Shade si racconta tra “Lunatica” e il prossimo disco in arrivo

da | Mar 22, 2023 | Interviste

Una macchina da streaming, hitmaker di successo, proviene dal rap ma ora fa tutt’altro. No, questo decisamente non è Shade. Durante la mezz’ora di intervista, in cui abbiamo parlato del singolo appena uscito, Lunatica, del nuovo disco in arrivo e tanto altro, sono venute fuori tutte le sfaccettature di un artista che spesso, e troppo […]

Una macchina da streaming, hitmaker di successo, proviene dal rap ma ora fa tutt’altro. No, questo decisamente non è Shade. Durante la mezz’ora di intervista, in cui abbiamo parlato del singolo appena uscito, Lunatica, del nuovo disco in arrivo e tanto altro, sono venute fuori tutte le sfaccettature di un artista che spesso, e troppo frettolosamente, viene etichettato come un semplice acchiappa numeri, un giocatore d’alta classifica su Spotify.. Ma, come ci ha detto lui stesso, alla domanda sul periodo della sua carriera che sta vivendo ha risposto:

“Mi sento bene, ti dico, fisicamente bene, mentalmente mi sento come uno che ha intrapreso una strada e c’è da camminare molto, però almeno l’ha presa.”

LUNATICA

Abbiamo iniziato parlando proprio di Lunatica, pezzo che già dal primo ascolto sprigiona tutta la sperimentazione musicale a cui Shade si sta dedicando insieme al suo team. Il cantante porta il suo studio che definisce vintage, in un pezzo che vuole entrare in classifica per restarci, e non per uscirne dopo poco da fuoco di paglia.

“Ti dirò, Lunatica è molto diversa dai singoli che hai citato, che hanno fatto milioni di stream su Spotify, ma secondo me è un pezzo che proprio nella sua diversità trova la sua forza. Ho voluto usare delle sonorità che non avevo mai toccato, un po’ più vintage, quasi anni ’70, con il chitarrone nel ritornello per esempio. Come pezzo è pop, quindi deve fare il suo percorso, anche perchè il pop in classifica ultimamente quasi non c’è, gli stessi gruppi più forti che fanno pop, e suonano negli stadi o comunque sono forti come nomi, non sono nei primi posti in classifica. Le canzoni pop in genere hanno un percorso molto più lungo nel tempo, che però è più solido. Una volta che entri in classifica con una canzone pop, ci rimane per un bel po’, quindi da Lunatica spero che faccia questo tipo di percorso. Ovviamente ad ora la botta iniziale fa sempre bene, bisogna vedere nel tempo come regge.”

PENDOLARI

In pieno stile viaggio nel tempo, siamo poi andati all’indietro, alla sua uscita precedente: Pendolari. Un brano anch’esso diverso, che nella sua particolarità vede anche la sua forza. Sia l’aspetto musicale che quello del tema, contengono l’unicità di un concetto che solo chi lo vive sulla propria pelle può comprendere. Spostarsi da pendolari, vivere in movimento pur restando sempre negli stessi posti, e in tutto ciò sviluppare se stessi. Il brano, inizialmente pensato per Sanremo, e scartato solo nella scrematura finale, è stato fatto uscire comunque nonostante la differenza col pezzo precedente, Tori Seduti, e la scelta è risultata azzeccata.

“Pendolari è andata meglio di quanto credessi, era un pezzo veramente difficile e molto particolare, dal punto di vista di tematica, visto che è un esempio, quello dei pendolari, che ho voluto usare, che non tutti possono comprendere, ma solo chi lo fa. A livello di sonorità era praticamente un giro di chitarra, nella base non c’era altro, un pezzo che avevo concepito per Sanremo che alla fine è stato escluso all’ultimo quasi, quindi era concepito per quel palcoscenico lì, perchè sapevo che quel palco avrebbe potuto dare il giusto risalto ad una cosa così particolare. Alla fine non siamo stati presi ma abbiamo voluto farlo uscire lo stesso, perchè la mia idea era di far uscire una cosa che mi piaceva, poi a fare hit o pezzi che più facilmente potrebbero funzionare ci avrei pensato dopo, concediamoci questa libertà proprio perchè arriviamo da singoli che hanno fatto un sacco di numeri, come quello precedente che era una hit estiva. Volevamo qualcosa che piacesse a noi in primis.”

