Perché ho incorniciato in camera il testo di “Vita Facile” di Mox

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Lo scorso 4 marzo l’artista romano Mox ha rilasciato Vita Facile il suo nuovo EP targato Maciste Dischi, anticipato a gennaio dall’omonimo brano. Mox, all’anagrafe Marco Santoro, è noto per avere una certa sensibilità, essenziale, ma completa; romantica, ma realistica. Il romanticismo, che non sta solo nell’amore, nel suo EP sta anche e soprattutto nel modo di guardare la vita. La Vita Facile è un pacchetto fatto di quattro brani decisamente essenziale, per l’appunto. In quattro pezzi c’è tutto quello che serve per “fartela prendere bene” con un po’ di saggezza e con quell’estrema dolcezza che contraddistingue l’autore.

Vita Facile, il brano di Mox

Il brano Vita facile è un pugno all’anima che ti prende e ti porta via. Via dalle seghe mentali, via dalle paranoie, via da te stesso. Gli psicologi ci spiegano che un pensiero in grado di bloccarci nasce sempre da un “se” e un “allora”: “se faccio questo, allora accadrà questo”. Le nostre paure e ansie vengono alimentate da questa piccola formula bastarda, in grado di bloccare ogni essere umano nel ragionamento ossessivo fino a indurlo allo stallo. Il brano infatti inizia così:
Perché vedo tanta gente che Ha la vita facile, ma non gli è facile sorridere Ma c’è qualche cosa di sbagliato se mi pongo troppi se
Mox non parla di reietti della società, di emarginati, di gente povera o dimenticata. Mox abbraccia la causa di gente comune che non sa essere felice nonostante tutto. Nonostante una vita facile. La felicità, però, non la pone come un obbligo per chi potrebbe facilmente esserlo, bensì come una conseguenza dell’accettazione di vivere una vita piena. Solo così, poi, diventa realmente facile.
mentre ero intento a cercare spiegazioni Mi nascondevo dietro a giustificazioni, azioni e reazioni Frenate dai dovrei, potrei, vorrei Ma se mai che lo sai che son solo dei sinonimi di mai
Tutti questi maledetti condizionali che diventano sempre e solo dei “mai”. Lo sappiamo bene che è così, lo sappiamo bene che dietro alla ricerca spasmodica di una spiegazione alla nostra infelicità, c’è l’origine di quest’ultima.

Essere produttivi è un comando che viene dall’alto, non da noi stessi

La soluzione sta nel buttare al cesso l’idea della produttività, indotta da una società che ci vuole macchine. Ricordarci che non siamo noi a volerci produttivi, ma qualcun altro che vorrebbe comandarci dall’alto. Ogni tanto dimentichiamo che i comandi che facciamo a noi stessi sono, in realtà, molto pochi e più umili: vogliamo solo smetterla di pensare troppo, di affannarci e fare sempre quello che sentiamo, rispettando l’etica dei nostri sentimenti. Dimentichiamo che i comandi della società non ci appartengono per niente. Se non ci imponessero questa gara alla competizione, al migliore, al più ricco, al più stabile, veramente vorremmo che fossimo tutti perfetti e in grado di fare tutto? Ecco perché ho stampato il testo di Vita facile, l’ho incorniciato e appeso al muro della mia stanza. Perché parla di gente comune che dimentica di star perseguendo qualcosa che in realtà non vuole: la perfezione per stare sempre sul pezzo. Alla gente comune interessa la felicità nascosta dentro un drink bevuto al bar sotto casa. Interessa la felicità che costa poco, dai quattro a dieci euro per l’esattezza. Quella che si ordina a un bancone, dove si attende seduto e sorridente. Non c’è fretta, non v’è corsa al migliore, non v’è competizione, non v’è perfezionismo dietro le piccole e semplici cose a cui ambiamo realmente.

Poesia d’acqua in Vita Facile di Mox

Poesia d’acqua è un brano che si offre. E qui il romanticismo sta nel gesto dell’offerta. Offre acqua, offre poesia. Entrambe vitali, entrambe allo stesso modo. L’autore dichiara di averla scritta anni fa per la donna di cui ha amato anche la sua stessa malinconia. Ecco la dolcezza, spiegata attraverso la gentilezza, di Mox. Ecco l’amore preso con i guanti e trattato come il migliore dei beni sulla terra. Ecco l’essenzialismo di Mox.
Poesia di acqua va da lei disseta con le blu parole chi è troppo bella anche per bere chi quella sete non la sente acqua che scorre e porta via tutta la sua malinconia, è solo poesia

Alla faccia tua e Ultimo Mambo a Milano

Mox ci ha provato a calarsi nei panni dell’arrabbiato, ma ha fallito decisamente. Alla faccia tua è un brano rivolto a chi esce da una relazione con l’amaro in bocca, di cui, accecato dal dolore, in quel momento rivive solo rabbia. Ma poi, la nebbia si dirada, dice l’autore, e “alla faccia tua”, non resta più un’espressione vendicativa, ma accogliente. Un invito al brindisi. Mox ha fallito nel ruolo dell’arrabbiato perché non gli riesce proprio nella musica: la sua dolcezza pervade sempre e comunque anche i suoi brani che nascono con un altro intento. Insomma, un bel fallimento da parte sua. Ultimo Mambo a Milano è la storia di un innamoramento da bar sui Navigli. L’incontro fortuito di una donna che lo conquista immediatamente. Il brano è allegro e andante, conquista il ritmo di una danza, e invita alla leggerezza. Alle storie di una sera, quelle da raccontare ai figli o da ballarci sopra un andamento lento o un mambo.

Un brindisi alla Vita facile di Mox

Vita facile è un pacchetto di dolcezza, leggerezza e verità. Mox ci sa proprio fare, sa sorvolare sulle cose e cantarci sopra con l’espressione di chi vuole offrirti sempre qualcosa di bello, per smettere di pensarci un po’ e sorridere di più. Mox, con questo EP, non ha offerto altro se non quello che voleva: un brindisi alla vita facile.

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