Ma il tempo esiste veramente? Molti, dal mondo cinematografico a quello della musica, si sono posti questa domanda. Se Il tempo è una bugia, il featuring tra i Fast Animals and Slow Kids e Luciano Ligabue è stato un segno del destino.
Galeotta fu una e-mail ed è da quel tasto “invio” che l’idea iniziale dei FASK ha preso forma e senso. Il tempo è una bugia è una canzone dal testo ricco di riferimenti che intrecciano, all’unisono, presente e passato.
Le strofe, una dietro l’altra, creano una connessione tra la nuova generazione di musicisti e quella passata: i nomi, le sonorità e le parole cambiano ma le abitudini, alla fine, rimangono sempre le stesse.
Questa connessione nasce, rispettivamente, dall’alternanza di Aimone Romizi e Luciano Ligabue e, sebbene il tempo è una bugia, i due frontman sono bravissimi a darvi un senso cronologico.
Un film di Spike Lee che non capivo a fondo
Nudo come i Blink ma senza aver successo
Le risse al Marabù
I club sulla via Emilia
I calli sulle dita
Interi pomeriggi ai guitar shop
Quando Christopher Nolan ha diretto Interstellar si è focalizzato esattamente sulla relatività del tempo. In questo brano si evince quanto il tempo sia una variante astratta, che va oltre qualsiasi limite.
Vento trascinaci leggero
Nel metaverso
Nel mondo intero
Ed è così che ci sentiamo mettendo play su questa canzone: trascinanti in un marasma di ricordi, nel quale non esiste più distinzione tra lontani o vicini poiché tutti sono attuali.
Le note si susseguono dando vita ad una storia, nella quale è come se gli eventi avessero una vita a se stante da tutto il resto.
Per questo motivo le due generazioni a confronto non sono più “due generazioni”, ma si fondono diventando una: quella delle esperienze che hanno segnato “quelli di ieri” nello stesso modo in cui vengono segnati “quelli di oggi”.










