Sia chiaro, classificare la musica è sempre sintomo di superficialità. Non tanto perché non rientri nelle possibilità per critici ed ascoltatori, quanto più in virtù del fatto che Lei è un’esperienza personale, intensa, profonda. La musica mainstream, commerciale, non fa eccezione, nonostante per la maggior parte della gente del pubblico sia vuota. Tutto dipende da come viene composta, prodotta, venduta alla folla. Il disco che più può fare da esempio per un discorso di questo genere è LOCURA, l’ultimo progetto discografico di Lazza.
Parliamo di quello che probabilmente era l’album più atteso del 2024, soprattutto visti i numeri portati da Sirio, che è vicinissimo al disco di diamante. Una vera e propria locura è stata la reazione dei fan all’idea di potersi gustare numerose nuove tracce, attese con fermento. In questo senso, l’opera di marketing adottata intorno al disco è stata eclatante, ben piazzata: il release party, “Opera 1”, di fatto è stato un breve live; la statua del toro a Milano, proprio come l’evento precedente, ha raccolto una moltitudine di persone, accorse nell’entusiasmo. Tutta questa attenzione, da fattore positivo, può metterci un attimo a diventare una spada pendente sul capo di uno degli artisti più validi e seguiti in Italia.
Drillionaire e LOCURA, un connubio (im)perfetto
All’uscita del progetto, subito sono piovute le critiche verso la prestazione del produttore di questo, Drillionaire. In particolare, tra le mire di molti ascoltatori (che in ogni occasione non esitano a raccontarsi come critici) ci sono le nette somiglianze tra alcune produzioni rispetto ad altre del passato. Già Zeri in più ha mosso passi nei ricordi dei fan del rap, vista la notata somiglianza della canzone con “Vero Tony Vero Sosa”, intro del disco di Tony Effe, e “Redrum”, di 21 Savage. Una sorta di isteria in tal direzione si è vista per tutti i brani di LOCURA, nel tentativo di trovare il maggior numero di collegamenti possibile. Più che Lazza, a farne la spesa, è stato per l’appunto il produttore, ritenuto non all’altezza di un progetto così ambizioso e con un enorme hype sulle spalle.
Analizziamo questo fenomeno. La critica sul suono, che risulta simile a livello di produzione rispetto ad altri della scena italiana, può avere una propria motivazione alla base. Non abbiamo intenzione di parlare delle qualità di Drillionaire, quanto più della sua veloce e costante ascesa. Il suo nome, come producer, si è fatto enorme strada tra tanti, risultando alla fine tra i master nel nostro paese. Di conseguenza, sempre più spesso, nei brani più influenti troviamo la sua firma. Proprio per questo, essendo coinvolto in numerosi progetti dei cosiddetti “big”, i suoni iniziano ad avvicinarsi. O, quantomeno, possiamo ritenerla una teoria attendibile. Di reale c’è che i risultati di LOCURA sono, per gran parte, anche merito di Drillionaire, nonostante la sua prestazione abbia fatto storcere il naso a tanti.
Rap pop, rap commerciale, o semplicemente rap?
I social danno voce a tanti, e la voce di tanti crea pensieri comuni. Un pensiero comune tra i fan (i cosiddetti “puristi”) del rap riguarda la distinzione tra il rap pop (o commerciale) e il Rap, quello vero. Più o meno è così, per riassumere rapidamente. In ogni caso, LOCURA è un disco che ha dato tanto da parlare, vista la natura stessa del progetto. Non parliamo difatti di 18 tracce inscatolabili sotto un’etichetta, vista la grande versatilità dell’artista. Ebbene, abbiamo avuto modo, in questo primo mese di vita, di ascoltare tracce che si diversificano per testo, attitudine e pubblico di riferimento. In poche parole, il problema più grande di LOCURA è che può attecchire ad un pubblico ben più vasto di quello che segue Lazza dagli inizi, da quando ancora non era uno dei pesi massimi. E questo, ai più affezionati, delle volte fa storcere il naso.
Eppure, a livello progettuale, questo album non esce dai binari del rap. Certamente ci sono tracce di ispirazione più melodica, ritornelli cantati e linee melodiche che si avvicinano ad una contaminazione pop. Nonostante ciò, LOCURA è ancora un disco che parla la lingua del rap, come si deve. Anche se, di fatto, può piacere ad una porzione estremamente vasta di pubblico, rispetto ai progetti precedenti.
Quindi LOCURA è un flop?
I social, giudici e giurie, si sono espressi, così come gli streaming e le certificazioni. Ma chi ha ragione? Tutti e nessuno, potremmo dire. Da una parte, la critica social è un campanello d’allarme, come a dire che Lazza può ancora fare passi in avanti, può ancora far progredire la sua musica. Dall’altro, le certificazioni di LOCURA indicano che il disco è stato enormemente apprezzato, seppur il consenso non sia generale. Insomma, un mese dopo, quello che potrebbe essere il miglior disco del 2024 ha lasciato un sapore dolce in bocca per alcuni, dolceamaro per altri. Non sappiamo se potrà replicare i numeri o la stima che ha ricevuto Sirio, ma dopo infiniti ascolti qualcosina si può già dire.
Intanto, LOCURA è un disco di enorme valore musicale. Non esiste, attualmente, nel panorama del rap italiano, un prodotto simile e di questa caratura. Le componenti di suono e di scrittura si equivalgono, in quanto Lazza ha prestato notevole attenzione in ogni parte di questo progetto. Le tracce sono, ognuna, una sfaccettatura di un percorso artistico che è in costante ascesa. Il connubio Lazza – Drillionaire, inoltre, funziona, anche se le sue prossime mosse, per andare avanti, potrebbero dover coinvolgere altri produttori, che sarebbero in grado di portare suoni diversi. Come detto prima, non possiamo sapere quali saranno i numeri che porterà a casa questo album. Eppure, nel panorama urban italiano, è difficile trovare un progetto uscito quest’anno che sostenga il livello di qualità, impegno e perseveranza di LOCURA.










