di Cristiana Dicembre
È fuori dal 24 maggio Amore indiano il nuovo segno d’amore firmato da Tommaso Paradiso e i Baustelle, con la cara e amata produzione di Matteo Cantaluppi. Quanta italianità in una sola frase.
Non è vero che Amore Indiano di Tommaso Paradiso e i Baustelle sia un brano figlio di un’accoppiata che non ci aspettavamo. Da Francesco Bianconi ci aspettiamo davvero di tutto dopo il feat con la Baby K. In effetti non ci dispiace adagiarci sull’estro creativo “innovativo” del Bianconi, spinto verso il nuovo, il diverso, verso ciò che qualcun altro chiama “inaccostabile” alla sua figura.
E invece Paradiso ce l’ha fatta. È riuscito a trascinare lo storico leader baustelliano nella canzone estiva quasi perfetta per uno spot di una marca di gelato. “Quasi” anche e grazie soprattutto all’intervento di Bianconi, che è cruciale e salvifico per non intrappolarsi nella sorte pubblicitaria di cui sopra.
Lo stesso Bianconi entrerebbe a gamba tesa in questa conversazione con me medesima e il computer da cui sto scrivendo questo articolo, per dirmi che non è opportuno accostare il Paradiso a qualcosa di pubblicitario. Come dice nella loro ultima intervista doppia per Rolling Stone:
“una cosa che vorrei sfatare è questa leggerezza: vorrei dire che Tommaso è un musicista vero, non è roba usa e getta, anche quando è una hit, Tommaso ha ascoltato migliaia di dischi, conosce l’armonia, ha la curiosità specifica del musicista, impara, rimacina e ricrea”.
Ci fidiamo del leader Bianconi, della sua intimità con e verso il mondo, del suo contatto con la realtà che noi fruitori non siamo in grado di sentire. Ci fidiamo di questo rapporto d’amicizia tra lui e Tommaso, nato su un treno ad alta velocità quando il timido Paradiso si accostò a Francesco e da lì inizio il tutto, passando per una ufficializzazione del loro rapporto attraverso questa canzone (e non una foto su Instagram).
Amore indiano è la nostalgia italiana
Amore indiano è un brano nostalgico, profondamente italiano sia per la sua nostalgia, appunto, sia perché a scriverlo sono stati due artisti innamorati della canzone. E che bello ritornare a chiamare “canzone” ciò che lo è a tutti gli effetti. Non pezzo, non brano, né singolo o traccia. Canzone e basta. Come si faceva una volta: prendendo quella pura malinconia e rendendola essenziale, predominante, non oltraggiosa nel contrastare la tristezza né competervi.
amore vedi com’è strano
essere quello che non siamo
essere soli in questa vita adesso
Proprio domani sera 28 maggio assisteremo alla prima volta dal vivo di Amore indiano cantata dai due protagonisti della musica italiana.
Saranno al Mi Ami, all’Idroscalo di Milano che, tra l’altro, fa da sfondo anche al videoclip del brano.










