“Paradiso – La Divina Commedia Deluxe”: il viaggio consapevole di Tedua 

da | Mag 24, 2024 | In Evidenza, Interviste

A quasi un anno di distanza dall’uscita dell’album campione di vendite “La Divina Commedia”, Tedua torna con “Paradiso – La Divina Commedia Deluxe”, la conclusione di un viaggio nella musica attraverso l’immaginario dantesco, dalle voragini dell’Inferno fino all’ascesa in Paradiso, passando per le lande del Purgatorio.

L’attesa in Purgatorio ci ha stremati, ma

Siete cresciuti e io sono cresciuto con voi

Grazie per la fiducia, ora mi aspetta il Paradiso

Si concludeva così il brano “Outro Purgatorio” di Tedua. Finalmente da oggi 24 maggio è disponibile Paradiso – La Divina Commedia Deluxe (Epic Records/Sony Music Italy). Il nuovo progetto musicale, prodotto da Dibla, Jiz, Shune, e con una traccia che vede la collaborazione di Sick Luke, include otto brani, sette dei quali sono completamente inediti. A questi si aggiunge “Parole vuote (La Solitudine)” in collaborazione con Capo Plaza, un singolo rilasciato a novembre 2023 che ha già ottenuto il disco di platino.

Oltre a Capo Plaza, la versione deluxe del progetto vede la partecipazione di Annalisa, Angelina Mango, Tony Boy e l’intero collettivo Drilliguria, composto da Bresh, Izi, Vaz Te e Disme. Questi artisti contribuiscono con le loro voci e stili unici ad accompagnare Tedua in un viaggio immaginario attraverso le terre del Paradiso.

Il Paradiso completa il progetto discografico di Tedua, pubblicato nel giugno 2023, un viaggio musicale ispirato all’immaginario dantesco, dalle profondità dell’Inferno fino all’ascesa al Paradiso, passando attraverso le terre del Purgatorio.

Sin dalla sua pubblicazione sulle piattaforme di streaming, “La Divina Commedia” non ha deluso le aspettative del panorama musicale italiano.

Con 21 dischi di platino e 7 dischi d’oro tra album e singoli, l’intero album ha ottenuto la certificazione in meno di un anno. “Hoe” feat. Sfera Ebbasta è stato certificato quadruplo disco di platino, mentre “Paradiso Artificiale” feat. Baby Gang e Kid Yugi, “Malamente” e “Red Light” hanno ottenuto il doppio disco di platino. Altri brani come “Volgare” feat. Lazza, “Anime libere” feat. Rkomi & Bresh, “Mancanze Affettive” feat. Geolier, “Lo-Fi for U” e “Intro La Divina Commedia” hanno ricevuto la certificazione di disco di platino. Inoltre, sono stati certificati disco d’oro brani come “La verità” feat. Bnkr44, “Soffierà”, “Scala di Milano” feat. Guè, “Diluvio a Luglio” feat. Marracash, “Angelo all’inferno” feat. Salmo & Federica Abbate, “Bagagli (Improvvisazione)” e “Outro Purgatorio”. La produzione musicale è stata supervisionata da Shune, Chris Nolan e Dibla, con la collaborazione di altri rinomati produttori come Charlie Charles, Sick Luke, Night Skinny, Zef e Daves.

L’album sembra essere un mix di emozioni, riflessioni e innovazione artistica, promettendo un’esperienza coinvolgente e significativa per l’ascoltatore. La critica e l’autocritica sono presenti nell’analisi della propria musica e carriera, con Tedua che riflette sulle sfide e sui successi incontrati lungo il percorso. Si apre con “Paradiso II” che emerge come una traccia significativa, sia per il suo impatto pop che per la sua profondità emotiva, offrendo una visione personale e coinvolgente del concetto di paradiso.

Dopo l’uscita di Paradiso – La Divina Commedia Deluxe, Tedua è pronto a portare la sua musica dal vivo con un evento speciale in due date. Sarà il primo artista italiano a essere headliner nella storia degli I-Days all’Ippodromo SNAI di Milano: il 29 giugno (data già sold out) con l’apertura di 21Savage e il 30 giugno con l’apertura di Offset. L’artista proseguirà poi il suo tour, portando i successi tratti da “La Divina Commedia”, “Paradiso” e dall’intera sua carriera sui palchi dei principali festival estivi italiani nel mese di luglio.

