Liberatemi è il nuovo singolo di Matteo Paolillo. Classe 1995, nato a Salerno, Matteo Paolillo è conosciuto dai più come Edoardo di Mare Fuori, sono suoi i singoli di successo O’ mar for, sigla dell’omonima serie televisiva e Origami all’alba interpretata da Clara.
Liberatemi è un brano che anticipa l’uscita del primo album di Matteo, Come te.
Già dal titolo sarebbe facile intuire il significato di Liberatemi e allora verrebbe da chiedersi da cosa senta il bisogno di liberarsi l’artista, e cos’altro se non il tempo e le convenzioni sociali?
in mezzo al mondo sporco
perdo il tempo ma non me ne accorgo.
Liberatemi infatti è un brano che tratta del tempo, degli obblighi sociali che sono delle vere e proprie catene che avvolgono e stringono chiunque. Matteo Paolillo ci parla del mondo che ci sporca e ci costringe a sporcarci con lui.
E’ una società che ci plasma a suo piacimento, in cui tutto è tristemente uguale, società in cui c’è sempre meno spazio per il diverso. In Liberatemi si spiega tutto ciò servendosi di una clessidra, il protagonista sente di essere al suo interno, circondato da pareti che non riescono a rompersi e in cui l’unica cosa che si può fare è assistere al fluire dei granelli.
Son chiuso quaggiù da una vita
spingo le pareti di questa clessidra
ho l’anima sporca e la faccia pulita
granelli di sabbia scivolano tra le dita
Granelli che segnano lo scorrere del tempo, pareti di vetro come le nostre fragilità e come le norme sociali che non lasciano spazio a tutto ciò che è altro. Ma in tutto questo trambusto di esistenze ingombranti e intrappolate vi è una salvezza, è l’amore.
L’amore di Liberatemi è speranza, è una boccata d’aria, è una bussola che restituisce il senso di orientamento, è libertà che ci consente di essere noi stessi. E’ profondità, è l’essenza più pura che non può che essere cantata proprio in napoletano.
Nun sacc addo aggia ij, si stong senz ‘e te
Nun trov’ a casa mij
O’ tiemp va co o’ vient
Nun sacc addo aggia ij, si mo nun ce staje cchiù
Si mo me faje pentì
Nun ne parlamm’ cchiù
L’amore fa trovare il proprio posto nel mondo, blocca il tempo e permette la cosa più difficile di tutte: dimenticare lo scorrere del tempo e vivere il presente.