J-AX

Parlando di Pendolari, è uscito anche il discorso riguardo Tori Seduti. Shade è alla seconda collaborazione con J-Ax. Il primo pezzo, Tutti a casa, è contenuto nel suo ultimo disco, Truman. La curiosità di sapere come uno come Vito avesse retto la collaborazione con un mostro sacro come J-Ax si è tramutata in domanda.

Lui è uno dei padri fondatori, alle elementari avevo la sua cassetta nel walkman, quindi sono cresciuto con gli Articolo 31, sono stati il mio primo concerto da solo. Lavorare con lui è sempre un’emozione, anche perché si vede la persona dietro al personaggio ed è una bella persona, e allora ti senti in pace col mondo, per aver scelto gli idoli giusto quando eri bambino. Musicalmente lui mi ha stupito perché a livello di scrittura è molto fresh, ogni tanto tirava fuori delle barre, che poi scartava perché credeva che non sarebbero arrivate al pubblico come avrebbe voluto. Lui è rap nell’attitudine, e poi è un papà dal punto di vista umano, quando arrivavo in studio mi faceva trovare la brioche riscaldata per dire. Lui è questo tipo di persona, collaborare con lui è stato bello. Mi è spiaciuto cantarla poco live, perché tra gli impegni miei e gli impegni suoi, i festival televisivi, non sempre c’eravamo entrambi. Spero che avremo altre occasioni.

BENE MA NON BENISSIMO

Tornando ancora più indietro, ho voluto far rivivere a Vito, attraverso le sue stesse parole, quell’esperienza che si porta dietro e che ha generato il suo pezzo che, pur non essendo quello col maggior numero di streaming, è a tutti gli effetti il primo pezzo a cui si pensa quando si parla di Shade: Bene ma non benissimo. E Vito, lasciatosi guidare nei ricordi, ci ha anche portato una sua esperienza diretta, col brano, ai battiti live.

Bene ma non benissimo non è il mio pezzo più ascoltato, ma viene percepito come tale, perché è diventando un trend, quando qualcuno pensa al mio pezzo chiave, pensa a quello, è la prima cosa a cui si pensa quando si parla di Shade. Ho dei bellissimi ricordi legati a Bene ma non benissimo, a parte che l’ho scritta in un quarto d’ora, ci ho messo più tempo a scrivere alcuni freestyle, e non avevo colto il potenziale di quel brano, mi sembrava carino, mi ricordo che mandai un vocale cantandolo al mio manager, che mi disse che sarebbe diventano un inno e di registrarlo subito. Il ricordo più bello che ho è, al mio primo Battiti Live a Melfi, e c’erano trentamila persone, tutti la cantavano e non era mai successo. Ai miei vecchi live cantavano canzoni come Stronza Bipolare e Mai una gioia, ma erano cento, duecento persone. Vedere tutta quella gente cantare un mio brano è stata una botta, un’emozione.

IL DISCO E IL SINGOLO PREFERITO

Nel tunnel dei ricordi, ho voluto far scavare Vito nella sua coscienza chiedendogli quale album e quale singolo portassero alla sua mente i ricordi più felici. Ogni artista viene legato a uno, due pezzi e ad un album in particolare che diventa leggenda, e Shade non fa eccezione. Eppure, le canzoni a cui noi leghiamo gli artisti, spesso non sono quelle che loro portano dentro al cuore.

Se ti devo scegliere un disco, scelgo Mirabilansia, perché in quel periodo mi sono divertito molto, è stato forse il più felice della mia vita, in cui davvero era un cazzeggio continuo, un continuo uscire e fare video, anche stupidi in cui ci vestivamo da zombie o da rapper e andavamo a insultare la gente per strada in freestyle, e Mirabilansia non è il mio disco più bello ma quello a cui sono più affezionato, era anche in free download, non c’era aspettativa di vendita. Invece se ti devo dire un singolo, oltre a Patch Adams a cui sono molto legato, forse il mio singolo perfetto, la mia masterball, è stato Irraggiungibile con Federica Carta, pezzo che tutt’ora è il più ascoltato su Spotify, ed è quello che la gente si emoziona di più a cantare. Dopo questo singolo sono usciti pezzi più romantici come Senza Farlo Apposta e Allora Ciao, infatti è aumentato anche il pubblico femminile.”

