A tu per tu coi Legno: cambiano maschera ma rimangono sempre gli stessi

da | Interviste

Dal 27 maggio è disponibile la prima parte, o meglio, il Lato A del nuovo album dei Legno. Li abbiamo visti scalare classifiche su Spotify, suonare con artisti come Lo Stato Sociale, Wrongonyou, ascoltati per strada le notti d’estate con Affogare e In (Gin) di vita. Ancora una volta il duo non ci abbandona, al contrario, ci racconta che ha ancora molto da dire. 

A due anni da Un altro album, uscirà la prima parte del vostro terzo album. Vi sentite cambiati rispetto a due anni fa?

Legno Triste: Sicuramente sì, soprattutto questi due anni ci hanno cambiato un po’ tutti. Sì sicuramente a livello di scrittura. Siam cresciuti anche in maniera naturale, non abbiamo ricercato chissà quale cose. E’ sempre il nostro linguaggio, modo di far musica. La pandemia ci ha cambiato tutti e, come si può vedere, ci ha cambiato anche la scatola che da gialla è diventata blu, è come fossimo andati dal parrucchiere. Le pop star, quelle famose cambiano continuamente pettinatura, a noi ci tocca la scatola. 

Che importanza date ai colori nella vostra estetica? Come mai avete scelto il blu?

Legno Felice: Forse ci siamo avvicinati ad un colore che è sinonimo di speranza, di rinascita, anche dal punto di vista che finalmente torniamo a suonare davanti alle persone che non saranno più disposte come dei numeri a sedere con le mascherine. Finalmente si può suonare con un pubblico che è vivo e anche per noi è una riscoperta. Veniamo da due anni particolari, da concerti con restrizioni, quindi questo azzurrino quasi cielo ci fa un po’ volare, è importante questo cambio di colore. Dall’altro il giallo è stato un colore -sbam-, doveva entrare in qualche modo col secondo album avevamo fatto un passo importante rispetto al primo album. Per noi i colori e le scatole hanno un significato importante anche sotto questo punto di vista. 

Si sa poco sulla vostra identità e la vostra vita se non quello che trasmettete attraverso le canzoni. Anche per i meno esperti dell’indie, due scatole gialle con una faccina sopra sono diventate il segno distintivo dei Legno. Cosa vi ha portato a voler indossare delle scatole? 

Legno Triste: Fondamentalmente la cosa principale è perché in una società piena di apparenze noi volevamo nasconderci un po’, nascondere l’identità per far arrivare in primis le canzoni che a volte nella musica non lo sono. Poi perché entrambi siamo molto amanti dei superiori, volevamo costruire questo supereroe della musica quindi abbiamo costruita questa maschera. L’idea del domani la scatola se la mette un’altra persona e diventa legno potrebbe essere una figata. Come quando da bambino mi vestivo da Zorro e mi sentivo Zorro, ma Zorro non ero. C’è chi si tagga con le scatole riprodotte. 

È un album diviso in due parti che presumo avere come intento quello di tornare prima della fast music, ai tempi dei vinili e dell’attesa. Il LATO A sarà disponibile dal 27 maggio e poi dopo l’estate ci sarà l’uscita del LATO B. Alcuni brani sono stati pubblicati nel 2021 come Spaccotutto e Che sarà mai feat. Lo Stato Sociale, altri nel 2022 come rispettivamente Macedonia d’ansia e EVEREST. È stato un progetto che ha preso vita man mano nel tempo oppure vi era tutto chiaro già dal 2021? 

Legno Felice: LATO A nasce da quei due pezzi lì, sono canzoni che si sono evolute da dopo Spaccotutto e poi hanno trovato il loro percorso all’interno del primo Lato A. Sono tutti pezzi che  comunque arrivano dopo il periodo buio della pandemia quindi abbiamo anche maturato una consapevolezza che delle cose sono cambiate effettivamente, anche nei testi e nei nostri appunti abbiamo scritto cose che sono arrivate dopo il secondo album. Poi manco sapevamo che sarebbe potuto succedere che avremmo riscritto tutto un altro album e poi invece è accaduto, quindi si vede che avevamo ancora qualcosa da raccontare e ci sembrava giusto mettere tutto a posto. 

Legno Triste: noi non è che pensiamo di scrivere un disco, nasce tutto sul momento. Quando ci siamo resi conti di averne scritte parecchie, abbiamo deciso di dividere in Lato A e Lato B ma non è stato deciso a monte. Poi abbiamo pensato di fare un vinile che raccogliesse tutto, una roba che ricordi gli anni ’70. Ci piaceva questa cosa di suddividere in due lati e ci piaceva giocare su questa cosa. 

Legno Felice: i due lati racconteranno due facce diverse, noi facciamo spesso delle citazioni e volevamo farlo anche sotto il punto di vista materiale, sull’uscita. 

Tutto il disco mi sembra essere una metafora. Nell’ultimo brano ‘’I gol di Chiesa in nazionale’’, si sente il suono di tre messaggi  e poi l’inizio di una registrazione vocale che coincide con l’incipit del brano. Mi sembra che questa traccia sia esplicativa della copertina dell’album che vi ritrae in ascolto. L’ossimoro del telefono sulla copertina in un album che concettualmente vuole fare un tuffo nel passato è frutto della nostalgia dei vecchi tempi? O sostenete comunque il presente come la migliore realtà possibile? Da che parte vi ponete?

