Articolo 31 al Rock in Roma: il trionfo della Vecchia Scuola

da | Lug 20, 2023 | #Cromosomiintour

Signore e Signori, ve lo diciamo da subito: tutti in piedi per gli Articolo 31, al Rock in Roma è stato un trionfo. Quello della Vecchia Scuola, quello delle canzoni che rimangono per sempre. Siamo agli sgoccioli della rassegna musicale romana che anche quest’anno non ha deluso le aspettative, portando sul palco artisti italiani e […]

Signore e Signori, ve lo diciamo da subito: tutti in piedi per gli Articolo 31, al Rock in Roma è stato un trionfo. Quello della Vecchia Scuola, quello delle canzoni che rimangono per sempre.

Siamo agli sgoccioli della rassegna musicale romana che anche quest’anno non ha deluso le aspettative, portando sul palco artisti italiani e internazionali di primissimo livello.
Tra questi, ieri 19 Luglio 2023, è stato il turno di due uomini che possiamo definire senza difficoltà tra i padri del Rap Italiano, essendo attivi fin dai primissimi anni ’90. J-Ax e DJ Jad, 50 anni ormai superati per entrambi, ma un’energia incredibile, canalizzata in modo perfetto dall’esperienza trentennale accumulata.

Una vera lezione per le nuove generazioni di artisti, gli Articolo 31 mostrano cosa significa aver calcato ogni genere di palco, cosa significa arrivare in vetta, cadere, rialzarsi, cosa significa saper fare un passo indietro,

ma soprattutto cosa significa il vero successo nella musica: realizzare canzoni immortali che ormai sono e saranno per sempre parte della storia della musica italiana.

Migliaia di fan si radunano presso l’Ippodromo di Capannelle in questa rovente giornata. Un pubblico variegato, ma la classe anni 90 fa inevitabilmente da padrona, noi Cromosomi oggi presenti compresi. Quasi a dimostrare ai nuovi giovani che il vero divertimento lo ha inventato la nostra generazione, sul palco a scaldare i motori l’irriverente Tiger Fregna prima e, soprattutto, Wlady in console dopo, con un divertente djset che fa ballare e saltare la folla per quasi un’ora. Sostanzialmente sono le 21:40 e il pubblico è già madido di sudore, ma carico a pallettoni.

Si respira felicità per un concerto che si preannuncia ricco di successi che hanno accompagnato letteralmente tutta la nostra vita. Anche il palco ricorda l’atmosfera degli anni in cui il duo milanese muoveva i primi passi, primeggiando al centro un enorme visual rappresentante un radio registratore a cassette, di quelli che si vedono nei classici film americani, portati in spalla dal rapper di turno.

Puntualissimi gli Articolo 31, accompagnati da una band di gradissimo livello e da uno Space One in splendida forma, iniziano lo show alle 21:45 con uno degli ultimi freschissimi pezzi pubblicati, Filosofia del Fuck-Off, seguita da Un Urlo, canzone perfetta per iniziare a coinvolgere come si deve il pubblico, e poi ancora La fidanzata, il pezzo in stile classic Articolo 31 anni 90. Capiamo che è il momento di fare sul serio con Gente che spera e con un brano che oggi avrebbe fatto storcere il naso a molti, ma che viene cantato senza vergogna e con una dovuta premessa che permette di coglierne in pieno lo spirito goliardico: Il funkytarro.

Primo momento di pausa, dove il duo rifiata ma soprattutto ammira lo spettacolo che si palesa davanti ai loro occhi. La risposta di Roma è stata incredibile, non solo a livello numerico. Come accade per molti artisti, Roma diventa una seconda casa e mai come per gli Articolo 31 questo corrisponde alla realtà, avendo fatto la spola tra la Capitale e Milano infinite volte, a partire dai tempi in cui si stava formando la prima vera scena rap italiana e si stringevano le amicizie con il Piotta e con i Cor Veleno.

Roma per me è una tradizione
A Natale so che vado a mangiare a casa di Zia, d’Estate che vengo a suonare a Roma.
E se non faccio una di queste due cose, so che sarà un anno di mer*a

Questo momento viene seguito da due canzoni un po’ più intime, sempre del repertorio più datato, Strada di città e 2030, ma questo in realtà è ancora soltanto il riscaldamento, come ci mostrano i brani successivi. Una sequenza di canzoni che hanno fatto la storia, cantante a squarciagola da tutto il pubblico, incapace di restare immobile ma in preda ai balli più sfrenati nonostante il caldo asfissiante.

Domani, Fuck You, Volume, Tranqi funky per poi calmare nuovamente i toni con Non è un film, un brano il cui testo e melodia ancora oggi toccano note intime e profonde della nostra anima. Tutta questa parte centrale del concerto è un qualcosa di indescrivibile per l’atmosfera che si è creata, per la passione dei fan, per la gioia nei loro occhi e nella loro voce. Il punto più alto viene raggiunto con la prossima sequenza: L’italiano medio, Domani smetto, Spirale ovale, La mia ragazza mena, Senza dubbio.

Devo veramente aggiungere altro?

Un saluto all’amica Michela Giraud fra il pubblico, pretesto per esaltare il potere e l’importanza della risata nella nostra quotidianità, e si riparte con un altro “saluto” alla Meloni, invitando a legalizzare la cara Ohi Maria. Anche momenti in cui il focus si sposta prima su J-Ax, con un brano intimo come A pugni con il mondo, che sa di rivalsa e amore, e poi un divertente freestyle dentro e fuori la console di DJ Jad.

Sul finale due brani che hanno dominato le estati del 2015, Maria Salvador, e soprattutto del 2023 con Disco Paradise, occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, trattandosi di una canzone che viaggia altissima nelle classifiche (nonostante l’età degli Articolo), mettendo a tacere chi non credeva che sarebbero stati in grado di realizzare ancora pezzi di successo.

Un J-Ax che si lascia andare a qualche sentimentalismo, ricordandoci che con l’avanzare degli anni, si diventa più sensibili ma, a quanto pare, anche più bravi. Sono passate quasi due ore di concerto, un esibizione che rispetta alla grande le aspettative per questo duo finalmente riunitosi nella loro musica e che non poteva che chiudere con la canzone che li ha visti per la prima volta sul palco di Sanremo e che simboleggia la loro (ri-)unione: Un bel Viaggio.

Sul finale, non esistono parole migliori di quelle usate durante i saluti da Space One:

Roma sei stata semplicemente devastante stasera

La Playlist di Cromosomi