Occhio a Galea: questa è “Femminuccia”

da | TIPO

Galea è una bella scoperta, una ragazza del 2000 brillante come la generazione Z che migliorerà questo Paese, una volta estinta e/o accantonata quella dei millenials.

Il 5 novembre Galea ha consegnato alla storia recente il suo ultimo singolo, Femminuccia, una canzone al servizio di un progetto musicale in fioritura che profuma di quelle sonorità indie rock dal respiro anglo-americano contemporaneo.

Femminuccia nasce dal confronto tra ragazze su uno dei temi più importanti di questi tempi: la discussione intorno agli stereotipi di genere, raccontata attraverso la sensibilità e il vissuto di un’autrice che vive in questo presente lo schianto dei suoi vent’anni.

Afferma Galea:

L’idea di scrivere Femminuccia mi è venuta in mente qualche tempo fa, mentre chiacchieravo con le mie amiche. Stavamo parlando del fatto che da piccole siamo state propense a rifiutare alcune delle caratteristiche che più ditutte sono assegnate stereotipicamente al genere femminile, preferendo identificarci invece, soprattutto negli anni della prima adolescenza, nel “maschiaccio”, nel “non sono come le altre ragazze”.

Per me l’adolescenza è stato un percorso di autoconoscenza abbastanza faticoso che ha comportato che mi districassi tra i vari modelli standardizzati di donna, tutti spesso troppo rigidi, che mi venivano proposti anche dai media e in cui quasi mai riuscivo a riconoscermi.”

La voce di Galea è profonda, una maturità vocale difficile da riscontrare nei suoi coetanei, spesso indecisi sulla loro identità musicale. Qui siamo dinanzi a un caso diverso, bastano poche decine di secondi per aver davanti il percorso che l’artista ha immaginato per sé.

Sempre Galea afferma:

Ad esempio mi vengono in mente tanti film per ragazzi in cui il personaggio femminile principale è solitamente una ragazza semplice, che non ha particolarmente a cuore la sua estetica e che è “diversa” dalle altre ragazze. Di contro l’antagonista è una ragazza popolare, bionda e spesso estremamente femminile, non di rado stupida, antipatica o frivola.

È una narrazione che non fa altro che rinforzare la dicotomia maschile/femminile in cui il maschile è giusto e intelligente e il femminile è sbagliato e superficiale. Crescendo ti liberi gradualmente di queste categorie e giungi alla consapevolezza che non sei il tuo genere di nascita, sei quello che vuoi e quello che scegli di essere ogni giorno, nel mio caso dalle etnies dei quindici anni al glitter dei venti.

Un brano credibile, ben addentrato nelle ultime vicende che hanno regalato una pagina poco rainbow al nostro Paese. Quegli applausi post tagliola del ddl Zan resteranno una macchia indelebile della nostra politica.

La generazione Z salverà l’Italia da una visione in bianco e nero del mondo, anzi una visione azzurro/rosa che non tutela gli esseri umani in quanto tale.

Deve essere difficile essere donna oggi, deve essere difficile svegliarsi e decidere di essere quello che si vuole essere.

Mostrarsi sempre perfetta, essere santa
Per poi parlare, farsi sovrastare
Capire che sei sola in squadra ed è abbastanza
E ti diverti, il gioco, passo e chiudo

Deve essere difficile essere accettati da maschi bianchi etero cis, deve essere difficile essere donna ed essere compresa,

Non sono più intelligente se parlo di calcio
Non sono più meritevole se mi vesto un po’ più largo
Non sono più competente se faccio il maschiaccio
E quando voglio farlo lo faccio
Lo faccio quando voglio farlo

Brava Galea, Femminuccia è un piccolo inno alla lotta sacrosanta dei diritti, parole che colorano arcobaleno un cielo sempre troppo azzurro (e non per l’assenza di nuvole).

Articoli Correlati