Lunedì 20 maggio abbiamo incontrato Tedua nella sede di Sony Music a Milano, la sua casa discografica, per ascoltare in anteprima le 8 nuove tracce di Paradiso – La Divina Commedia Deluxe e chiacchierare della nuova imminente uscita. È stato difficile aspettare cinque giorni per risentire i brani, ricchi di significati e citazioni per i fan amarcord, ma ecco cosa ne pensiamo e cosa ci ha rivelato! 

L’Inferno ha una figura femminile, mentre nel Purgatorio non ce ne sono. Nel Paradiso ce ne sono due. Avevi già pensato di mettere più figure femminili?

C’è una grande assente che è Anna, ma non c’è stato il tempo. Spero di collaborare sia con lei che con Artie in futuro. SickLuke è venuto in studio ed è nato il pezzo con Tony Boy. Il giorno dopo lui aveva una sessione con Madame e Federica Abate e mi aveva detto di passare a salutare. Io sono arrivato lì e ho monopolizzato la sessione. Avevo questo viaggio di far cantare Annalisa, perché mi piaceva tantissimo. 

E Angelina?

Dopo la serata cover di Sanremo, durante la quale mi sono profondamente commosso, ho avuto modo di riflettere su Angelina. Ero già un grande fan della canzone “La Rondine”, e quell’interpretazione mi ha toccato nel profondo. Il mio produttore, che aveva già lavorato con Angelina in passato, mi ha convinto a collaborare con lei. Quando giudico un artista, per me è fondamentale capire quanto profondamente senta la musica. Imparare a fare musica è qualcosa che si può acquisire con il tempo, ma la passione e la sensibilità verso la musica sono innate. Anche io sono diventato famoso perché, prima di tutto, ascoltavo la musica con grande intensità; solo successivamente ho imparato a crearla.

Il brano è molto commovente. Com’è nato?

Secondo me, una canzone dovrebbe prevalere soprattutto per il suo spessore artistico e per l’esercizio stilistico che rappresenta. È un pezzo orchestrale in sei ottavi, quindi non è strutturato secondo il classico schema in quattro quarti. In questo senso, è simile all’approccio di Kid Yugi. Ho chiesto ad Angelina di contribuire alla canzone e, in un giorno nuvoloso, abbiamo avuto una conversazione sulla mia visione di un paradiso imperfetto. Mentre spiegavo, lei era al telefono in silenzio, scrivendo la top line di mente. Mi ha onorato sapere di ispirare negli artisti la volontà di dare il meglio di sé. Una volta in studio, abbiamo registrato e buona la prima. Questo pezzo regge il concept dell’album e il testo, ricco di metafore sul paradiso, è per me un capolavoro. Angelina è stata motivata da una sessione di brainstorming con me. La strofa, in sei ottavi e in una tonalità elevata, non è stata facile per me, ma il risultato è stato sorprendente. In proporzione Angelina: Paradiso = Kid Yugi: Divina Commedia

La Deluxe si apre con “Paradiso II”.

“Paradiso II” è la prima traccia del mio nuovo disco e la adoro davvero tanto. È il pezzo più pop della mia carriera, ma non l’ho fatto perché mi è stato imposto dalla major; mi piace fare questa musica e non voglio streammare su TikTok. Mi piace per diversi motivi. Prima di tutto, è il primo ritornello così tirato che faccio nella mia estensione vocale, quindi dal punto di vista tecnico rappresenta una crescita per me. Anche riducendo l’auto-tune, siamo riusciti a interpretare il ritornello in modo convincente dal punto di vista tecnico. Inoltre, il sound di sottofondo è davvero fantastico. Chiunque stia vivendo una situazione sentimentale simile rimarrà molto emozionato da questa canzone.

Quale parte di te stai cercando di esplorare e portare alla luce, in termini di ricerca della consapevolezza e di essere pienamente consapevole?

