Generic Animal ci insegna a combattere i nostri Benevolent Kappa

da | Recensioni album

Benevolent è il nuovo disco di Generic Animal disponibile in vinile e digitale dal 18 marzo per La Tempesta Dischi.

Benevolent, la nuova fatica di Luca Galizia, in arte Generic Animal, arriva a noi dopo due anni dall’uscita di Presto. Anni durante i quali abbiamo dovuto imparare a far i conti con un nuovo modo di vivere, di pensare, di gestire le nostre giornate contornate da quell’ansia sociale che ci ha accompagnato per tutta la durata della pandemia e che continua a stringerci la mano in questo periodo altrettanto buio, lasciandoci inermi.

Ognuno di noi ha usato le giornate vuote, messe a disposizione da questo momento storico, come poteva: c’è chi si è reinventato, chi ha scoperto nuove passioni, chi ha oziato, buttandosi giù. Benevolent inizia a prender forma prima, in coda a Presto, ma si fa spazio nella vita di Luca durante il lockdown, permettendogli di raccontare le sue fragilità attraverso un concept studiato che ci rimanda al vecchio omino viola del precedente lavoro.

L’arte di addomesticare i mostri

Chi segue Generic Animal dagli esordi è abituato a copertine particolari in cui vengono raffigurati animali di fantasia o mostriciattoli, diventati, in un certo qual modo, suo marchio di fabbrica. La figura in Benevolent un po’ rana, un po’ scimmia, a tratti spaventa, a tratti rassicura. Da lontano fa paura, ma basta avvicinarsi per notare il suo sguardo buono che ricorda Dodo, versione emo punk, dell’Albero Azzurro. Si tratta, invece, di un Benevolent Kappa, uno spirito del folklore e della mitologia giapponese dai comportamenti ambigui che, se addomesticato, risulta essere un ottimo alleato e un buon travestimento, in questo caso, per difendersi dalle paure e le angosce che attanagliano Luca.

Un album intimo, sincero, nel quale si percepisce la volontà dell’alter ego di Luca Galizia di salvarlo dai traumi irrisolti a suon di rock, post-rock, pop.

Sul sound non c’è nulla da dire: Generic dal 2018 ha riesumato le sonorità tipiche degli anni ’90, stravolgendole e riadattandole a suo piacimento. Musica del ’95, suonata da un ’95 nel 2022. Lavoro magistrale anche quello del produttore Carlo Porrini alias Fight Pausa e di Giacomo Ferrari, che nel disco suona le batterie.

Non sono presenti, per scelta dell’artista, featuring. A Benevolent hanno collaborato solo amici come ClausCalmo e Jacopo Lietti. In un panorama musicale in cui è più importante l’estetica, il social, Generic Animal rifiuta marchette e feat, un mondo che ha sperimentato in passato ma non ritiene vitale per emergere e continuare a ricevere consensi.

In So e Bastone, brani contenuti in Benevolent, Generic Animal esprime il disagio nel vivere la musica a Milano

Al tuo concerto non ci provo a dirti:
“Grazie, bravo, vai”
Forse una pacca sulla spalla
Non saremo amici mai

Pacche sulle spalle, incontri organizzati e persone scomparse, il mondo della musica che ha perso di vista il suo obiettivo rendendo l’ego di chi ne fa parte sempre più gonfio. Luca rinnega queste dinamiche e non perde occasione per dimostrarlo, in Incubo dice “E anche se avessi tutti i soldi che servon a dare forma ai sogni non infranti, quelli mezzi rotti, li spenderei per i ricordi”. Luca è genuino, schietto, come in Aspetta, è umano in Paura di. Il disco si chiude con Recinto; la voce di ClausCalmo diventa un’ancora di salvezza per Generic Animal, che non desidera altro che essere rassicurato in vista del futuro incerto. Un finale commovente, una sorta di dialogo con il nostro Benevolent Kappa interiore che finalmente palesa il suo spirito puro infondendoci speranza.



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