E’ uscito il nuovo brano di gIANMARIA, e si tratta di un riadattamento di uno dei più bei pezzi della musica italiana: Quello che non c’è degli Afterhours, e lo canta proprio insieme a Manuel Agnelli.
I due si sono incontrati per la prima volta nel 2021, proprio ad X Factor, dove Agnelli era uno dei giudici e gIANMARIA uno dei concorrenti. Quasi come un outsider, gIANMARIA presentò, con la sua voce così poco curata, così maleducatamente sincera e viscerale, un brano che si chiamava I suicidi, con il quale colpì tutta la giuria e anche il pubblico, visto che lo ha portato ad arrivare secondo nella competizione.
Due generazioni che si incontrano, diametralmente opposte, parallelamente curiose.
gIANMARIA classe 2002, Manuel Agnelli classe 1966, quasi 40 anni di differenza che li separano anagraficamente e musicalmente. Due generazioni opposte, differenti, che gIANMARIA ha deciso di unire sul palco del festival di Sanremo 2023 portando in gara nella serata dei duetti un pezzo degli Afterhuors, Quello che non c’è, in una versione diversa da quella che tutti noi conosciamo, aggiungendo dei suoni diversi dalle chitarre degli Afterhours ma senza snaturare il pezzo, portandolo ad essere adatto alle corde vocali di gIANMARIA cercando di dare spazio a entrambi dando il massimo rispetto a quella pietra miliare simbolo del rock alternativo uscita ormai 21 anni fa.
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull’acqua e
Su quello che non c’è
Questa nuova versione gIANMARIA ha deciso di registrarla insieme allo stesso Manuel e alle meravigliose batterie di Fabio Rondanini e di includerla (digitalmente) nel suo nuovo album uscito il 3 febbraio 2023 Mostro.
Dare nuova luce a un brano che ha illuminato la disillusione degli anni ’00
A volte quando si toccano brani del genere si ha paura, timore, ci si sente di essere inadeguati alla grandezza del brano. Si temono i puristi del genere che grideranno allo scandalo, si teme il pubblico e si ha paura di confrontarsi con chi di strada ne ha fatta nel mondo della musica e il segno lo continua indelebilmente a lasciare.
E invece gIANMARIA questa paura non l’ha sfiorato minimamente, con la giusta dose di faccia tosta ha cercato di aprirsi e di aprire, di disobbedire all’idea del genere musicale come gabbia e cercando di abbracciare l’identità, ognuno con la propria, riuscendo a miscelare il vecchio testamento con il nuovo. Due generazioni che si incontrano e si cercano e non hanno paura di scontrarsi, curiose l’una dell’altra di scoprirsi, mettendo ognuno in gioco la propria parte, la propria arte.
“La chiave della felicità è la disobbedienza in se a quello che non c’è”
Quello che non c’è ha illuminato molte vite, tra cui la mia, e spero che con questa nuova versione continui a farlo. E’ necessario.










