“Lato B”: l’altra faccia della scatola che nasconde i Legno

da | Dic 6, 2022 | Interviste

Con l’uscita di Lato B, i Legno hanno mostrato al pubblico l’altra faccia della scatola che li nasconde, quella più intima e personale. L’estate era alle porte e noi di Cromosomi vi raccontavamo, in un’intervista a tu per tu coi Legno, l’uscita di Lato A, la prima parte del terzo album in studio firmato dal […]

Con l’uscita di Lato B, i Legno hanno mostrato al pubblico l’altra faccia della scatola che li nasconde, quella più intima e personale.

L’estate era alle porte e noi di Cromosomi vi raccontavamo, in un’intervista a tu per tu coi Legno, l’uscita di Lato A, la prima parte del terzo album in studio firmato dal duo toscano.

Ed ecco che in un attimo siamo giunti al 2 dicembre e, insieme al freddo e alle prime vibes natalizie, è arrivato tra i nostri ascolti anche Lato B, seconda parte dell’album dei Legno che va a completare questo progetto, dalle sfumature dichiaratamente nostalgiche, iniziato lo scorso maggio.

Lato B rappresenta la chiusura di un cerchio, ma allo stesso tempo l’inizio di una nuova era per il duo che dal 2018 nasconde il proprio volto dietro scatole di legno. 

In questa seconda parte del loro ultimo album i Legno mettono per un attimo da parte la scatola, come si evince anche dalla copertina, e regalano al pubblico una versione più intima e personale della loro musica. I sei brani che ascoltiamo in Lato B mostrano l’evidente maturità, musicale e personale, acquisita dai Legno in questi anni. 

Ma che cos’è alla fine dei conti Lato B

Lato B è Cose da fare in cui la nostalgia del passato lascia il passo alla vita adulta, è  Paranoia in cui la convivenza apre il vaso di Pandora delle grandi paure quotidiane che ci accomunano e infine è Luna in cui trovano spazio le parole non dette, quelle che pesano più di tutte le altre.

Poco prima dell’uscita di Lato B abbiamo avuto la possibilità di fare quattro chiacchiere con Legno Felice, ecco cosa ci ha raccontato in merito al loro ultimo album e a tanto altro: 

Il 2 dicembre esce Lato B, il secondo lato del vostro terzo album in studio. Cosa puoi raccontarci di questo nuovo lavoro e quali sono, se ci sono, i punti in comune e le differenze rispetto a Lato A?

Diciamo che Lato B è senza dubbio un superamento di tutto ciò che abbiamo fatto, sia su Lato A che sulle vecchie cose. Ci sono degli spunti che si vanno a ricollegare alla nostra classica scrittura e ai nostri vecchi pezzi ma ci sono, a mio avviso finalmente, anche dei nuovi spunti su cui abbiamo voluto ragionare e lavorare proprio per far vedere un’altra pagina di noi. Sono diciamo le sfumature del disco vere e proprie, il sottobosco dei pezzi. Mi viene in mente Luna in cui abbiamo voluto sperimentare anche nuove sonorità, poi Cose da fare che è un pezzo che ci rappresenta molto soprattutto a livello di testo. Con Lato B abbiamo voluto dare un significato a quelle sensazioni e a quelle cose che si vivono quotidianamente che sono più serie e le abbiamo volute proprio scrivere in canzone, un passo maggiore rispetto alla classica situazione d’amore o sentimentale di cui siamo sempre stati un po’ abituati a scrivere.

Una curiosità: le canzoni di Lato B sono state scritte insieme a quelle di Lato A e come mai avete poi deciso di dividerle e di fare due uscite a distanza di circa sette mesi l’una dall’altra?

Le canzoni sono state scritte tutte insieme, tutte prima dell’uscita di Lato A. Le abbiamo volute dividere per fare un omaggio ai tempi in cui i vinili si dividevano in lato A e lato B, una sorta di citazione retrò di quelli che erano i dischi di una volta. Questa cosa ci ha permesso di uscire piano piano, far ascoltare le canzoni non tutte insieme. di questa cosa ne sono molto contento perché quest’estate abbiamo potuto lavorare bene su Lato A ed ora invece possiamo far ascoltare Lato B.

Con l’uscita dell’album avete annunciato anche due date speciali: il 1 dicembre alla Santeria Toscana (Milano) e il 15 dicembre al Locomotiv (Bologna). Cosa avranno di speciale queste due serate?

