Per Zerella “Tutto quello che cercavi” è nella musica

da | NUOVE PROPOSTE

Zerella è Ciro Zerella, cantautore avellinese annata ‘93 cresciuto tra dischi, musicassette e Game Boy e Tutto quello che cercavi è il suo nuovo EP.

Il tema del suo nuovo lavoro è incentrato principalmente sulla precarietà dei nostri tempi e su una visione della vita moderna dal punto di vista emotivo e globale. Ogni traccia si potrebbe considerare come una canzone d’amore sociale, in cui i sentimenti sono sempre al centro di tutto.

Cosa si dice di lui?

Zerella quando non parla, canta. E se non canta, guarda la luna. Ama viaggiare con la mente con i suoi videogiochi, con i libri di poesia e con la geografia astronomica. Da bambino aveva una fissa per la plastilina, per i dinosauri e per Sarabanda. Chissà quale delle tre è rimasta impigliata fino ad oggi tra le meccaniche del suo basso.

Tutto quello che cercavi è una carezza, lenta ma stavolta affettuosa.

La storia del giovane talento costretto alla precarietà e magari all’espatrio della proprio città è ormai diventato quasi un genere letterario con cui creare bei titoli alimentando qualcosa simili a un vittimismo collettivo. Eppure ancora tempi duri per i sognatori.

Tutto quello che cercavi di Zerella apre le porte con I tuoi denti, in cui il titolo è proprio ciò che sembra e cioè i denti della compagna che è solita mordergli le spalle. Sincero, diretto, spaziale perché una parte della storia del singolo viene dallo spazio, precisamente da Zeta Reticoli e a confermarlo lo sono anche i suoi suoni.

La ribellione di un “figlio di un impiegato” si mescola ad un intelligente uso delle parole, oltre che delle note. Il racconto di un amore fatto di emozione ma anche di inquietudini e di notti passate a guardare il soffitto.

E cercarti di notte, al buio
Dentro ai fallimenti
E cercarti di notte, al buio
Ed invidiare i tuoi denti che mordono bene

Si procede con Secondo, un R&B moderno, ironicamente amaro, disilluso e dissacrante che celebra la libertà e la strana bellezza di non essere al primo posto, costretti a stare sempre al gradino di mezzo di un podio troppo alto, un po’ come Michelangelo, Buzz Aldrin o Maria Farnè Velleda.

Secondo no che non piango
Secondo un altro argento
Secondo
Secondo me tu non ci provi fino in fondo

Tutidabidá è un inno all’amore fisico ma senza distinzioni di genere né di orientamento sessuale, come infatti si evince dal testo che evoca le immagini di due amanti dai corpi indistinti. Lo stesso ritornello sembra intonare un motivetto dai toni caldi e romantici:

Forassite, è un tubo corrugato flessibile che contiene cavi di vario tipo per la posa sotto il pavimento, in parete o a vista, ma è anche un brano che parla di futuro, di scelte che fanno gli altri e di cose che vorremmo fare senza le scelte degli altri. Scappare, andare via, oltrepassare i confini che ci paralizzano perché l’amore, solo l’amore può fare grandi cose.

Oggi, nel mondo del grande schermo, siamo tutti nerd o siamo tutti emarginati? Vorremmo essere supereroi, avere dei poteri o anche essere salvati da Silver Surfer o Bruce Wayne, ma

Questo pianeta non è adatto ai supereroi
E alle ragazze che come te sono da salvare
Ora impara a cadere ancora
Ora impara a rialzarti da sola
Non sai che l’amore è più grande dei supereroi?

Tutto quello che cercavi si chiude con All’una con te un feat. con Gianmarco Ciani de I Botanici. Un singolo che parte da una foto con lo smartphone, sottolineando così l’approccio cross-mediale della Generazione Millennials, le sue ansie, la suprema arte di mischiare le carte in tavola.

Per me non c’è
Nessuna alternativa al tram
Alla politica da bar
Al nuovo gruppo su WhatsApp
Al papa la domenica
Alla crisi, a Donald Trump ancora
Ritornerai
Come bisogno di caffeina
All’una con te
è inevitabile lasciarsi male

Una canzone d’amore e di rabbia arresa, come l’intero EP che dice molto ma sottintende tanto altro. Zerella fa centro, e noi lo facciamo vincere.

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