Prepariamo una Macedonia d’ansia condita con i Legno 

da | Recensioni album

Non conosciamo il loro aspetto, sappiamo pochissimo sulla loro identità, ma abbiamo imparato a prendere le loro emozioni ed a farle nostre. I Legno non hanno tardato a darci un assaggio del loro nuovo album targato Matilde Dischi: è proprio con Macedonia d’ansia, infatti, che si apre la strada verso un nuovo capitolo della loro carriera musicale. 

La Macedonia d’ansia che assaggeremo oggi possiede al suo interno una mescolanza di timori ed insicurezze.

Non appena la musica comincia a suonare, i Legno iniziano immediatamente a scardinare le porte dei nostri rifugi, senza dimenticare indietro nulla. Il testo è infatti condito da metafore che tendono a mettere in luce le nostre incertezze più nascoste. 

I punti deboli di noi ascoltatori si ritrovano allora ad essere svelati, restiamo nudi mentre ci muoviamo lentamente sulle note di una musica graffiata e ferita. 

E camminare sulle cosce tue

Buccia d’arancia, macedonia d’ansia

E camminare sulle guance tue

Un corso d’acqua, lacrima che inciampa

Tuttavia lo scopo dei Legno non ha nulla a che vedere con il nostro sentirci indifesi e scoperti. Macedonia d’ansia mira infatti ad esaltare quelle stesse caratteristiche che sono oggetto di autocritica per ognuno di noi, tendendo a mostrarne l’effettiva unicità.

Rendere amici i nostri difetti è il primo passo che ci accompagna lungo la via dell’amor proprio, e spesso non siamo in grado di riuscire a capirlo da soli. A volte abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricordi quanto valiamo, e non può che rapirci l’ascolto di un pezzo che ci rassicura mettendoci a nostro agio.

I tuoi difetti stesi sopra il letto

Io mi ci giro e mi ci tuffo come un gatto

Perché sei unica, ah, solo l’unica, ah

In Macedonia d’ansia i Legno cantano di un amore puro e maturo, di un amore che va talmente a fondo da non farsi distrarre mai da nessun’accezione negativa.

Ed è proprio così che i Legno ci rubano il cuore, prendendoci la mano e mostrandoci gli scorci più unici e particolari di noi stessi.

Non appena l’ascolto del brano si conclude comincia a srotolarsi in noi un tappeto di riflessioni personali. Ci sentiamo invincibili, come se adesso fossimo liberi di poter concepire noi stessi in un modo tutto nostro.

Non ci resta altro che mettere da parte quel mare di ansia che ci rigava gli occhi, preparando la nostra Macedonia con unicità, fierezza ed amor proprio.

Di tutto il resto ce ne fottiamo

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