FEDERICA CARTA

Citata Federica Carta, mi è sembrato doveroso approfondire, nello specifico se c’è un featuring in arrivo, anche nel nuovo disco. Vito è rimasto molto legato alla cantante, con cui ha scritto un masterpiece come Irraggiungibile, e insieme hanno anche partecipato a Sanremo. Per questo un’eventuale futura collaborazione dovrà essere spaziale, ma non sembra che ci sarà spazio per questa nel nuovo disco.

Mi piacerebbe molto tornare a cantare con Federica, diciamo che avendo due episodi importanti alle spalle, se esco con un pezzo con lei deve essere una roba forte. O è una hit incredibile, oppure non mi va di sprecare Fede e vorrei fare con lei una cosa che non ho ancora fatto, qualcosa di diverso e oltre il tempo, non vorrei rifare ancora la formula della canzone triste, romantica.

IL NUOVO DISCO

Concluso il viaggio nel passato, è il futuro a richiedere il proprio spazio. Shade ha un disco in arrivo, presumibilmente prima dell’estate, e che quasi sicuramente verrà portato in tour durante i freddi mesi invernali. Se negli ultimi anni siamo stati abituati alle canzoni di Shade come inni estivi, hit che hanno macinato numeri su numeri, il nuovo disco andrà, in parte, in un’altra direzione. Dunque, chi ha vinto tra lo Shade hitmaker e Vito?

Nel nuovo disco ci sarà tantissimo Vito, poi una cosa non esclude l’altra, nel senso che magari ci sono bravi in cui mi sono aperto tanto che diventano hit, che non sono stati concepiti come tali. Quando tu dici hitmaker immagino ti riferisca proprio a quando io vado in studio con l’idea di fare il pezzo di quell’estate lì. Invece in questo disco non c’è mai stato quel tipo di attitudine, nemmeno per Lunatica che è un pezzo molto più hit degli altri che ho fatto. Quindi non ho proprio voluto usare quell’attitudine lì perchè è limitante, ed in un disco preferisco raccontare come ho fatto in Patch Adams piuttosto che, magari, in Truman, qualcosa di cui non vado fiero. Ci sono dei pezzi che sono quasi dei Side-B, come Severo Ma Giusto che è un Side-B di Bene ma non benissimo, come la stessa canzone con J-Ax (Tutti a casa), pezzi concepiti per essere in stile party. In questo disco c’è molta più introspezione.

Di pari passo con l’aspetto introspettivo testuale va quello musicale: Vito ha scritto quelle parole che Shade, insieme ad una squadra di produttori capeggiata da Jaro, ha reso musica. Anche riguardo i sound del disco, Vito ci ha dato qualche indicazione in merito, e la descrizione rende l’attesa del prodotto molto difficile da sopportare.

Nel nuovo disco c’è tanta roba che sicuramente non ho mai fatto, ci sono sonorità più trap, più rap, il disco è quasi tutto rap, rappo in quasi tutti i pezzi. Ci sono due o tre canzoni pop, però sempre molto urban in realtà più che pop, forse Lunatica è la canzone più pop che si può sentire in questo album.

Volete uno spoiler su uno dei featuring del disco? Dovrete aspettare, anche se Vito ha voluto regalarci qualcosa su cui riflettere. Vi viene in mente qualcuno? A noi decisamente sì.

Allora, ti faccio uno spoiler senza farti il nome. Nel disco è presente un artista che tecnicamente a fare rap in italia è uno dei più forti, dal punto di vista tecnico proprio è super skillato con super incastri, e non ci collaboravo da tantissimo tempo e sono contento che ci sia.

Una piccola digressione, sempre riguardo i possibili featuring, ha visto coinvolto Boro Boro, e chissà, una possibile repack del disco che uscirà. Non ci saranno torinesi nel disco, se non un produttore, ma chissà, sembra che qualcosa tra Shade e Boro stia bollendo in pentole.

Tra i featuring del disco mi sa che non ci sono torinesi. Ho fatto una cosa con BoroBoro, in questo disco, ma mi sa che non la metteremo perchè è veramente vecchia, ancora prima del covid. Magari la metterò in una repack, perchè il pezzo era molto carino ma non c’entrava con le vibes del disco. Sono stato molto attento allla tracklist a sto giro, perchè i dischi oramai vengono fatti un po’ a caso e io che non esco da cinque anni non me lo posso permettere. Anche se il pezzo con Boro mi piace tanto, non è in quel clima lì, e anche lui preferirebbe fare un’altra cosa. Magari nel repack qualcosa con lui ci sarà, se faremo un repack.

