Sulla caducità del tempo e su “Alcune considerazioni” di Giovanni Truppi

da | Recensioni singoli

Alcune considerazioni è il nuovo brano di Giovanni Truppi pungente e inaspettato, che sembra fare da apripista (si spera) ad un nuovo progetto discografico in arrivo, dopo cinque album in studio. 

Si tratta di Alcune considerazioni moderate, ma notevoli: un brano che si sviluppa come un flusso di coscienza, raccogliendo una serie di domande sconnesse e fuori dal tempo. Voli pindarici dal comico al drammatico, e viceversa.

Per intenderci, vi è mai capitato di trovarvi in coda al supermercato in attesa di pagare la spesa e, improvvisamente, pensare:

Chissà se tutti quanti pensiamo le stesse cose che penso anch’io.

Fino a che età scoperemo da vecchi,

se i gatti sono in missione segreta

e se i gabbiani estingueranno i piccioni per poi passare agli uomini (?)

A me sì ed, evidentemente, è capitato anche a Giovanni. La produzione che, ancora una volta, porta le firme di Niccolò Contessa e Marco Buccelli presenta una struttura musicale che riflette la scrittura esistenzialista e mai banale di Giovanni Truppi: elementi rock, questa volta, sposano l’elettronica conferendo al brano, in superficie, un’evidente leggerezza.

Solo in superficie, perché la cifra stilistica di Truppi è quella di riuscire, con spietata ironia e sottigliezza, ad affrontare temi senza alcun dubbio impegnati. Giovanni Truppi è un cantautore che parla di vita, con feroce realismo.

L’artwork firmato da Aldo Giannotti (così come il videoclip), raffigura alcuni soggetti che, altro non sono che i protagonisti del brano in questione: Me, Tu, I Ragazzi, le cose che si chiamano Pietro, Lei, Tutti, I Grandi, Riccardo

Inoltre, il tempo pare sia uno dei temi centrali nel brano: incontriamo, infatti, ciascun personaggio in un passato da ripercorrere, in un futuro inverosimile, e in un presente da abitare. Questo al fine di ritrovare noi stessi. A tal proposito, Sant’Agostino nelle Confessioni riteneva che:

Non si può propriamente dire che i tempi siano tre: passato, presente e futuro. Sarebbe più proprio dire: il presente del passato, il presente del presente, il presente del futuro. Essi sono tutti e tre nell’anima.

Alcune considerazioni siamo tutti noi su un caduco gommone in mezzo al mare che può naufragare da un momento all’altro. 

A posteriori, ci accorgiamo che le cose di fatto funzionali alla nostra esistenza, ci capitano per caso. Tutto ciò che avevamo minuziosamente pianificato, viene all’improvviso sconvolto da un evento  terribile, o meraviglioso. 

Truppi, allora, ci invita a galleggiare con relativa serenità (direbbe un mio amico) sul mare  della quotidianità, su un gommone precario perché alla fine:

hai voglia di cercare le parole giuste

hai voglia di cercare la melodia

a volte basta un niente: anche solo un rumore

non sai mai quando, mai come

la vita ti consegna una poesia

Una poesia, un fiore, o una mazzata necessaria a rimetterci in moto.

Dal 2010, Truppi colleziona premi e riconoscimenti, tra i più recenti, il Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano Tuo padre, mia madre, Lucia presentato al 72esimo Festival di Sanremo. Giovanni è un cantautore, un paroliere, un artista che si distacca dalla scena musicale attuale: i suoi testi sono frutto di un amore per la letteratura, dell’ascolto di Maestri del cantautorato italiano tra i quali spicca De André.

E dopo aver ascoltato Alcune considerazioni, mi viene naturale associare l’ultimo verso ad uno dei temi cardine della letteratura barocca ossia il tempo che passa e la sua corsa, spietata verso la morte, che:

arriva con un niente, non fa neanche un rumore

non sai mai quando, mai come

[…], ti prende ti incarta, e ti trascina via.

L’inesorabile scorrere del tempo che “lacera il giorno”, recita un famoso sonetto del Seicento barocco.

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