78mila spettatori in estasi per un concerto definito da Billie Joe “una celebrazione”, più di due ore di live senza sosta: parliamo dei Green Day.
“This is not a party, this is a celebration!” – urla Billy Joe ad un’orda di fan in delirio all’Ippodromo Snai La Maura, in occasione della data sold out del 16 giugno agli iDays.
Un evento solenne quello di domenica sera, dove la band festeggia i trent’anni dell’uscita di “Dookie” e i vent’anni di “American Idiot”. I Green Day hanno suonato i due album interamente, in uno show colossale, impeccabile da un punto di vista musicale, visivo ed emotivo.
Nulla è lasciato al caso in questa data, per la quale la band decide di essere annunciata sulle note di “Bohemian Rhapsody” e poi “Blitzkrieg Pop”, sulle urla di un pubblico in estasi.
È con “The American Dream Is Killing Me” che decidono di salire sul palco, singolo dell’ultimo album, “Saviors”. Il disco può essere considerato una chiusura del cerchio, rivelandosi piuttosto in tema con i Green Day di “Dookie” e soprattutto di “American Idiot”, dove il tema sociale è molto forte.
Mai come ora risulta appropriato un inno alla rivoluzione, dove i poteri politici vengono presi in giro e additati tramite un pogo sfrenato, pieno di voglia di libertà.
È inutile dirlo, ma al momento di classici come “When I Come Around” o “Welcome To Paradise” l’emozione è alle stelle. Sicuramente è grazie all’energia e alla vitalità con cui a distanza di trent’anni la band riesce a portare sul palco questi brani, rendendoli iconici nel tempo.
Dopo “Dookie” è la volta di “American Idiot”: un enorme gonfiabile a forma di pugno alzato si erge dietro la band. L’atmosfera si carica di un forte significato politico, che a malincuore ben si sposa con il clima odierno. Non è il solo elemento di protesta presente durante il concerto: ad un certo punto, infatti, un enorme dirigibile sorvola l’ippodromo, lanciando delle bombe di gomma. Un’immagine inaspettata e al tempo stesso che lascia spazio a profonde riflessioni su una realtà più che vicina.
La scelta di suonare gli album per intero dona a questo concerto un’importanza cardine nella carriera della band. E’ un unicum anche nella storia degli iDays: è uno degli show più lunghi, sforando i tempi consentiti di più di un quarto d’ora.
I Green Day hanno dimostrato di essere un pilastro nella storia della musica punk rock. Dopo trent’anni di carriera riescono ancora a sprigionare un’energia fuori dal comune. Al centro, la passione e l’amore per la propria musica e per i propri fan.
Ciò che ha emozionato più di tutto di questo momento è stato vedere centinaia di famiglie riunite per festeggiare. Decine di bambini sulle spalle dei papà con le mani in aria, amici, coppie e addirittura nonni con maglie, cappellini, bandiere e soprattutto pieni di voce per vivere un’emozione vera.
La scelta di chiudere la scaletta con “Good Riddance” è stata sicuramente la ciliegina sulla torta di un concerto che non verrà dimenticato. Questa canzone più di tutte celebra la vita, nella sua imprevedibilità e nel suo caos:
It’s something unpredictable
But in the end, it’s right
I hope you had the time of your life!










