Scusa Dargen, mi “Ubriaco di te”

da | Recensioni singoli

Siamo solo a giugno, le radio pullulano di hit estive e Dargen D’Amico sembra non fermarsi più.

Il rapper si sta godendo il momento di massima popolarità e, dopo aver sorpreso il pubblico del Festival di Sanremo con Dove si balla ed essersi preso un posto al tavolo dei giudici di X Factor 2022, accanto all’amico Fedez, ora prova a sgomitare anche nella lotta per il tormentone estivo.

E lo fa con un brano dal titolo Ubriaco di te. Saranno bollicine?

Ubriaco di te non è un brano presente nella tracklist del suo ultimo album, Nei sogni nessuno è monogamo. Si tratta di un singolo inedito pronto a stupire i suoi fan vecchi e nuovi, accompagnandoli in questa calda e lunga estate.

“La mia domanda è:
ma secondo voi
se ne accorge qualcuno che è un altro pezzo che fa
Po po poro po, poro po poro po”

Ebbene, il tormentone estivo, non ha mezze misure. Lo si ama o lo si odia.
In Ubriaco di te Dargen racconta il lato più leggero dell’amore, quella ubriacatura sentimentale che rende la vita più spensierata, divertente e imprevedibile. Un pezzo ritmato, funky, caratterizzato da un groove perfetto per ballare in spiaggia.

Vivere l’attimo dell’estate, senza un dopo, potrebbe anche avere il suo fascino. Potrebbe rappresentare un valore, e fare lo sgambetto alle paure e alle preoccupazioni. Perché in estate nessuno sa cosa succede in città.

Ma quell’amore sarà chimera o legame indissolubile?

Facciamo a metà
Di questi battiti
Io questa notte ti
Bevo senza mangiare
E mi ubriaco di te

Yo quiero vivir con tigo
Sennò che siamo nati a fare
Non farmi guidare che
Sono ubriaco di te

Non manca, infatti, un retropensiero più amaro, tipico dello stile di Dargen, capace di affrontare in modo scanzonato anche temi più personali o attuali. Nel caso di Ubriaco di te c’è comunque una svolta riflessiva che macchia e interrompe il flusso di good vibes pronte per l’uso

Ho un senso di vuoto da sempre
Come se niente servisse a niente
E non mi incuriosisce più la gente
Credo sia un’ombra dentro alla mente
Se potessi vivrei coi pesci
Però coi pesci non ci esci
Invece con la gente ci si sfoga

Ed è tutto qui essere mortale
Credere di essere speciale
Avere un’occasione grande
Invece ho sempre le stesse domande

che poi si risolve proprio con il racconto spensierato di un amore leggero, effimero e senza complicazioni, quella sensazione di hangover felice che solo l’estate può dare.

Jacopo sfugge agli sguardi restando visibile dietro gli occhiali da sole e lasciando parlare la sua musica.

C’è in lui spazio per la solitudine, la felicità, le mancanze, la nostalgia malata, il mare che diventa vino, e le consapevolezze che si fanno adulte.

Allora che bollicine siano, travolgenti, spumose, innocenti.
E scusa Dargen perché anche stavolta, mi ubriaco di te.

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