Pop X è un organismo in costante mutamento e ridefinizione. Un mesetto fa è uscito l’ottavo album, “Balla coi lupi nella stalla”, un ritorno alle origini, alla musica autoprodotta a partire dal 2005 nel primo decennio di attività di Pop X. Dal 2005 ad oggi sono passati diversi membri affianco a Davide Panizza, fulcro del progetto Pop X e docente di nuove tecnologie musicali al liceo. “Balla coi lupi nella stalla” vede il ritorno di Walter Biondani nel progetto, proprio come agli esordi.
Pop X alla Milano Music Week
Pop X sorprende sempre e sempre in modi diversi. La Milano Music Week dedica al progetto una sala meravigliosa del Castello Sforzesco, la Sala della Balla, dove sono esposti 12 arazzi di Bramantino e già parte del Museo degli Strumenti Musicali. Sembra quasi di trovarsi in una chiesa: è tutto meravigliosamente Pop X, tra musica, religione e blasfemia. Davide e Walter si presentano con addosso un telo di un materiale indefinito a mo’ di tonaca da frati, si mescolano in mezzo al pubblico saltellando come fenicotteri, non dicono una parola e, nel buio e nel silenzio, si avvicinano ai loro strumenti: una chitarra, una tastiera e un Mac.
Il pezzo di apertura potrebbe far parte della playlist di un serial killer che si rispetti: distorsioni, versi animaleschi gettati sull’autotune e pianti di bambino che stridono nelle casse. Pop X vuol dire anche questo, e nella sua versatilità mantiene sempre qualcosa di perfettamente riconoscibile. I 45 minuti circa di esibizione sono un viaggio onirico tra rivisitazioni dei brani più famosi e suoni così assurdi da risultare familiari. In qualche modo, ascoltare Pop X è un’esperienza disturbante che ti fa sentire a tuo agio.










