Dopo l’uscita di SAB, Silent Bob e il suo decadentismo caratterizzante tornano con T10 (feat. Jake La Furia), disponibile a partire dal 3 maggio su tutte le piattaforme. Il brano, dalle tonalità cupe e un testo denso di rabbia, riflette fin dalla prima strofa l’essenza stabile dell’artista, il suo non voler scendere a patti, il rifiuto di amalgamarsi ad un nulla indistinto solo per pochi attimi di successo.
Prodotto dall’inseparabile Sick Budd, il nuovo brano verrà presentato in aggiunta ai già acclamati successi del duo milanese, nei principali eventi musicali estivi, tra cui Nameless Festival e Collisioni Festival, in occasione del “Tutto Tuta Tour 2024”.
In T10 le rime di Silent Bob si mescolano a quelle dell’icona del rap italiano Jake La Furia dando come risultato un mix perfetto di crudezza, rivalsa, autenticità dell’io e finzione degli altri.
Così l’artista commenta la sua collaborazione:
«Fare un brano con una leggenda come Jake è stato incredibile, per me sentire le nostre voci rompere lo stesso beat mi ha fatto venire i brividi. È stato molto veloce nella scrittura della strofa, assurdo come gli venga naturale farlo a quel livello. Il pezzo è molto crudo, mi aveva ispirato molto l’ultimo disco di Meek Mill e Rick Ross; perciò, la combo, una volta che è uscita, è risultata perfetta»
L’estetica dello stare ai margini in T10 di Silent Bob
Il rigetto di seguire i trend per entrare nella tanto agognata top 10 è il riferimento con il quale l’artista milanese apre il suo nuovo pezzo. Ed è proprio il ribaltamento di ciò che nel senso comune si crede come degno di rispetto (o viceversa motivo di vergogna) ad essere uno dei temi conduttori della discografia di Silent.
Il successo immediato porta a soldi e gloria, ma se si ottiene adattando tratti del tuo io a ciò che non ti appartiene, non dà come risultato nessuna vittoria.
Il tradimento fa bruciare di rabbia e delusione, ma aiuta a smascherare la finzione. A rendere visibile quanto il bene che crediamo ci facciano gli altri, sia spesso proiezione del nostro modo di vederli.
Se delle cose si prende consapevolezza solo vedendole da lontano, Silent Bob è l’emblema dello stare al margine per comprendere quanto quel centro tanto acclamato sia effimero e superficiale.
Mai stato in Top 10, mai stato in una band
La major spera che almeno quest’anno io segua i trend
Ma ho la pancia e faccio rap, giro sopra un Benz
Purezza e oscurità non sono più contrari. L’animo oscuro e profondo che contraddistingue da sempre Silent Bob si ripresenta nuovamente in T10. L’artista non è il vincitore tradizionale che schiaccia gli altri per portarsi avanti, ma colui che dagli altri viene tradito e deriso. Un’infedeltà trasformata in grido rabbioso che non dimentica. La voce aspra di chi non accetta comandi calati dall’alto, perbenismi di facciata, modellamenti funzionali al trionfo e con cieca tenacia riesce comunque a raggiungere la sua meta.
Giravo whopper per seicento al mese e a falle
E pensare che ora ad agosto mi addormento dentro a un cottage
Lei la prima cosa che guarda in un uomo è il wallet
Non la amo, non mi fido, metto il Durex, tolgo il Rolex
Silent Bob è sbavatura, la macchia d’inchiostro che stona in mezzo ad un disegno dai tratti ben definiti. Se i Voina cantano “anche i perdenti hanno un’estetica che ti si appiccica addosso come la resina”, allora la musica di Silent è proprio quella resina che nel momento in cui l’ascolti, è talmente vera e graffiante, da diventare anche un po’ tua.