Le date di Milano e di Bologna saranno delle date importanti sotto tutti i punti di vista. Cambiano alcune dinamiche rispetto alle date estive fatte in piazze o festival in cui le persone si trovano abitualmente per passare una serata estiva a prescindere da chi magari c’è. Quando si fanno delle date importanti come queste in locali storici come il Locomotiv o il Santeria è chiaro che alle spalle devi avere un background non indifferente per poterle fare al meglio. Ad oggi posso dire che le date stanno andando bene, siamo contentissimi perché vista la situazione che stiamo vivendo è sempre difficile parlare di live. Vedere che c’è movimento, ci rende orgogliosi e felici. speriamo che sia una festa per tutti e di farla al meglio.

Avete raccontato che con questo lavoro è come se vi foste tolti la scatola, almeno metaforicamente. Sul piano pratico, invece, avete mai pensato di liberarvi davvero della scatola?

Con Lato B abbiamo tolto la scatola, si vede anche dalla copertina, anche se siamo girati di spalle. La scatola per noi è un importante punto di riferimento perché è da dove è nato tutto, abbiamo all’inizio scherzato su questa cosa perché volevamo far arrivare prima le canzoni. Non abbiamo mai riscontrato, anche nei live, tra le persone, questa esigenza di vedere chi c’era dietro la scatola. Poi per noi questa cosa è diventata parte di noi stessi, perché le siamo affezionati ed è una sorta di icona. Quando ci mettiamo la scatola abbiamo un’identità, quando ce la togliamo siamo i Clark Kent della situazione. Non abbiamo mai pensato effettivamente di togliere la scatola se non per un discorso emotivo, di rappresentazione. Per quanto riguarda il discorso di toglierla per far vedere chi siamo ancora non sentiamo questa esigenza, poi magari un giorno verrà.

In Lato A erano presenti due collaborazioni, una con Lo Stato Sociale e una con Cimini, mentre in Lato B no. In generale, negli anni avete collaborato con diversi artisti, tra cui rovere e Wrongonyou. Come nascono le vostre collaborazioni e con quale artista vi piacerebbe collaborare in futuro?

A parte De Gregori e Venditti, magari un Brunori, perchè no. Ѐ chiaro che le collaborazioni secondo me nascono quando si trova prima la parte umana. si conoscono delle persone, siamo nel giro e abbiamo modo di conoscere colleghi e musicisti e da lì nascono le collaborazioni. Con Wrongonyou, con Cimini, con Albi de Lo Stato Sociale è andata più o meno così. Con i rovere in pandemia non ci siamo potuti incontrare fisicamente, ma ci siamo potuti vedere su Zoom. Sono tutte cose nate da un lato umano.

All’interno di Lato A troviamo Macedonia d’ansia, per Lato B avete scelto come primo singolo Ansia e sapone. Quello dell’ansia è un tema molto attuale. Ma qual è il vostro rapporto con l’ansia e la musica che ruolo ricopre?

Scrivere è la nostra valvola di sfogo. L’ansia ci tiene compagnia quotidianamente, è qualcosa di fastidioso. Ultimamente, complice anche il periodo, mi sono trovato a fare i conti con l’ansia di notte e non è assolutamente bello doverti rigirare nel letto tutta la notte. Ѐ una delle cose peggiori che ci possono essere. Non crediamo di essere gli unici a vivere questo rapporto con l’ansia, ma crediamo di essere addirittura in tanti, forse in troppi, per cui magari quando poi arrivi a scrivere certe parole vengono recepite bene perché sono parole che rappresentano tantissime persone. La musica e la scrittura sono una valvola di sfogo, si cerca di scacciare quelli che sono i pensieri negativi, anche se purtroppo a volte è veramente difficile.

Potrebbe sembrare una domanda un po’ banale, ma qual è la canzone di Lato B a cui siete affezionati? 

La canzone a cui io sono più legato è Cose da fare, credo valga anche per Legno Triste. Ѐ un pezzo che ci ha mostrato per quello che siamo, nelle nostre fragilità e nelle nostre paure, nei nostri dubbi. Si tratta di un brano molto personale, che ci identifica e che parla di noi, del nostro privato e delle nostre piccole sfumature. Ѐ un pezzo che racconta di noi, per cui quando le cose sono nostre è chiaro che ci teniamo particolarmente.

L’uscita di Lato B, quindi la chiusura di un cerchio. Le due date live, ma cosa si nasconde nella scatola del futuro dei Legno?

La voglia di scrivere, di fare canzoni, di fare questo lavoro e di suonare tanto. Quindi sì, cosa c’è nel futuro? Tanta buona musica, speriamo per voi e per noi, e tanti concerti.

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