Il successo al Palazzo dello Sport Ernia se lo merita e lo vuole

da | Mar 27, 2023 | #Cromosomiintour

Ho fatto un viaggio nel tempo ed ho avuto modo di rivedere due vecchie amiche: una era la mia ambizione, l’altra la paura di non essere abbastanza.D’improvviso, nel presente, è venuto a trovarmi il senso di questo curioso incontro: non c’è nulla di sbagliato nell’essere reali, anche se TUTTI HANNO PAURA di mostrarlo. Un ragazzo […]

Ho fatto un viaggio nel tempo ed ho avuto modo di rivedere due vecchie amiche: una era la mia ambizione, l’altra la paura di non essere abbastanza.
D’improvviso, nel presente, è venuto a trovarmi il senso di questo curioso incontro: non c’è nulla di sbagliato nell’essere reali, anche se TUTTI HANNO PAURA di mostrarlo.

Un ragazzo normale, in un contesto normale, con un sogno normale: Ernia è la figura dalla quale ognuno di noi dovrebbe partire. Tra rap ed hip hop, Matteo Professione, ci insegna a volare restando con i piedi per terra.

Il tour di Io non ho paura inizia da Padova, con l’intenzione di smuovere gli animi e colorirli di “ragione e sentimento”. E così, dopo il sold out a Milano, che ha visto ospiti Nitro, Marco Mengoni e Charlie Charles (con il quale l’artista ha spoilerato un pezzo inedito), ieri è stato il turno di Roma.

Professione o vocazione?

Matteo, che di Professione fa il rapper (?), vive la musica con devozione. E’ un artista che ama curare tutto nei minimi dettagli: dai testi ai concept, dalle copertine ai live, dalla musica al feat.
Ogni passo che questo talentuoso interprete milanese compie è frutto di un “perchè”, un “come” ed un “quando”. Ernia non lascia nulla al caso, se non il destino stesso. Sarà questo il motivo che lo ha condotto nella classifica dei rapper più ascoltati in Italia?

*(?):
Che sia rap, che sia pop, che sia indie
Faccio il cazzo che voglio, ti spacco il culo, ti spacco il culo

(Levandoski VII)

Cultura e dedizione

Costanza, studio e personalità hanno rappresentato un valore aggiunto nell’ascesa al successo dell’artista. Lo dimostra il percorso fatto sin dai tempi di Er-Nyah (del quale solo i più sfegatati fan ricordano l’esistenza), il gruppo Troupe D’Elite insieme a Ghali e Maite, l’ingresso in Tanta Roba seguito dal contratto con Sony Music Italy, l’amicizia con Rkomi e l’uscita di Come uccidere un usignolo.
Un percorso, dunque, quello di Ernia, che, anche grazie ai suoi primi viaggi (a Londra prima ed in Francia poi) non smette mai di arricchirsi di esperienze. Matteo è una spugna che assorbe ogni momento, un uomo che non può fare a meno di imparare dal proprio vissuto. E questo, sul palco, si nota da tutte le angolature.

Un orgasmo interrotto

TUTTI HANNO PAURA non è solo il tour di Io non ho paura, ma è anche il premio per Gemelli, l’album che ha permesso a Matteo di arrivare al grande pubblico ed in cui il rapper – blocca il tempo “come Salgari” e riprende quelle forme ornamentali di Come uccidere un Usignolo aggiungendo il taglio di 68 .
Un disco mai portato live a causa della pandemia e che lo stesso Ernia paragona ad un “coito interrotto”. Ecco perchè al Palazzo dello Sport suonano pezzi come Mery x Sempre, Fuoriluogo, Morto Dentro, Vivo e Ferma a Guardare: il pubblico non può fare a meno di saltare.

Freno alla frenesia

La lezione l’avevamo imparata già dall’intervento dell’artista al TEDxUNICATT, ma ci sono concetti che, l’inarrestabile scorrere del tempo, ci costringe spesso a ribadire. Tra questi, l’importanza delle canzoni che non è mai direttamente proporzionale al numero di streams su Spotify.

Io penso che ci siano due tipi di tracce. La prima sono i “pezzi”. I pezzi possono essere quelli come i Lewandoski: sono potenti, ci fanno ridere, ci fanno divertire.. ecco, fanno una bella fiammata iniziale, tutti l’ascoltano, ma tanto settimana prossima ne abbiamo già un altro di un altro artista.. magari anche un più figo. E poi ci sono le “canzoni”. Le canzoni non è minimamente importante quanti numeri facciano, perchè le canzoni continueranno negli anni. Le canzoni sono una finestra sull’artista… sulla persona che c’è dietro l’artista.

“Questo te lo meriti o lo vuoi?”

Che di Ernia ce ne fosse stato sempre e solo uno, già lo sapevamo.
Che fosse stato sottovalutato per tutto questo tempo, ce n’eravamo già accorti nel 2020.
Ma quanti rapper, cantanti, interpreti e autori si mostrano, ad oggi, realmente all’altezza del loro successo?
Ve lo dico io, quasi nessuno. La percentuale è veramente così bassa da sembrare, alle volte, totalmente ridicola.

Per cui, signori e signore, dopo due ore consecutive di “strong-rap” mescolate a brani dai testi intimi e struggenti, io auguro lunga vita al meritevole re Ernia.

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