“Tanto non esco” di MOX

da | Recensioni singoli

Nel cuore di questi giorni alienanti, MOX ci regala Tanto non esco e canta la voglia, un giorno, di ritrovarsi.

Annunciato all’improvviso, Tanto non esco esce sul canale YouTube della Maciste Dischi, la casa di produzione del cantautore. È il dono generoso di una creatività pulsante, pronta a raggiungerci nel silenzio delle nostre solitudini con un bene essenziale come la musica.

Un’uscita fuori programma.

Dove Brava aveva concluso il suo primo album da solista, dissolvendosi dolcemente, là l’ex frontman dei Jonny Blitz MOX era tornato a cantare per noi. Alla riedizione del brano in compagnia dei Dimartino era seguita poi l’uscita di un singolo inedito e incalzante come Fino a quando il cielo esiste, nato in collaborazione con Fulminacci: due assaggi che ci avrebbero permesso di pregustare l’uscita di un nuovo 45 giri nel corso del 2020, contenente due inediti e due rivisitazioni tratte da Figurati l’amore.
L’esito imprevisto e drammatico di questi giorni ha però segnato una breve ma interessante deviazione sul percorso tracciato verso la nuova release del cantautore siciliano. Nasce una canzone nuova, presentata dal suo autore su Instagram come il frutto di un’esigenza: “I medici medicano, i fiori fioriscono, io scrivo le canzoni. Ognuno fa quello che non può non fare. Io so fare solo questo, quindi questo è il mio contributo per la quarantena.”

Solitude in a nutshell

I gusci delle noci sanno custodire, nell’esilità di pochi centimetri, la complessa conformazione del proprio contenuto. Allo stesso modo, certe canzoni di MOX sono in grado di raccontarci l’anatomia frastagliata di uno specifico scenario, attraverso una misurata e ricercata brevità. Tale cifra stilistica caratterizza alcuni brani di Figurati l’amore, primo fra tutti Puttana (Alabama), e ha modo di ripresentarsi in Tanto non esco. Il brano dura poco meno di tre minuti ed elabora un tema caro al suo autore: la distanza. Attraverso la lunga apostrofe del suo primo album, MOX ci aveva raccontato la distanza fra due corpi incapaci di amarsi (Super Fantastica), impossibilitati a vedersi (San Lorenzo) o separati da vite ormai slacciate (Brava)In Tanto non esco la lontananza assume una forma inedita, forzata, imposta non dalle mutevoli leggi del sentimento, ma dalle norme inevitabili dell’emergenza.

Un racconto di poche righe

In coda ad un litigio, la canzone celebra fischiettando i benefici che la solitudine può regalare. L’amore resta, ma finalmente ci sono degli spazi di cui riappropriarsi e un appartamento in cui chiudere qualche piccolo egoismo ritrovato. Sembra tutto sommato facile potersi adattare, d’altronde “se non si può uscire allora si fuma dentro, così Conte è contento”.
Tuttavia questo entusiasmo non basta a dimenticare che, in fondo, “stare insieme ci manca”: in casa si potrà anche avere il “cielo chiuso in una stanza, ma senza stelle il cielo ci stanca” (Luglio).
Aspettando allora che tutto finisca, arriva una promessa che potremmo esprimere a chiunque in questo momento viva nella nostra nostalgia:

quando ti rivedrò, prometto che non sarà dentro una stanza

Due panorami sonori.

Il brano si divide in due porzioni tematiche ben distinguibili, anche grazie ad atteggiamenti musicali radicalmente differenti: la gioia iniziale si avvale del fischiettio e di un andamento incalzante della sezione ritmica, mentre agli ultimi versi è affidato un accorato crescendo sonoro e drammatico. Da notare, a proposito della prima parte, l’inserimento di un assolo cantato all’unisono con la chitarra: un espediente stilistico finora poco frequentato da MOX. Va infine elogiata, senz’altro, la fattura di un lavoro di registrazione svolto a distanza che non manca di qualità acustica. 

Stay tuned!

Attraverso questo piccolo regalo, MOX partecipa con riconoscibilità al fermento di un panorama musicale che non ha esitato a farsi sentire nel buio di queste giornate. Non resta che aspettare altre canzoni, per ritrovarlo presto, lui sì, nelle stanze di nuovi versi. 

 

Articoli Correlati