Mezzosangue torna a casa, nella sua Roma che lo accoglie nel migliore dei modi riempendo il parterre stracolmo del Rock in Roma 2023. Un mucchio di ragazzi che questo concerto lo aspettavano da tempo, tanto quanti sono i kilometri che hanno fatto per assistere a quello spettacolo che sapevano che sarebbe stato diverso da tutti gli altri, e infatti lo è stato.
Il pubblico di Mezzosangue sa che quando viene annunciato un tour la data di Roma è sempre quella che ti farà piangere di più, la più intensa quella dove la distanza tra il prato e il palco è solo fisica, dove le parole crude e marce che escono da quel foro nel passamontagna hanno un respiro diverso, dove ciò che l’artista espira il pubblico divora.
Ho sentito molte persone che venivano da tutta Italia per quella data, definita dallo stesso Mezzosangue “L’atto finale”, il luogo dove la famiglia si ricompone e può raccontarsi tutto ciò che la distanza ha generato e custodito, dove tutto prende vita in un terremoto di emozioni che fanno riconciliare le faglie.
La distanza a volte custodisce e a volte lacera, e quella tra Mezzosangue e il suo pubblico è stata una distanza che ha lacerato l’attesa ma ha enfatizzato il ritorno, saldando il ricordo di ciò a cui tutti hanno assistito: uno dei capostipiti della scuola rap Romana che torna dove tutto è iniziato e travolge di lacrime indelebili il suo popolo.
Il degno ritorno di chi si fa aspettare
Lo show che è stato messo in piedi per la tappa Romana del SETE TOUR 2023 ha dell’incredibile, il tutto studiato a puntino senza esasperare il controllo e far esplodere la spontaneità senza la quale il concerto non sarebbe stato lo stesso.
Dai ballerini sul palco che galleggiano poeticamente tra le onde delle parole appuntite delle liriche di Mezzosangue, alle proiezioni tridimensionali che caratterizzano ogni parte del concerto, diviso in tre atti come un’opera rap, passando per gli illustri ospiti: Danno dei Colle Der Fomento e Jhonny Marsiglia.
La scaletta lunghissima per un concerto durato due ore piene è studiata perfettamente, incentrata maggiormente sugli ultimi due album SETE e Soul Of A Supertramp ma con un occhio attentissimo ai molti che bramavano i successi dei primi album, gli stessi che quelle frasi le hanno incise sulla pelle, indelebili come la memoria del ritorno di Mezzosangue.
Se c’è una cosa che mi ha piacevolmente colpito sono stati i ringraziamenti, soprattutto quelli proiettati sul palco come i “titoli di coda” di un film, estremamente attenti e precisi per un concerto, lunghissimi per citare ogni singolo essere umano che ha dato mente e corpo per la vita di questo spettacolo meraviglioso.
Che poi in fondo è lo spettacolo della vita, il lento ballo dei forse, speriamo, proviamoci, buttiamoci…e quella vocina nella testa che ci salva sempre :
Never mind never mind
fottitene corri e vai
che a questa gente cambia niente se tu non ci stai
never mind never mind
fottitene e vai
che tanto non importa quanto lotterai!










