Conosciamo meglio Hal Quartièr e la sua 4ever Young

da | Interviste

Si intitola 4ever Young ed è il nuovo singolo dell’artista napoletano Hal Quartièr disponibile da venerdì 10 giugno su tutte le piattaforme digitali.

Venticinquenne originario di Bagnoli, Hal Quartièr scopre la sua passione per la musica in giovane età e si fa notare sin da subito all’interno della scena rock-urban italiana grazie al suo talento e allo stile originale che contraddistingue i suoi pezzi.

In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo 4ever Young, ispirato all’iconica ballad degli anni Ottanta, abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere conlui e di conoscere meglio la “pop star di quartiere”, come egli stesso ama definirsi. Ecco la nostra intervista:

Direi di partire dalle origini. Quando e come nasce la tua passione per la musica? C’è qualche aneddoto particolare che potresti raccontarci?

La mia passione per la musica c’è sempre stata, ma l’hanno scoperto prima gli altri di me. A due anni invece di giocare con il triciclo o con qualsiasi giocattolo che mia mamma mi comprava, li rompevo e ci facevo i microfoni. Stavo davanti alla televisione e cantavo le canzoni di Nek, di Vasco. È sicuramente uno dei momenti che ha fatto capire ai miei che probabilmente avrei fatto quello.

Da cosa nasce la scelta Hal Quartièr come nome d’arte?

Hal nasce perché io mi chiamo Alfredo, quindi la mia famiglia e i miei migliori amici mi hanno sempre chiamato così. Quartièr è venuto dopo, forse circa tre anni fa. Inizialmente, quando mi chiamavo Hal, scrivevo solo di me, di storie mie. Facevo molto storytelling, parlavo di quello che avevo vissuto io in prima persona. Con il passare del tempo ho capito che se io faccio musica non la faccio solo per me ma anche per dare un messaggio alle persone che sono come me, che hanno vissuto come me, che vengono dai quartieri di tutta Italia e di tutto il mondo e che hanno delle storie non propriamente felici.

Quali sono stati gli ascolti che più hanno influenzato il tuo modo di fare musica e quali sono, invece, i tuoi ascolti attuali?

Quando ero proprio piccolo a casa mia si ascoltavano artisti come Renato Zero, Claudio Baglioni, Gino Paoli e in generale tutto il cantautorato italiano. Ancora oggi sento che quella musica fa parte di me. Non mi sono messo davanti al foglio con la penna in mano e ho detto “come la farebbe questa melodia Gino Paoli?”, però lo sento proprio dentro di.

Poi ci sono stati dei gruppi rock grandi che hanno formato il mio carattere e mi hanno dato un altro punto di vista come i Nirvana, i Pixies, i Blink182.

Tra gli artisti contemporanei mi piace molto Post Malone, mentre tra gli urban italiani sicuramente Marracash perché quando ascolto i suoi dischi mi emoziono ogni volta e Luchè.

Tutti questi artisti mi hanno lasciato delle cose che poi ho fatto mie e se l’hanno fatto è perché sono delle leggende.

Da venerdì 10 giugno è disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali il tuo nuovo singolo 4ever Young. Ti va di raccontarci qualcosa in più su questo brano?

L’influenza principale è sicuramente quella del pezzo degli Alphaville degli anni 80. È stato un pezzo che ha segnato e che segna ancora la mia gioventù. Il messaggio e il mood di quel pezzo mi hanno portato a pensare di dover per forza dare questo messaggio agli ascoltatori. Per me 4ever Young non è uno “scendiamo e spacchiamoci, facciamo il devasto” ma è un modo di vivere ed è inteso come non sprecare la gioventù, vivi a pieno qualsiasi istante della tua vita perché il tempo è l’unica cosa che non tornerà mai più. C’è anche tanta nostalgia degli anni persi, facendo cose sbagliate e vivendo momenti molto bui. Sono questi momenti che mi hanno portato a scrivere 4ever Young. Il pezzo l’ho scritto durante il primo lockdown. La gente aveva paura di morire ogni giorno e se avessi avuto modo di dire a tutto il mondo qualcosa avrei detto quello che c’è in questo pezzo.

Nonostante la tua giovane età hai già avuto modo di collaborare con artisti come Gigi D’Alessio, Giulia Molino e Lele Blade. Come è stato lavorare con loro e con chi altro ti piacerebbe collaborare?

È stato bellissimo lavorare con loro. Per la collaborazione con Gigi D’Alessio a casa mia è stata fatta una festa da matrimonio. Ho fatto con lui il remix di Sconfitta d’amore, che è anche la mia canzone preferita del suo repertorio. Anche fare Cchìu Fort’ con Giulia Molino e Lele Blade mi è piaciuto molto. Giulia è un’amica ma è soprattutto una bellissima voce e ci siamo trovati bene sin da subito. Lele è un fenomeno del rap, è uno di quelli in Italia che più sembra un americano pazzo e ho molta stima per lui.

Il mio sogno sarebbe quello di collaborare con Marracash, Luchè e Vasco Rossi.

Marracash per me è papà dal punto di vista dell’approccio alla musica ed è un artista fuori dal comune.

Luchè perché lo apprezzo tantissimo sia musicalmente sia a livello di testi. Dice delle cose da super scugnizzo con quella carnalità del napoletano. È una superstar.

Su Vasco che cosa c’è da dire? È una benedetta rockstar.

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