Dopo i featuring, l’attenzione è passata ai produttori. Jaro e le sue sonorità saranno il collante, che unirà il lavoro di altri produttori. tra i nomi fatti, Andry The Hitmaker e un torinese, JVLI. Shade si è ritrovato nella musica di Jaro, e insieme formano un duo da milioni e milioni di stream. Le aspettative per il disco crescono sempre di più.

Ci sono un po’ di nomi, diciamo che Jaro è il collante di tutto, perchè lui è riuscito a darmi un suono nuovo in questo disco che mi è piaciuto molto, sa quando vado da un altro produttore come rendere la sua roba adatta a me, quindi ci sono anche delle collaborazioni tra Jaro ed Andry, che sono due mondi completamente diversi, Andry arriva dal rap e dalla trap, Jaro dal pop, eppure insieme hanno fatto qualcosa di incredibile. Jaro è il collante ma ci sono altri nomi di altri produttori, come anche JVLI, che è un mio caro amico e con cui ho lavorato molto bene.”

Cinque anni sono tanti, per la distanza tra un disco e un altro. Marracash dopo tre anni sembrava scomparso, Shade dopo cinque è come se fosse tornato da un’isoletta sperduta nel mare cinese. Altro motivo che accresce il senso di attesa. Proprio per questo, Vito ha deciso di portare se stesso in questo disco, e di distaccarsi completamente da quello stereotipo che lo vedeva imporsi solo nella stagione estiva. Il disco sarà un evergreen, come lui stesso tiene a confermare.

Il disco non ha una stagione vera e propria, ci sono episodi che stanno bene d’estate, altri invece d’inverno, in generale mi sento di dirti che forse è più invernale, non triste quanto riflessivo, ti da quelle vibes da malinconia, però ci sono anche delle belle zarrate dentro, quindi si può suonare tranquillamente in entrambi i periodi.

Vito, affidando le sue parole alla musica, ha inevitabilmente affibbiato al disco una serie di vibes, che lo contraddistinguono. Non sarà un concept album, ma dalle tracce uscirà un’atmosfera a cui Vito sembra essere particolarmente affezionato.

Il disco non ha un vero e proprio concept, gioca tanto sull’essere sorridente anche quando sei triste, senza spoilerare troppo, gira tanto intorno al concetto che è un po’ mio, quando non stai bene dentro o anche solo sorridere ai colleghi quando in realtà muori di ansia e vorresti solo scappare. Tutto il concept del disco gira intorno a questo, non è un concept album però il mood è quello.

I LIVE

L’obbiettivo di ogni disco, prima di tanti altri, è quello di essere suonato live. La musica viene resa magica quando è condivisa con i fan che sotto al palco cantano a squarciagola. Prima dei social, degli streaming, dei direct instagram, c’è sempre il live. E Shade non sembra volersi fermare, dall’uscita del disco alla fine dell’anno.

Sto preparando un tour estivo chiaramente, si spera che il disco esca prima dell’estate, mi mancano un paio di feat, chiusi quelli saremo pronti e sulla rampa di lancio. Io il mio dovere l’ho fatto. Quest’estate sicuramente si va in tour, per il disco live si parla di inverno. Stiamo mettendo su tutto uno spettacolo, compreso di band.

Alla parola band mi è suonata una campanella in testa, si è accesa un’idea. Se avete mai avuto la fortuna di vedere un concerto di Salmo, in Italia, sapete quanto il concetto di band sul palco insieme all’artista migliori esponenzialmente la performance. Shade ha intenzione di eseguire quello stesso tipo di show, esibendosi live con una band che lo supporta.

La band l’ho vista live anche con Macklemore, ho pensato che fosse troppo figo, e il sound è pazzesco. Sono un grandissimo fan di Salmo, che dal punto di vista di band è inarrivabile, visto che lui suona tranquillamente tutti gli strumenti sul palco, cosa che io posso solo sognarmi di fare. Però mi piace proprio perché il suono è diverso, e trovo che se si usi una base si perda molto, piuttosto il disco si ascolta su Spotify. Se paghi venti, trenta euro di biglietto, bisogna fare la musica dal vivo e devo fare le prove, bisogna fare una cosa fatta bene, perché la gente che viene spende dei soldi e si aspetta di vedere qualcosa. Non è bello che uno schiaccia un tasto e ci si canta sopra per come la vedo io.

