Dopo il loro album d’esordio Anatomia Cristallo e il singolo Luna Nera, gli ISIDE tornano con il singolo Funerale, uscito il 24 febbraio. Ma non lasciatevi ingannare dal titolo, questo non è l’epilogo della band bergamasca.
Tra dolore e rivalsa, il gruppo dà vita alla sua marcia funebre.
Il singolo è il resoconto di una vita in un giorno di dolore, dove l’unico sollievo sembra il sogno ad occhi aperti della fine, in un giorno di pioggia, circondato da fiori di loto. Questo momento coincide con l’esplosione di un concerto dal sound sperimentale, d’avanguardia, con il pubblico che si abbandona ai propri sentimenti sotto al palco.
I demoni non vanno via nemmeno se li ammazzi
Si ricompongono e diventano più grandi
Si nascondono dietro ai pupazzi
E, quando meno te lo aspetti, vengono a svegliarti
Il funerale coincide, dunque, con la loro rinascita dalle ceneri, nell’unico modo che conoscono: tramite la musica. Gli stessi ISIDE definiscono il brano come il momento esatto tra il pensare che tutto sia inutile e la speranza di salvarsi, liberandosi da un malessere che non se ne va, se non scrivendo.
Quello che sembrava essere il punto finale, è in realtà un punto di sospensione, la miccia che scatena l’esplosione tipica di chi si sente con le spalle al muro: un sentimento dirompente di rivalsa direttamente dalla malinconia provinciale. Questo si materializza nell’urlare tutti insieme il ritornello, cosi’ facendo il dolore abbandona la sua dimensione individuale e diventa collettivo, da qui il sentimento di rivalsa e la catarsi.
Funerale colpisce dritto al cuore, ma fa anche sentire compresi.
La forza del singolo è quella di dare vita ai nostri pensieri più reconditi, quelli che a volte abbiamo paura di dire ad alta voce, ma che spesso sono invadenti. Funerale ci invita a farli nostri, a lasciarli vivere e a crogiolarci nel dolore, il tanto che basta per reagire, con la consapevolezza che intorno a noi c’è una massa di sconosciuti pronta ad urlare “Benvenuti questo è il mio funerale“.
E benvenuti, questo è il mio funerale
Occhi chiusi, meritavo un gran finale










