“Trauma” degli Psicologi è la Pleasantville della Generazione Z

da | Apr 29, 2022 | In Evidenza

Dopo averci fatto assaggiare un po’ della loro nuova essenza con Fiori morti e Sui muri, gli Psicologi hanno lanciato la loro bomba: si chiama Trauma, e racchiude una tracklist di ben dieci brani. TRAUMA degli Psicologi è ambientato in una Pleasantville della Generazione Z. Il mondo dipinto da Drast e Lil Kvneki è tutto […]

Dopo averci fatto assaggiare un po’ della loro nuova essenza con Fiori morti e Sui muri, gli Psicologi hanno lanciato la loro bomba: si chiama Trauma, e racchiude una tracklist di ben dieci brani.

TRAUMA degli Psicologi è ambientato in una Pleasantville della Generazione Z. Il mondo dipinto da Drast e Lil Kvneki è tutto in bianco e nero: ogni singolo oggetto è denaturato, privato della sua essenza primaria. Lo scopo che ci poniamo di raggiungere, allora, è quello di riuscire a svelare la bellezza delle emozioni, di cogliere ogni striatura grigiastra della nostra pelle causata da un trauma e farla nostra a tal punto da ridarle colore.

Cominciamo a scrivere le PAGINE del nostro libro con in mano soltanto una matita. Gli Psicologi danno vita alla nostra bozza iniziando dalle nostre orecchie, sino ad insinuarsi via via sempre più in fondo; toccano la nostra anima e noi non possiamo far altro che trascriverla, delineiamo i contorni del nostro mondo sul libro più personale che potessimo creare. È perfetto, proprio come dovrebbe essere. Basta guardare le nostre mani, però, per accorgerci di aver tralasciato qualcosa di veramente importante…

Ricominciare altrove, cambiare città, casa e nome,
Abbassare le aspettative, sperando che farlo renda tutto migliore,
Disegnare un mondo perfetto, per scoprire alla fine di non avere il colore

Per fortuna al nostro aiuto incorre presto anche Ariete: inizia il pezzo, ed il nostro UMORE è già a mille. La traccia numero 4 di Trauma è quella che aspettavamo, quella che sapevamo già che avremmo riprodotto in loop ancor prima di averla ascoltata. D’altronde non potevamo aspettarci nulla di diverso dal perfetto incastro delle tre personalità degli artisti targati Bomba Dischi.

E questa è la nostra canzone e fa nanana,
perché tu a cambiarmi l’umore, sai come si fa

Proprio mentre ci stiamo risollevando cantando Umore in macchina, notiamo che il meteo sta cambiando. La pioggia bussa contro il finestrino, ed ecco che comincia ad entrarci nelle orecchie il flusso di coscienza del caro vecchio Franco126. Si chiama LIBERO questo nuovo capitolo scritto a sei mani, volto in realtà a rappresentare un aspetto della nostra vita che ci fa sentire proprio la sensazione opposta. Il nostro mondo in bianco e nero è attanagliato da tutte le parole non dette, dalle cose che abbiamo sempre voluto fare ed abbiamo represso per paura. Libero finisce, e noi ci sentiamo più vuoti che mai.

Mi hai lasciato solo una tela bianca
Ti sei portata via la fantasia

Pensate di esservi fatti abbastanza male? Beh, scoprirete presto che il Trauma non è ancora destinato ad essere superato. Vi conviene prepararvi bene prima di ascoltare ACIDO, potreste uscirne distrutti e con le lacrime agli occhi. Siamo incappati nel più difficile dei traumi: la perdita.

Mentre assisto a un disastro
Collasso nel letto
E poi penso che in fondo
Il problema son io

Tutto ciò che finisce è acido, ci consuma le viscere e logora le nostre guance. Le ansie restano scoperte, sempre pronte ad incombere nei momenti peggiori, non riusciamo più a richiuderle dentro l’armadio ed a nasconderle.

Per fortuna però, proprio come a Pleasantville, le emozioni riappariranno.

Arriverà sempre qualcosa che ci aiuterà a dar colore alla nostra storia, così da non lasciarci chiusi in noi stessi dentro la nostra bolla. COLORE è l’unico pezzo pigmentato, l’unico che ci fa venir voglia di ballare e ci fa sentire catapultati in un party. È quasi percepibile il retrogusto amaro della tua birra preferita che ti scende in gola, proprio mentre il sole batte sulla bellezza della tua giovinezza.

TRAUMA degli Psicologi è un album che fa male, che ci corrode rispecchiando il pallore delle nostre ferite. Le soluzioni ai problemi però, come ci hanno insegnato gli artisti, per fortuna ce le abbiamo: sono le Medicine.

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