“Materia (Terra)”, il disco giusto di Marco Mengoni

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Parola d’ordine: “Maurizio” così inizia la serata in un locale zona Porta Romana Milano.

Un sottoscala di un palazzo, un spazio adibito come un lounge bar di Manhattan, luci soffuse, piante, tavolini rotondi, un palco al centro della sala. Marco Mengoni che presenta il suo ultimo progetto “Materia (Terra)”.

In uno speakeasy inaspettato e misterioso, creato per l’occasione, riprendendo la tradizione dei locali segreti in cui durante gli anni del proibizionismo si potevano bere alcolici, Marco mercoledì sera ha presentato il primo album dal titolo Materia (Terra) fuori venerdì 3 dicembre, con una band di nove elementi, voci black, atmosfera chill e musica soul. Un disco che da subito suona vincente, Marco vestito di bianco regala un vero e proprio live, con la forza e l’unicità che lo contraddistingue. 

Il progetto affonda nelle radici di una cultura musicale internazionale, un percorso in tre album che raccontano tre anime differenti, ma complementari, che uniscono le origini di Mengoni, le sue ricerche sonore e la sua attenzione verso la contemporaneità. Il tutto non perdendo la sua cifra stilistica che da sempre lo rende riconoscibile tra tanti altri. 

“Materia (Terra) rappresenta le origini, la famiglia, le radici, l’equilibrio e la ricentratura”, 

si parla di un amore  universale attraverso elementi blues e richiami gospel. L’artista con questo disco è arrivato allo step successivo, ritorna con un’ondata nuova, e un progetto complesso, con tante cose da dire e il sound giusto da ascoltare. 

Numerose sono le collaborazioni che emergono per la produzione: Mace e Venerus per “Cambia un uomo“, e ancora Purple Disco Machine e Michele Canova, che vestono i brani con suoni più sintetici.

Due i feat. Gazzelle e Madame. Struttura pop per un’architettura r&b, storie quotidiane, fotografie di rapporti vissuti, intimi, segreti. 

Un progetto che evidenzia il punto di maturità dell’artista, che tocca le corde giuste, e ti fa ballare con (Ma stasera),  ma anche commuovere con (Proibito), il pezzo per eccellenza da nodo alla gola, appena arriva il ritornello.

Uno storytelling su quelle che sono le relazioni odierne, su quanto sia facile innamorarsi e disinnamorarsi un attimo dopo, un modo di vivere di fretta, dove le relazioni sono precarie e i sentimenti evanescenti. “Materia (Terra)” è un disco riflessivo, che non ha paura di  mostrare l’imperfetto all’interno delle sue storie, i testi denotano una libertà e un modo di percepire il mondo esterno in chiave moderna, ma con la giusta dose d’introspezione.

Marco ritorna con un lavoro ambizioso, tre album in uscita, San Siro e l’ Olimpico di Roma, un podcast e tante altre novità, è inarrestabile, generoso con il suo pubblico, energico sul palco. Non punta al cielo, punta ancora più in alto. 

Ad Maiora Marco Mengoni. 

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