Eccoci al secondo giorno della Milano Music Week, una manifestazione che si conferma un vortice di eventi e appuntamenti imperdibili. Tra i momenti più interessanti di ieri sera, allo Yellow Square di Milano, si sono registrate le prime due puntate di un nuovo podcast destinato a Spotify: “Babes – nessun* ci mette in un angolo”, prodotto da No Name Radio. Alla conduzione troviamo Nicole Rossi, già nota per i suoi ruoli in Skam Italia e Il Collegio, affiancata da Federica Zacchia, attrice conosciuta per la sua partecipazione a diversi film.
I podcast, ormai, sono diventati uno dei mezzi di comunicazione più dinamici e coinvolgenti del panorama contemporaneo. Se un tempo erano considerati una nicchia per pochi appassionati, oggi rappresentano una vera e propria rivoluzione nel modo di fare intrattenimento e informazione.
Boss Doms al podcast Babes
Non a caso, il primo ospite scelto per inaugurare “Babes – nessun* ci mette in un angolo” è stato Boss Doms, artista e produttore.
Il format del podcast si apre con una curiosa esplorazione dei post salvati su Instagram dagli ospiti, svelando dettagli insoliti e personali. Nel caso di Boss Doms, la galleria conteneva principalmente frasi motivazionali e messaggi dedicati ai genitori, spunti che hanno dato il via a un’intima conversazione sulla famiglia.
Si è parlato della perdita dei genitori, della separazione dalla compagna e del legame con sua figlia di cinque anni. Doms ha raccontato di come la piccola lo segua ovunque quando sono insieme, tanto che l’unico motivo della sua assenza ieri era un pomeriggio passato con la babysitter. Ha condiviso momenti del loro rapporto, come quando la porta ai concerti o le fa ascoltare in anteprima le sue nuove canzoni. La chiacchierata si è poi spostata sul suo legame con Roma e sulla sua “family”, tra cui Orang3, Frenetik e Achille Lauro.
Nel mondo della musica, dove spesso si indossano maschere e si costruiscono personaggi, Boss Doms si distingue per la sua autenticità. Durante l’intervista, ha dimostrato una rara capacità di aprirsi, ammettendo che, nonostante la sua immagine audace e sicura, a volte si sente in imbarazzo. È un lato umano che lo rende ancora più interessante come artista, perché ci ricorda che dietro ogni performer c’è una persona con insicurezze e sentimenti autentici. Per lui, il palco non è solo un luogo di esibizione, ma uno spazio di libertà, dove può esprimere davvero se stesso.
Babes ospita Anna and Vulkan
Anna and Vulkan è stata la seconda ospite del podcast “Babes – nessun* ci mette in un angolo”, dove ha condiviso il suo percorso artistico e personale, raccontando come il legame con le sue radici e la passione per la musica l’abbiano guidata nel suo percorso creativo.
Anna and Vulkan è un progetto nato nella provincia di Napoli, dove il Vesuvio, costantemente visibile dalla finestra di casa, rappresenta per l’artista un simbolo di radici e appartenenza. Fin da bambina, Anna ha vissuto immersa nella musica, grazie al lavoro del padre, musicista e compositore. I lunghi viaggi in macchina, accompagnati dalle note di Lucio Dalla, Pino Daniele e Petrucciani, hanno alimentato in lei una connessione profonda con il mondo musicale.
La sua passione per la musica è cresciuta nel tempo, seguendo un percorso indipendente. Ha iniziato con la batteria, unico strumento che mancava in casa, e poi, da autodidatta, si è dedicata alla chitarra e al pianoforte, componendo le sue prime canzoni a soli 15 anni. In questo periodo ha fondato una band dove ha sperimentato il doppio ruolo di batterista e cantante, vivendo le prime esperienze live tra concorsi locali ed esibizioni regionali.
Dopo il liceo, Anna ha deciso di esplorare nuovi orizzonti, trasferendosi a Trieste per studiare lingue e linguistica. Poi si è trasferita a Vienna, dove ha lavorato come Brand Designer e dato vita a un nuovo progetto musicale, ancora una volta come batterista. È qui che ha iniziato a scrivere e produrre brani in completa autonomia, sperimentando con vari strumenti.
Il suo sound riflette un mix unico di influenze, intrecciando generi e lingue diverse: dall’italodisco al reggaeton, passando per il jazz, l’indie pop e sonorità più intime. Questa apertura e curiosità l’hanno condotta alla firma con la sua prima etichetta discografica, grazie a una demo inviata con un’e-mail brillante e fuori dagli schemi.