SANREMO 2023

Abbiamo parlato della sua musica, dei suoi singoli e dischi passati, del suo futuro e di come ci sta arrivando. Era il momento di parlare anche di Vito, di Sanremo 2023, e del suo pensiero riguardo al mondo che circonda il suo stesso tipo di musica. Partendo dal festival, Vito, pur essendo rimasto deluso, ha comunque mantenuto la sua speranza, culminata appunto con l’uscita citata precedentemente, Pendolari. Proprio questa canzone avrebbe riscosso un discreto successo al festival, basato come ci dice l’artista sulla sua diversità, e sul tema che si spinge in una direzione ben precisa.

Guarda, io parto sempre pensando che non mi prendono, così non rimango deluso. Mi è spiaciuto perché Sanremo ha ricevuto tantissime candidature e ha fatto una scrematura molto ampia e noi eravamo presenti. Questo ha generato in me una sorta di illusione, nella mia testa. Però capisco che sia una scelta difficilissima, ci sono centinaia di artisti che ci provano ogni anno. Per me è già fantastico che Amadeus mi abbia scelto in quella prima selezione, e poi le canzoni che sono andate erano molto belle, niente da dire. Anzi la mia risposta è stata proprio fare uscire Pendolari, comunque vada per me è andata benissimo così, avevo bisogno di fare uscire pezzi del genere, in quel momento. Mi sento di dire che è stata una mossa anche giusta, perchè tanti network e radio che non mi avevano mai passato, hanno sentito il brano e hanno visto una sfaccettatura di me mai vista prima, quindi rimane un po’ d’amaro in bocca perchè al festival avrebbe avuto molto più spazio, però se è andata così, è perchè doveva andare così.

Però questo Sanremo ha anche visto, in un certo senso, vincere anche la musica urban che proprio Shade aveva portato sul quel palco, ed è stato uno tra i primi a farlo. Lazza, col secondo posto raggiunto, ha portato il rap dove mai era riuscito ad arrivare, e Vito, amico del cantante milanese, non può che esserne ancora più contento. Cenere è un pezzo importante, costruito molto bene, e che per quanto rimandi al pop ed è molto diverso da ciò che siamo stati abituati a sentire da Lazza, mantiene la sua matrice attinente al rap, alla storia dell’artista.

Sono molto contento per Lazza che è un amico da tanti anni, ed è bravissimo. Nessuno se lo merita più di lui. Ma anche Madame ha fatto bene, anche nell’edizione di un paio d’anni fa, aveva preso una buona posizione. Credo che si stia aprendo di più la mente del pubblico, non tanto di quello che vota da casa che alla fine rispecchia le classifiche, quanto dei giornalisti che prima appena vedevano un rapper subito lo etichettavano. Io per esempio, rapper, ho portato una canzone d’amore, e quindi rapper più canzone d’amore, uguale Fedez, e quindi nella loro testa io cercavo di fare quella roba lì. Purtroppo in Italia succede spesso, si è superficiali e si creano le fazioni, quindi spero che stiano cambiando i tempi. Tanti giornalisti che a Sanremo mi avevano distrutto, con le ultime uscite mi hanno elogiato, e io leggendo i nomi restavo stupito di ciò che veniva detto. Col tempo per fortuna tanta gente sta capendo quella che è la versione pop del nostro movimento che alla fine è il rap. Lo stesso Lazza ha portato un pezzo che è un incrocio tra rap e pop davvero ben fatto, non gli si può dire nulla. L’importante è che ci riconoscano di saperlo fare.

FREESTYLE

Andando oltre Sanremo, abbiamo preso i due argomenti che più si avvicinano al mondo di Shade: il freestyle e i social. Partendo dal primo, Shade inizia la sua ascesa proprio col freestyle, battendo Nitro in finale ad Mtv Spit, e dimostrando tutto il suo talento. Il suo percorso è intriso di questa tecnica pienamente rap, che l’artista torinese padroneggia con una maestria senza eguali.

