“Grazie mille regà!”, lo slogan di Gazzelle al Mediolanum Forum

da | #Cromosomiintour

Gazzelle porta finalmente sul palco OK e il repack OK UN CAZZO, ultimi progetti discografici usciti nel corso del 2021 per Maciste Dischi/Artist First.

Alla data zero di Mantova dell’8 maggio presso la Grana Padano Arena, segue quella milanese al Mediolanum Forum di Assago.

E’ bello essere qui stasera, dopo due anni di merda. Due anni di merda che mi hanno tolto la possibilità di dare un senso alle mie cazzo di giornate vuote.

E’ con queste parole che Flavio, l’11 maggio alle 21:30, accoglie il pubblico del Mediolanum Forum di Assago. La data sfiora il sold out. Un fiume di gente prende posto nei settori delle numerose tribune. Arrivati con largo anticipo, invece, gli spettatori in parterre in lotta per accaparrarsi il “sotto palco”. Un target audience di tutte le età: da giovani adulti a post trentenni. 

Per chi volesse perder la voce e non presentarsi a lavoro il giorno dopo, un concerto di Gazzelle può essere un’opzione. Ciascun brano viene cantato da tutti. Ciascun testo viene recitato a memoria con una naturalezza inspiegabile. Una scaletta ricca e variegata: dagli inediti degli ultimi due progetti ai grandi successi di repertorio.

Tralasciando i visuals e il light design che riescono a rendere spettacolare anche il più anonimo degli show, la cosa davvero figa è il minimalismo che caratterizza il palco. Poca scena! Basta la band e Flavio, con il suo gin tonic in mano, a rendere il tutto suggestivo.

“Grazie mille regà!”, ripetuto alla fine di ogni brano, è il manifesto di tutta la serata. Un enorme senso di gratitudine nei confronti di tutti e la capacità di Flavio di saper interagire con il pubblico con un’umiltà che oggi è tutto  fuorché scontata.

Perché dovreste andare ad un concerto di Gazzelle? Perché avrete la sensazione di andare al concerto del vostro cantautore pop preferito: vedrete striscioni con super dediche, sentirete cori e “Flavio ti amo” provenire da ogni dove. 

Perché il progetto Gazzelle ha tutto questo seguito?

Ogni cantautore è figlio della propria generazione e Gazzelle è figlio della nostra.

Una generazione in cui lo psicologo (meglio tardi che mai!) affianca il medico di base, una generazione in cui, chi riesce a fare il lavoro dei sogni (per cui ha studiato anni e anni e anni) risulta un privilegiato. Una generazione, la nostra, che non cerca l’amore della vita, ma quello della serata può bastare. Una generazione, la nostra, dallo slogan Vita Paranoia. Una generazione, la nostra, che ha paura del futuro, ha paura di esser felice, ha paura di rischiare, ha paura delle responsabilità, ha paura di morire, ma sceglie comunque di morire inconsciamente ogni giorno.

Una generazione, la nostra, rassegnata alla malinconia e all’insoddisfazione. E’ di questa generazione che canta Gazzelle. E’ di tutti noi che canta Gazzelle

«Ma abbiamo tutta la vita davanti, sì davanti a un bar»

«E ci arriveremo tardi a tutti i nostri sbatti»

«Stavi male pure prima, pure prima di star male»

E potrei continuare a citare altri mille estratti di suoi brani. 

Gazzelle viene apprezzato da chi, ascoltando le sue canzoni o solo leggendo i suoi testi, si sente parte di tutto questo. Gazzelle viene criticato da chi, ancora nel 2022, non riesce proprio ad ascoltare un progetto evitando di fare confronti e paragoni con i grandi nomi che hanno fatto la storia della musica.

Bisognerebbe semplicemente imparare a contestualizzare un pò di più tutto ciò che ci circonda.

Flavio Pardini è il fenomeno dell’indie pop italiano. 

E se pop vuol dire oltre 127 milioni di stream e una collezione di certificazioni oro e platino, più pop per tutti allora! 

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