo solo di usare questo spazio per dire qualcosa al pubblico che ti supporta, ai giovani, e/o magari condividere qualcosa con tutti coloro che ci leggono.
Una standing ovation a tutti gli artisti, che ce la possiamo vivere al meglio tutti quanti, perdenti e vincenti. A chi mi ascolta voglio dire che vi voglio bene, che apprezzo tanto sentire la vostra vicinanza e che con il disco che sto preparando ci vedremo presto in giro per l’Italia. E un saluto ai lettori del magazine, ci vediamo a Sanremo Giovani!
Grazie mille per il tuo tempo, e avanti tutta!
Quest’anno avere un artista preferito tra tutti quelli arrivati a questo punto di Sanremo Giovani è davvero complicato, il livello è davvero alto. Ma speriamo che Tancredi possa far brillare ancor di più il suo talento, magari chissà, vedendolo coronato sul palco dell’Ariston.










