Ghali trasmette sempre una “Sensazione Ultra”

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Con il suo terzo disco in studio, a distanza di due anni dall’ultimo album, l’artista italo-tunisino continua a mantenere alta l’asticella.

Ascoltare Ghali rappresenta una certezza sotto tanti punti di vista. Per parlarvi di Sensazione Ultra, il suo ultimo disco uscito giusto ieri, ho deciso di partire da ciò che rende riconoscibile ogni suo lavoro, quei punti fermi che rappresentano delle certezze nella sua discografia e che ritroviamo anche in questo album.

Ogni volta che si parla di Ghali Amdouni, questo il suo nome all’anagrafe, è giusto tenere a mente qual è la sua storia personale. L’artista classe ’93 è un immigrato di seconda generazione: è nato e cresciuto a Milano, esattamente nel quartiere periferico Baggio, ma i suoi genitori sono tunisini. È fortemente legato tanto al Paese che gli ha dato i natali quanto alla sua terra di origine e questa bigamia territoriale emerge chiaramente ogni volta che lo si ascolta.

Ha sempre raccontato il suo disagio nel sentirsi uno straniero in quella che è a tutti gli effetti casa sua.

Cara Italia, la hit del 2018 che lo ha portato alla ribalta verso il grande pubblico, è senza dubbio l’emblema di questa sua richiesta di inclusività. Dentro c’è anche tanto amore per l’Italia, una Nazione sempre più diversificata dal punto di vista razziale ma che porta avanti con affanno il suo percorso di integrazione verso tutte le forme culturali che la abitano.

Sensazione Ultra porta con sé tutti questi temi tanto cari sia all’autore che ai suoi ascoltatori. La prima traccia del disco è bellissima e si intitola BAYNA (che significa “vederci chiaro”), è cantata metà in arabo e metà in italiano e assolve alla perfezione il compito di intro. Emerge subito il suo forte legame con i suoi due luoghi del cuore.

Sеconda mamma
Sei la mia seconda mamma
Non c’è figlio che non sbaglia, no
Tu sogni l’America, io l’Italia
La nuova Italia

Quel “nuova Italia” lascia intendere che Ghali, dopo anni di battaglie, non sia ancora del tutto soddisfatto di quanto ottenuto.

Questa traccia assume un fascino maggiore dopo aver scoperto la storia che c’è dietro: “Il producer e la voce sul ritornello sono due giovani artisti tunisini” – ha raccontato lo stesso Ghali – “c’era questo ragazzo molto povero, gli ho fatto un’offerta economica che non si sarebbe mai immaginato, lo abbiamo invitato a lavorare al disco ma è scappato e nessuno sa dove sia ora. La canzone parla di questo: nonostante avesse davanti a lui una grande occasione per cambiare la propria vita, è fuggito. Mi ha fatto pensare che la situazione in Tunisia sia molto grave”.

Non è questa l’unica collaborazione estera del disco, anzi.

Sensazione Ultra è un lavoro che si nutre di contaminazioni, basti pensare che al suo interno Ghali canta in 4 lingue: italiano, arabo, francese e inglese. Anche questa non è una novità per chi è abituato ad ascoltarlo, una peculiarità che lo rende un artista unico e originale. Le produzioni sono internazionali: Merk & Kremont, Rat Chopper, London on the Track, Itaca, Endless, Fawzi, Vaporstef, tutti ospiti che fondono i loro mondi diversi e apparentemente distanti regalando al disco un sound difficilmente replicabile. I ritmi elettronici si mischiano con il suo lato trap e con i suoni arabeggianti tipici del suo stile, il tutto accompagnato da elementi più pop come piano e chitarra.

Il brano che meglio racconta questa commistione sonora è WALO, uno dei singoli che ha preannunciato l’uscita del disco. Ha un sound decisamente fuori dal comune, per questo non risulterà la traccia più ascoltata dell’album, ed è accompagnato da un video che richiama una danza cerimoniale tipica della dei sufi, mistici musulmani che la praticano per riavvicinarsi a Dio dopo averlo dimenticato. L’ennesima dimostrazione di come Ghali con la sua musica riesca a spalancare delle finestre su una cultura a noi sconosciuta facendocene apprezzare le particolarità.

I featuring

Anche la scelta dei featuring è apprezzabile. I nomi che risaltano subito all’occhio sono quelli di Marracash in FREE SOLO e Madame in PARE (a cui prende parte anche Massimo Pericolo), artisti che compaiono ormai nei dischi di tutti ma che riescono a mantenere sempre alto il livello dei loro contributi. Oltre a loro però ci sono anche tre giovani promesse con storie per certi versi simili a quella di Ghali. In MOON RAGE troviamo Axell, nato in Senegal ma trasferitosi a Torino a 12 anni nel quartiere Barriera di Milano. Anche lui ama utilizzare sia l’italiano che il francese nei suoi testi, come fatto in questo caso. Digital Astro invece è un ragazzo classe 2000 nato ad Acireale da genitori marocchini e in PETER PARKER dà un assaggio del suo talento. Infine c’è Baby Gang che tanti conoscono più per fatti di cronaca che per la sua musica. Ghali assicura di rivedersi molto nel giovane cantante di origini marocchine e il pezzo DRARI (ragazzi) conferma la connessione vincente tra i due.

Sensazione Ultra è un disco scorrevole, energico e incisivo. In 32 minuti è condensato tutto l’immaginario che rende Ghali un artista difficilmente imitabile. Ha la capacità di rendersi sempre ben riconoscibile, interpreta i suoi lavori in maniera ogni volta coerente con la propria visione e il proprio messaggio. Da anni è a tutti gli effetti un artista pop, ma per il momento è sempre riuscito a non scadere nella banalità e nel piattume.

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