Nesli, una schietta Confessione

da | Recensioni singoli

Se ti trovi nel letto a fine giornata, o nella metro a fissare il vuoto non avrai difficoltà ad entrare in sintonia con i pensieri che Nesli ha buttato giù nel suo ultimo singolo Confessione – story.  Sulle piattaforme da venerdì 7 Gennaio, questo singolo solca in modo dirompente il periodo di silenzio che lo ha preceduto. Con Confessione – story, infatti, Nesli ritorna sulla scena dopo un periodo di silenzio, e lo fa con una sorta di prepotenza di scrittura, con un testo provocatorio.

Forse no, non ricordo
Le battaglie fatte fino all’ultimo secondo
Aspettando il tuo turno, il tuo treno, il tuo giorno
Perso sempre dentro lo stesso brutto sogno
Forse non ricordo il senso e la fatica
La follia e la voglia in questa cazzo di vita
Gli amici che non ho saputo più tenermi accanto

Un suggerimento da Nesli è lasciato anche dal titolo che lascia intendere una narrazione all’interno del testo. Una narrazione che però non è banale, non è “la solita musica” – potremmo dire – non è il solito surrogato del ragazzo di periferia con tutti i traumi e le privazioni del caso.

Mi guardano pensando che abbia perso
Ma io non l’ho mai perso il senso
Sono qui che scrivo e non ci penso
La mente viaggia sempre controsenso
Io a cercare tento, sotto effetto dei giorni
Perché, se provi affetto, sprofondi
In bilico tra mondi immaginari
Tramonti visionari
Tra i conti della banca sempre pari

 È un racconto schietto, Confessione – Story canta schiettamente quello che avviene in un percorso di crescita, in un circolo di vita, ed è per questo che, salvo qualche eventuale dettaglio, è facilmente condivisibile, che la si ascolti mentre si viaggia in metro (e non solo eh) o mentre si fa un resoconto della propria vita.

Forse no, non ricordo
Quando in testa avevo solamente questo sogno

Confessione – story di Nesli non è solo un racconto/ resoconto, è anche una denuncia; una sorta di denuncia verso quei micro-fallimenti della vita, o verso quelle stranezze che non sempre possono essere amputabili a noi stessi.

E per questo non vuole essere per niente retorica la strofa che va a chiudere l’intero singolo …

Articoli Correlati