“In Italia 2024”: la critica sociale di Fabri Fibra ft. Emma e Baby Gang

da | Feb 23, 2024 | In Evidenza, Recensioni singoli

Dopo averlo annunciato a sorpresa su Instagram qualche giorno fa e avendoci lasciati con il fiato sospeso sulla possibile nuova collaborazione, a mezzanotte è uscito il nuovo singolo di Fabri Fibra dal titolo In Italia 2024 feat. Emma e Baby Gang, prodotto da Big Fish, per Epic Records. In Italia era inizialmente contenuto nell’album Bugiardo […]

Dopo averlo annunciato a sorpresa su Instagram qualche giorno fa e avendoci lasciati con il fiato sospeso sulla possibile nuova collaborazione, a mezzanotte è uscito il nuovo singolo di Fabri Fibra dal titolo In Italia 2024 feat. Emma e Baby Gang, prodotto da Big Fish, per Epic Records.

In Italia era inizialmente contenuto nell’album Bugiardo del 2007, per poi essere pubblicato nella versione 2008, che vedeva protagonista, oltre a Fabri Fibra, anche Gianna Nannini.

Attraverso un brano nazional-popolare rap, Fabri Fibra cercò di raccogliere e sintetizzare la sua denuncia sociale, già presente nei suoi lavori precedenti. A distanza di 17 anni dal brano originale, Fibra ha voluto riproporci una nuova versione, mettendo in luce i nuovi problemi dello stato italiano e della nostra società:

“In Italia 2024″ è la dimostrazione di come una canzone, a distanza di 17 anni dalla sua pubblicazione, possa avere ancora qualcosa da dire, tanto da riuscire a farsi strada da sola e a far sentire a tutti la necessità di rinascere in una nuova versione, con nuove voci e nuove rime”.

La produzione originale di Big Fish includeva un campionamento del brano “We Will Rock You” dei Queen. Nella nuova versione cambia il testo, ma la musica rimane la stessa. Fibra mette sul mercato dominato dalla trap, un brano forte che ha fatto la storia.

“Nato nel paese delle mezze verità“

Ascoltando attentamente il testo cantato da Fibra, sorge spontanea una riflessione intensa e critica sulla realtà italiana. Elementi come la corruzione, la violenza, la disuguaglianza sociale e la mancanza di fiducia nelle istituzioni, sono ormai argomenti comuni e all’ordine del giorno.

“Nato nel paese delle mezze verità”, non a caso, esprime un senso di disillusione e frustrazione verso un contesto sociale che non corrisponde alle nostre aspettative in qualità di cittadini e come persone. Fibra affronta anche la questione della criminalità organizzata e della discriminazione, evidenziando le sfide e le difficoltà affrontate da tutti gli italiani.

La sua caratteristica distintiva è da sempre il linguaggio diretto e crudo, che contribuisce ad amplificare il messaggio di critica sociale del brano. Il testo non si discosta molto dal precedente ma contiene espressioni e concetti che richiamano quello che noi viviamo ogni giorno.

Se nel 2008, anno in cui è iniziata la conclamata crisi dell’economia italiana, ci si concentrava sui vari problemi affrontati dalla penisola, tra cui la malasanità, la disoccupazione e il precariato giovanile, oggi i problemi sembrano non essere cambiati, ma ne sono anche sorti di nuovi.

Ad accompagnarlo in questa impresa c’è Emma Marrone reduce dal Festival di Sanremo 2024 con Apnea, che interpreta la parte fatta a suo tempo da Gianna Nannini. L’apporto significativo è quello di Baby Gang, che ribalta la narrazione negativa del sistema carcerario e dell’immigrazione in Italia, proprio da San Vittore.

Baby Gang canta di “fascisti al comando“, immigrazione, discriminazione e la realtà di persone che commettono crimini indossando abiti formali. Fabri Fibra parla di argomenti come la guerra raccontata nei telegiornali, l’invidia sociale e la vicenda di Stefano Cucchi, un caso che a distanza di anni fa ancora inorridire.

“C’è una guerra ogni giorno al telegiornale

Se fai soldi in Italia c’hai contro tutti

Scendi in strada con gli amici a festeggiare

Mani in alto o puoi finire come Cucchi

Per l’industria c’ho una mente militare

Metal Jacket sembra un film di Stanley Kubrick

Dimmi ancora quante rime devo fare

Per sentirmi dire: ‘Sei speciale’”

La Playlist di Cromosomi