In senso lato la vita è un alternarsi di “Cori da sdraio”

da | Recensioni singoli

Disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 17 dicembre, Cori da sdraio, il nuovo singolo di Dutch Nazari per Undamento.

E’ il ritorno del guaglione (padovano) sulla traccia, dopo l’uscita di Islanda Freestyle nel maggio 2021 e l’ultimo album – Ce lo chiede l’Europa – nel 2018, Dutch Nazari decide di anticiparci la sua prossima fatica con una nuova canzone-manifesto dal sapore decisamente più “drammatico” del solito, Cori da sdraio, prodotta dall’ormai fedele compagno Sicket.

In senso lato la vita…

Ormai divenuto incipit iconico, In senso lato la vita, fa capolino anche nella prima strofa di Cori da sdraio, dimostrandosi un intro funzionale e capace di attirare la curiosità tra i più fedeli di Dutch. Compare nelle prime tracce di tre suoi album:

Speculation, Diecimila Lire (2014):

In senso lato la vita è una truffa ordita da uomini astuti
È più della somma di tutti i momenti vissuti
Che valgono quanto biglietti scaduti

Proemio, Amore Povero (2017):

In senso lato la vita è una trama condita di intrecci banali
Con scenografie artificiali che fanno da sfondo a dialoghi superficiali

E infine, il più recente, Calma le onde, Ce lo chiede l’Europa (2018):

In senso lato la vita
È un lungo cammino in salita

Tre punti di vista diversi sulla vita maturati nel tempo. Considerazioni taglienti, realistiche, sempre sul pezzo, metafore azzeccate, che provocano un sali-scendi di emozioni, passando da una descrizione quasi pessimista ad una sicuramente più ottimista e viceversa.

Cori da sdraio

Nel caso di Cori da sdraio, Dutch, facendo slalom tra vari temi – personali, social-i, ambientali e politici – ci sbatte in faccia la realtà; la realtà di un mondo destinato a non persistere, nel quale un minuto prima ci si organizza per il prossimo week-end, un istante dopo potrebbe non esserci più nulla.

C’è un’isola di plastica nell’Oceano Pacifico
Se ci penso, mi sembra che anch’io mi plastifico e m’isolo
C’è un deserto dove poco fa c’era terreno agricolo
Se ci penso, anche io mi desertifico

Non importa come vivi su questa terra: se prendi la vita come se fosse una festa, se ti senti vuoto, se fumi o meno…siamo tutti nati per morire e subire (come dicevano i The Zen Circus) e chiaramente ad ogni epoca corrispondono problemi esistenziali e situazioni sociali diversi.

Per esempio, abbiamo avuto la (s)fortuna di essere cresciuti insieme all’evolversi della tecnologia, creando nuovi legami, anche con gente che – in un certo senso – sembrava essere irraggiungibile e, forse, lo è davvero tuttora. Viviamo in un mondo che ci ha insegnato ad illuderci e ad accettare le apparenze come se fossero reali. Una visualizzazione alla storia, una reaction, un messaggio di risposta, ed ecco ciò che ci basta per associare miti e idoli alle nostre esistenze credendo che essi facciano lo stesso con le loro. E proprio come lui dice:

Le distanze sociali si allargano, ma l’illusione ottica dei filtri
Ti fa sembrare tutto più vicino

C’è poco da dire: Cori da sdraio presenta un testo arricchito da metriche e giochi di parole tipici della penna di Dutch Nazari, contornato da una base che va a dare leggerezza al brano grazie alle sonorità elettroniche, che creano il giusto mix con i temi attuali trattati.

Qualità e sincerità sono i punti di forza del rapper padovano che come sempre non perde occasione per dire la sua attraverso la musica.



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