In questo momento mi sento soddisfatto, felice e consapevole. Finché non avrò una crisi esistenziale, non affronterò un altro percorso alla ricerca di una nuova consapevolezza. Ho affrontato la mia crisi dei trent’anni a 27 anni, mi sono preparato in anticipo e adesso sto proprio bene. Quello che vorrei fare è togliere la delusione ai fan che sono rimasti delusi. Capisco che alcuni di loro siano nostalgici o vogliano rimanere nell’underground e non comprendano certe dinamiche. Anche io, essendo fan dei Club Dogo dal 2005, ho vissuto qualcosa di simile. Quando sono andati su MTV con pezzi più commerciali, c’erano canzoni che non mi piacevano, ma ero contento per loro perché riuscivano a farsi conoscere e ad arricchirsi. Anche negli album successivi c’erano brani che non mi piacevano, ma non mi sono mai permesso di dire che un disco fosse un flop, perché comunque conteneva canzoni che apprezzavo. Ogni artista ha la propria crescita artistica e i propri tornaconti lavorativi, quindi bisogna considerare come si giudica un artista. Chi è deluso fuori da un approccio sano probabilmente se ne andrà per sempre, ma chi mi darà una possibilità, mi piacerebbe recuperarlo perché evidentemente ho sbagliato qualcosa. La musica ti colpisce dentro e, quando ti tocca, ti affezioni per tutta la vita. Non è la hit, ma l’emozione che faccio vivere che conta davvero.

In ottica dei live e in particolare per gli I-Days, cosa dobbiamo aspettarci?

Per quanto riguarda gli i-Days, sono davvero soddisfatto. Farò in modo che gli americani ricevano degli anelli con diamanti e l’incisione “Welcome to Italy” e dei vestiti eleganti. Abbiamo solo un’ora per il cambio palco, quindi montare una scenografia complessa in così poco tempo è molto difficile. In un palazzetto con 10.000 persone, dove il buio lo controlli tu, è tutto più semplice. La scenografia del mio ultimo tour ha ricevuto moltissimi apprezzamenti, soprattutto a Los Angeles, dove i manager di Travis Scott hanno detto che Tedua spacca dal vivo. Con il budget italiano riusciamo a fare belle cose, ma per portare quella scenografia a un festival servirebbe il budget di The Weeknd, e non sarebbe comunque fattibile. Nonostante questo, punteremo tutto sul maxischermo e stiamo cercando un modo per montare una scenografia efficace in un’ora di cambio palco. Spero di riuscire a stupirvi tutti.

Cosa significa per te il brano “Kill Bill”?

“Kill Bill” si chiama così perché rappresenta il punto culminante della canzone. I miei amici erano tutti lì che ballavano e sono stati loro a scegliere il titolo. “Kill Bill” è una figura femminile e io ho voluto includere due figure femminili nel mio album. Quando mi chiedevano perché avessi inserito sia Annalisa che Angelina, rispondevo: “Perché non posso inserire due figure femminili nello stesso album?”. Dopotutto, Dante ha parlato di Beatrice per tutto il Paradiso. Questo giustifica tutti i pezzi d’amore presenti nel mio album, come “Beatrice,” “Mare Calmo,” e “La Solitudine.” Il Paradiso lo associo all’energia positiva e romantica che mi trasmettono le ragazze. La figura femminile, per me, è molto angelica. Quindi, “Kill Bill” è un’altra figura femminile. In un brano così potente, abbiamo voluto aggiungere qualcosa di più accattivante. Fare quella canzone per me è stato super spontaneo, un’espressione di leggerezza che mi mancava da tempo. È la dimostrazione che faccio la musica che voglio, in modo simpatico e spontaneo.

“Mare calmo” é il sequel di “Mare mosso”, anche se il mare non si è calmato tanto.

Non ho mai raggiunto una pace totale, altrimenti sarei già a fine carriera, in pensione. Il “Mare calmo” rappresenta la tranquillità, ma nel ritornello si percepisce anche l’agitazione, riflettendo la consapevolezza che la perfezione è un’illusione. Per questo Angelina sintetizza tutto il concept del disco. Il paradiso terrestre non può essere una quiete totale, perché la vita è fatta di felicità e sofferenza. Questa consapevolezza ci porta a vedere il mare come calmo, ma se lo percepiamo agitato, è perché non stiamo comunicando con la nostra sofferenza. Il paradiso cristiano viene invece visto come uno stato di pura pace ed enfasi, ma questa condizione è irrealizzabile finché siamo esseri umani sulla Terra.

Ti piace conoscere, che significa “riconoscere e ricordare”.

Sono una persona curiosa per natura, forse perché sono cresciuto senza una figura paterna e quindi ho sempre dovuto cercare le risposte da solo e arrangiarmi. Questa voglia di conoscere mi ha spinto a fare una vita di strada, sviluppando le capacità necessarie per affermarmi anche senza una formazione universitaria.

