“non odiare mai” è il verbo di Stabber

da | Feb 24, 2024 | Recensioni singoli

Il rap italiano è tornato a farsi sentire dopo la parentesi imponente di Sanremo. Ad unirsi alle uscite è uno dei producer più longevi in Italia, Stabber; insieme a lui, sulla traccia troviamo Coez, Gemitaiz e Noyz Narcos. Già solo dal titolo, non odiare mai, e dai tre artisti che si alternano al microfono, possiamo […]

Il rap italiano è tornato a farsi sentire dopo la parentesi imponente di Sanremo. Ad unirsi alle uscite è uno dei producer più longevi in Italia, Stabber; insieme a lui, sulla traccia troviamo Coez, Gemitaiz e Noyz Narcos. Già solo dal titolo, non odiare mai, e dai tre artisti che si alternano al microfono, possiamo intuire che tipologia di canzone stiamo andando ad ascoltare. Due pesi massimi della scena rap romana, insieme al massimo artista indie italiano, sono gli ingredienti di un piatto casereccio forse, ma delizioso. E allora, come si direbbero gli amanti dei meme social…lasciamoli cucinare.

L’apertura è assegnata a Coez, che introduce uno stile ed un mood che, seppur cantato, rimanda alla musica street.

L’inizio e la fine, la struttura ad anello di non odiare mai è a cura dell’artista più melodico, che cerca una soluzione canora unita però ad un’atmosfera che rimanda alla strada.

Ti presterei le ali per andartene
E non tornare davvero, e non tornare mai
Ti darei il mio carattere per fregare il mondo
Anche se ti gira contro, non odiare mai

La solitudine e l’addio si risolvono tutte in poche barre, che come detto aprono e chiudono il pezzo. Anche alla fine difatti, Coez non si risparmia e risolve con parole rapide e dirette, tutto ciò che nella canzone sembra a volte solo sfiorato.

E vorrei darti tutto, ma non ci capiamo
A te ti cola il trucco, a me trema la mano
Muri duri da abbattere, ti darei il mio carattere
Mentre ti guardo andartene lontano

La prima strofa è di Gemitaiz, che introduce in non odiare mai l’oscurità e riprende l’addio del ritornello.

Non c’è parola più difficile da dire di addio. Non c’è modo più bello che farlo con una strofa, con tutta l’intensità che solo la musica può esprimere a suon di figure e giri di parole.

Tu ridi mentre mi fumi il cuore nei tuoi drumini
Siamo suicidi e noi che scommettiamo ancora sui vivi
Sopra i chiodi coi passi di danza
Fino all’ombra dei fari a scomparsa

Un lieve autotune e tutta la vena lirica di Gemitaiz sono il suo biglietto da visita per non odiare mai. L’ambiente scuro si riflette nell’utilizzo tenue della vocalità, come se per lasciare un segno, l’artista scegliesse di proposito di lasciarsi in sordina.

Ed ecco Noyz Narcos, che porta la sua parte di storia in un pezzo che promette di restare.

La penna di Noyz resterà sempre nella storia del rap italiano. Per questo non odiare mai è arricchito dalla sua leggenda, oltre dal suo modo crudo e diretto di rendere le figure il più realistiche e interiori possibile.

Mai vorresti rivedermi giù a tocchi
Vorrei che la mia bambina avesse i tuoi occhi
Non odiare quel che faccio, fa parte del set
Sto aspettando il giorno del payback

L’alternarsi delle tre penni, dei diversi flow, arricchisce il beat di Stabber che è ideale per le voci che sentiamo. non odiare mai è una fine, ma potrebbe essere anche l’inizio di una stagione di produzioni per un artista che non sempre fa rumore, ma quando lo fa è sempre incisivo. Dalla notte del 23 febbraio è fuori non odiare mai, con la produzione di Stabber e Coez, Gemitaiz e Noyz Narcos in featuring.

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