L’attitudine rimane quella, anche quando vado ospite in un programma tutti mi fanno fare freestyle, l’attitudine rimane viva. Ho cercato di limitare gli episodi su Youtube, lo faccio soprattutto su tiktok per fare il content, però non è che sia ormai una roba prioritaria fare quello. Lo faccio sempre ai live, faccio salire qualcuno a sfidarmi, o lo faccio da solo con le parole del pubblico perché intrattiene e piace molto. Il freestyle ti salva la vita se non funziona qualcosa live, se la base del DJ non parte, invece che stare zitto o dire la barzelletta parti in freestyle e il pubblico si gasa il doppio. Tant’è che dopo il freestyle in scaletta ai live c’è La Hit dell’estate, che è il mio brano in cui la gente fa più casino. Quindi l’idea è quella di portarmelo nella tomba il freestyle, perché non posso staccarlo, è una parte di me. Anche quando scrivo, posso fare tutto il pop che voglio ma alla fine io rimango quello.

I SOCIAL

E poi ci sono i social, dove Shade è uno dei personaggi della musica più attivi e capaci di utilizzare in maniera positiva lo strumento. Lo vediamo su Instagram e dopo il boom su TikTok, ma sempre con la naturalezza e la spontaneità di chi porta la propria musica e il proprio contenuto senza strafare o dover cambiare per farsi notare. Tra l’altro, parlando di social, Shade ha vissuto per anni su YouTube, con i freestyle e non solo, spesso unendo comicità e spettacolo alla musica.

I social volenti o nolenti veicolano proprio l’andazzo della canzone. Adesso c’è TikTok, e se la canzone parte su TikTok automaticamente parte in classifica. Ci sono singoli che vanno bene in radio, di tanti cantanti, che entrano in classifica solo se partono su TikTok. Sono molto attivo, non più tanto su Instagram, proprio perché si è spostato tutto lì, su TikTok. Le stesse discografiche, quando porti un brano, lo sentono e guardano anche a come potrebbe andare su TikTok, quindi ti fa rendere l’idea di come si è spostato l’interesse e di come è cambiato il mercato. In un’intervista dicevo che su YouTube c’è stato un calo devastante nelle views, che ha contribuito ad abbassare i budget dei videoclip, perché a nessuno interessa, mentre a me piaceva tanto, e YouTube lo usavo molto, anche per pubblicare i freestyle. Era impegnativo ma mi divertiva, chiaramente ci si adatta al passo coi tempi, trovo che non sia una cosa sbagliata usare tanto i social, chiaro che bisogna capire come vengono usati, se per uno scopo di pavoneggiamento, o per diffondere canzoni e contenuti.

IL PREDESTINATO

Prima di passare ai sogni, ho voluto farmi dire da vito un nome, di un rapper torinese che secondo lui potrebbe spaccare e fare un percorso interessante. La risposta è stata questa:

Diss Gacha, mi fa scassare con ste sporche improbabili e mi sembra un ragazzo umile per ciò che ho visto e per come l’ho conosciuto, lui mi piace, secondo me ha quella attitude che può ancora dargli tanto, può prendersi ancora tanto secondo me.

SOGNI

E alla fine i due sogni di Vito, un luogo in cui vorrebbe suonare e un artista con cui vorrebbe collaborare. Sul luogo, Shade ci dice un nome inaspettato, anche se la spiegazione, così come l’aneddoto, è interessante.

Un mio sogno sarebbe suonare alla Reggia di Venaria a Torino, perchè tanti anni fa ci ho fatto un MTV Days e mi ero dimenticato la strofa del pezzo, e questa cosa mi è rimasta di traverso. Avevo la febbre, stavo male, però io quell’anno avevo vinto MTV Spit, tutti mi aspettavano, mi sono dimenticato la strofa e ho fatto freestyle, che però non mi è riuscito figo. Alla fine della fiera mi piacerebbe tornare lì ad un evento figo e sta volta non fare cazzate e riuscire a portarla a casa

Mentre l’artista è di fatto un nome altisonante, uno dei padri fondatori della musica ubran in Italia e uno dei rapper più forti in circolazione da almeno due decenni. Un nome che è anche una garanzia, e Shade per poco non aveva già realizzato questo sogno.

Un sogno che ho da tanto tempo è di fare un pezzo con Fibra, lui mi piace molto. In passato gli avevo mandato una cosa mia che gli era piaciuta moltissimo, dovevamo farla insieme ma non siamo riusciti a chiuderla, per un motivo o per un altro. Da lì non ci siamo più incrociati, quindi speriamo che prima o poi succeda, per ora resta un sogno.

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