Le “Brutte Compagnie” di Fulminacci sanno di pop scanzonato

da | Recensioni singoli

“Quando ho scritto questo brano ero da solo ma non ci volevo stare. È un viaggio domestico alla scoperta di cose che già sapevo. Ma mi andava tantissimo di farlo.”

Menomale che Fulminacci c’è! Il suo pop scanzonato e quella “musichetta che lo salva dalla verità” di cui canta a lungo, si fanno sentire più forti che mai nel nuovo singolo Brutte compagnie (Maciste Dischi/Artist First), un brano-confessione in cui il cantautore romano racconta un pezzo della sua vita con la sincerità e la schiettezza che lo hanno sempre contraddistinto. 

Artista versatile, brillante e capace di conquistare il suo pubblico imbracciando semplicemente una chitarra, Filippo Uttinacci è una delle voci più simboliche della nuova scena cantautorale romana.

Sento poche persone
Qualche volta le ascolto e scrivo un’altra canzone
Poi mi chiedono “Oggi che fai?”
Io rispondo “non mi ricordo”

Forse ora cambio temperatura al termosifone
Cerco l’ispirazione e fumo 106 sigarette che mi sembrano 7 

Il sole chissà se poi mi squaglierà
Ma quello che mi dispiace è che non c’è guerra ne’ pace
E il cielo non cambia colore

Una fase della vita complicata fa da padrone e racconta il momento di difficoltà vissuto da Fulminacci nel trovare il suo percorso e la sua strada, senza lasciarsi influenzare dalle persone sbagliate e da quel rumore fastidioso che non gli permette di esprimersi appieno e di lasciar andare la sua creatività. Il colore del cielo, per fortuna, è destinato a cambiare. Trovare la pace interiore è un percorso tutto da definire per ognuno di noi, ma mi piace pensare che un giovane musicista come Filippo ce la stia mettendo tutta per lasciarsi andare, per perdersi e ritrovarsi, comprendendo che non esiste un percorso lineare e che per scrivere dei pezzi come questi forse è quasi necessario passare da queste cattive compagnie. 

Alla base di Brutte compagnie c’è la consapevolezza di voler ricordare un momento preciso della propria vita e di volerlo mettere in musica perché il ricordo di ciò che è stato, nel bene o nel male, non venga buttato nel cestino della spazzatura. Fulminacci è qui per restare, è qui per cantare. A noi piace tantissimo. 

Articoli Correlati