Hai già raggiunto numeri da livelli top, pensavi di allargarti ad altre forme di arte? Come il cinema? Cosa farai dopo?

Mi piacerebbe molto lavorare sulla sceneggiatura o nella regia. Recitare è stato bello e richiedere un po’ di studio e pratica sul set. Ho fatto il mio esordio al cinema con Michele Placido, partecipando a un film d’autore. In questo film, interpreto una parte che include un addio commovente e una scena in cui dò un bacio a Riccardo Scamarcio. Sono sempre aperto a esplorare nuove forme d’arte e a mettermi in gioco in diversi ambiti creativi. Presto usciranno anche delle collaborazioni molto promettenti, anche se non è facile accontentare tutti. Non voglio restare fermo e arrugginirmi, perché in studio passo troppo tempo a fare il nerd. Sento che posso collezionare nuovi provini per realizzare un disco. Ho già il concept pronto, ma non voglio svelarlo. Posso dire solo che si collega alla Divina Commedia in modo geniale.

Il Paradiso?

Ora mi chiederai “cos’è per te il paradiso?”. Io ti rispondo con il testo della canzone. Il Paradiso è un posto sicuro, uno specchio lontano, è capire che a volte non è perfetto, io ho aggiunto che è un’arma che non taglia e quindi non fa male, ma è un’arma perché è un grande stato emotivo ed energetico. È mia mamma che fa pace con sua mamma, cioè è uno stato di pace. È portare i sogni in vacanza dopo che ho perso la mamma e quindi l’amicizia, il ciclo della vita, la nascita, la morte, il supportarsi a vicenda. È la rabbia, il cardiopalma, una sfida dopo l’altra perché alla fine non si raggiunge mai. Chi non è felice è chi non accetta che nella vita ci sia anche la sofferenza. Insomma il paradiso per me è essere soddisfatti, realizzati con se stessi e consapevoli.

Perché non ti senti mai abbastanza?

Sono molto pretenzioso per natura e molto autocritico con me stesso, perché so che potrei dare sempre di più. A volte, però, non riesco a dare il massimo perché amo la mia vita personale e la mia carriera musicale. Ho trascorso molto tempo alienato nella mia vita da rapper, cercando di avere tutte le priorità che questo mondo comporta. Stavo quasi smettendo di fare rap quando ero troppo povero e vivevo una vita distratta, in un contesto dove ero l’unico del mio paese e della mia compagnia a fare rap. Ho vissuto così per molto tempo, facendo una vita da ragazzo qualunque. Col tempo, Mario è maturato e ha capito le priorità che la vita comporta, soprattutto per una persona alienata dietro la sua passione e i propri obiettivi. Ogni tanto, quando la vita di Mario prevale, dedico meno impegno alla mia carriera artistica. Ultimamente, però, ho una grande voglia di dedicarmi alla mia vita artistica. Ho costruito un grande rebrand intorno a Tedua, curando le scenografie, le performance live e le grafiche, e lo considero un progetto a 360 gradi. Preferisco stare in studio anziché andare a divertirmi, studiare e imparare a lavorare con i musicisti. Ogni volta che mi concentro di più sulla mia vita artistica, però, la vita di Mario ne risente. Non è una questione di mancanza d’amore, ma mi trovo nel limbo tra queste due dimensioni. Ora mi sto dedicando completamente alla mia vita artistica perché non voglio avere rimpianti in futuro, soprattutto perché dai 30 ai 35 anni devo spingere molto. Ci sono momenti in cui non mi importa di essere perfetto, perché come dice Angelina, non tutto è perfetto. Devo essere me stesso.

Che rapporto hai con la confusione?

Nel caos c’è un po’ quella paura che tutti abbiamo di perdere il controllo di noi stessi. Essendo estremamente iperattivo ed estroverso, trovo spesso la confusione intorno a me. Cerco di tenerla sotto controllo e eliminarla il più possibile, ma è un’arma a doppio taglio. Credo di aver abbinato questa dinamica alla Divina Commedia, ma ora, invece, negli incontri ora per ora, non riesco affatto a gestirla bene. “Vita vera” riflette questa mia confusione, non perché non sapessi dove stessi andando, ma perché non ho prestato attenzione al lavoro e avrei potuto farlo meglio.

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