Zombie Cowboys dei Gomma è un urlo di denuncia del decadimento della nostra società

da | Recensioni album

Zombie Cowboys è l’immaginario dei Gomma post e pre pandemia per combattere l’illusione di un tempo che “tiene la testa bassa per contarsi le zanne” (traccia 9, Iena).

I Gomma, band dolcemente incazzata Casertana nata agli inizi del 2016, hanno dato vita il 21 gennaio 2022 al loro terzo album in studio, Zombie Cowboys, dove l’uomo western incarna l’uomo da combattere e sconfiggere, il capitalismo spietato che non guarda in faccia niente e nessuno.

La band canta del decadimento di una società che, cieca, ne identifica il declino con l’inizio della pandemia nei primi mesi del 2020, volendo, però, puntualizzare che è qualcosa che accade, non troppo silenziosamente, da molto prima, ma per cui mai abbiamo voluto aprire gli occhi.

Se agli esordi pensavamo fossero un gruppo sulla scia dell’indie all’italiana, beh forse ci sbagliavamo. Con più rabbia degli esordi, più rabbia degli “ingenui” 18, perché adesso la furia è molto più consapevole, Zombie Cowboys urla al suo pubblico attraverso la voce di Ilaria, su un apparato strumentale, lasciatemelo dire, con i controca**i.

I Gomma hanno dato vita ad un album che ti lascia spiazzato, triste, scombussolato ed estremamente incazzato. Zombie Cowboys nasce durante i primi mesi di pandemia, dalle macerie di un vecchio album quasi terminato, ma mai chiuso.

Si sente tutta la necessità di tornare ad una normalità, ma quale? Probabilmente una nuova, una normalità da ricostruire, come quel vecchio album, dalle macerie che ci ritroviamo costretti a raccogliere dentro di noi.

“Oh, santa pace
Non ho smesso di cercarti
Ti ho cercata altrove
Dove mi aspettavo di trovarti

Ma tu non c’eri
E non eri in ritardo
Tu non c’eri

Mi aspettavi là
Dove non volevo attraversare
E ti pregavo di venire a casa mia
Oh, santa pace
Mi aspettavi là
Dove non volevo attraversare”

(Santa Pace, Traccia 1)

Concludo questo mio commento all’album dei Gomma con una frase estratta da Sentenze:

“Quello che ammiro nei vecchi è che
non cercano il sole
cercano il mare

[…]

Che il viaggio è finito e conta
solo il finale”

Vi lascio così, con una frase, un testo, che tanto mi ha scombussolato al primo, al secondo, al millesimo ascolto. E adesso mi sento di poter dire che, dopo tutto, mi vedo proprio così, come quei vecchi di Sentenze, e ve lo dico apertamente, miei cari Gomma, quanto cazzo avrei voluto scriverla io quella frase!

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