Check del venerdì: ci siamo tutti? Sì? Pronti per le nuove uscite? E andiamo, dai. E’ il turno dell’ultimo weekend di aprile, quello del 28. Con una primavera che stenta ad arrivare davvero, ci pensa Paolo Benvegnù: ecco Solo fiori.
Un EP, cinque brani, 21 minuti. Insomma, un vero e proprio condensato di musica di qualità, quella che in pochi artisti sanno garantirci ancora oggi. Paolo è sicuramente fra questi, fin dall’esperienza con gli Scisma negli anni ’90. Ormai un fuoriclasse dell’indie-rock italiano, il performer lombardo conferma questo titolo anche con Solo fiori.
A ridosso della sua esibizione al Concertone del Primo Maggio a Roma, Paolo Benvegnù ci fa entrare nel suo personalissimo mondo.
Cinque pezzi decisamente diversi l’uno dall’altro, ma che hanno un filo rosso riconoscibile e coerente fra loro e con l’autore. Partendo dalla più classica 27/12, arrivando fino alla frizzantissima Italia Pornografica, Paolo si inventa e si reinventa contemporaneamente. Che dire poi del duetto azzeccatissimo con Malika Ayane in Non esiste altro? Nulla, se non che è un grandissimo pezzo. Pensato bene, eseguito ancora meglio dalle voci dei due protagonisti, che si sposano alla perfezione. Tulipani ricorda il passato di Benvegnù negli Scisma, mentre Our love song è un muro di suono e di emozioni che ti cade addosso, tutto d’un tratto.
Un EP che ritrova forza nella sua neoclassica semplicità, pur non cadendo nel semplicismo.
Come al solito, la dimensione testuale è decisamente su un altro livello rispetto a ciò che sentiamo quotidianamente. Poche parole, facili e comprensibili, ma potenti come dei dardi. Veicolano tutto quello che Paolo vuole, senza fermarsi davanti a nessun muro. Dritte al cuore. Che siano d’ amore, di nervosismo per la società di oggi, che siano di tristezza o di delusione.