Legno Felice: Ci poniamo nel mezzo, è anche un po’ una provocazione oggettivamente. Ai tempi d’oggi siamo un po’ degli schiavi dello smartphone, non in maniera negativa. Noi in primis, al di là dei social e del lavoro, ci troviamo molto spesso, se non possiamo vederci, a condividere sulle nostre chat una moltitudine allucinante di note audio e canzoni scritte quindi a volte scriviamo anche a distanza. Ci piacerebbe tornare indietro a livello sentimentale della questione dell’uscita: lato A e lato B, tutti quei tempi hanno fatto poi la storia della musica pop ma siamo vincolati da quella che è la nostra attualità che comunque, bella o brutta che sia, va dimostrata e va contestualizzata. C’è una sorta di provocazione, ma rimaniamo coi piedi per terra. Ci piace volare, ma comunque siamo nel 2022, e certe cose le dobbiamo tenere per forza. 

Da quello che ho capito a volte non vi trovate insieme durante la scrittura di un brano. Come si svolge il vostro processo creativo? 

Legno Triste: dipende sempre dal momento, dalla canzone… ci son cose dove viene uno spunto a me ed uno a Legno Felice e condividiamo queste note vocali a distanza. O a volte ci troviamo per fare una birra e ci viene una canzone, nasce tutto in modo molto naturale. È nato tutto per caso, da un’amicizia ed anche le canzoni fondamentalmente nascono così. Non ci siamo mai posti il fatto di ‘’dobbiamo far questo, dobbiamo scrivere’’ . Mi viene in mente In (Gin) di vita che piace molto durante i live ai nostri fan che per noi sono tutti amici.  In (Gin) di Vita c’era questa frase, mandata dal fratello di Legno Felice, perché un suo amico aveva detto -ragazzi oggi sono in Gin di vita – aveva bevuto troppo. Eravamo insieme e la canzone è nata di getto. Dipende, il processo creativo è sempre un po’ particolare, non c’è un metodo preciso.
Penso che poi il metodo nella musica non esiste, bisogna vivere per scrivere e per trasmettere qualcosa se no diventata tutto statico, piatto. 

Ad accompagnarvi nel tour estivo ci sarà anche l’artista fiorentino Alessio Londi che esporrà le sue opere ai vostri concerti, sarà possibile assistere non solo ad una vostra esibizione, ma anche ad un’esposizione di opere d’arte. Un connubio accattivante e un’unione che genera coesione nel mondo dell’arte: la musica che si unisce all’arte visiva. Com’è nata questa collaborazione e perché proprio Londi? 

Legno Felice: Alessio è un amico innanzitutto, con cui abbiamo lavorato e fatto delle cose insieme. È sempre stato interessante sviluppare anche sotto il punto di vista più artistico alcune cose direttamente con artisti che fanno pittura, scultura e performance. Però nella musica è difficile, in quanto trovare gli spazzi o la giusta occasione per poterli sviluppare non è mai semplice. Poi c’è stato il covid, poi magari abbiamo lavorato noi con persone che ci hanno fatto delle registrazioni quindi comunque si è sviluppato tutto attraverso i social. Finalmente ora col la ripartenza effettiva ci siamo risentirti con Alessio che è molto vicino al mondo pop con le sue illustrazioni e i suoi disegni che andranno poi ad allestire delle scatole, che poi metteremo sul palco durante il concerto. Uscirà una mostra itinerante che porteremo un po’ in tutte le date che faremo. Questa cosa ci è piaciuta subito perché l’arte d’Alessio si avvicina attraverso la lettura dei nostri brani e svilupperà ispirandosi ai testi del nostro Lato A. Vedremo nelle scatole delle scene che magari abbiamo già ascoltato. Mi viene in mente ”I gol di Chiesa in nazionale ” sicuramente ci saranno riferimenti a quel frangente che ci ha coinvolti tutti in un periodo di gioia. Per non parlare dei pezzi più tristi , sarà molto interessante vedere lo stile di Alessio che ci accompagnerà per questo tour e gliene siamo molto grati. Sarà un lavoro molto bello. 

Ogni brano nell’EP ha motivo di esistere e sono sicura che siate legati molto a tutti i pezzi. Tra questi sei, ce n’è uno che vi è rimasto maggiormente ”incastrato” dentro?

Legno Triste: per me è Everest, è un pezzo differente, anche diverso rispetto alle nostre ballad abituali. Probabilmente c’è una maturazione di scrittura nostra e forse per quello è nato il motivo di questo disco. 

Legno Felice: mi accodo a Legno Triste. Siamo dei romanticoni.  

Vi aspetta un lungo tour estivo che partirà dal primo giugno a Rieti ed attualmente le date sono ancora in aggiornamento. Siete pronti a suonare di nuovo dal vivo? Che cosa vi è mancato di più della musica live? 

Legno Triste: usciranno nuove date e siamo carichi a bestia. 

Legno Felice: Della musica live ci è mancato il sentimento quando di fronte ci sono persone che cantano, piangono, si abbracciano. Quando abbiamo fatto poche settimane fa L’Euro Village è stato veramente bello. Abbiamo potuto riassaporare certe sensazioni: la folla che si abbraccia, che canta, che ride, che scherza , quello che beve, quello che si bacia, quella che piange. Queste erano le cose che fondamentalmente mancavano da troppo tempo e che sicuramente potremmo rivivere durante questo nuovo tour. Siamo molto felici per questo. 

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